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Circ. P.C.M. 13/12/1995, n. 22806

Disposizioni attuative e integrative in materia di dighe.
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Disposizioni attuative e integrative in materia di dighe


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A) Prescrizioni inerenti la designazione dell'ingegnere responsabile della sicurezza delle dighe (D.L. 8 agosto 1994 , n. 507, convertito con L. 21 ottobre 1994, n. 584).


L'art. 4, comma 7, del D.L. 8 agosto 1994, n. 507, recante misure urgenti in materia di dighe, convertito con L. 21 ottobre 1994, n. 584,

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B) Piene artificiali e fogli di condizione per l'esercizio e la manutenzione.


Nell'ambito della propria attività di vigilanza e conoscitiva il SND deve promuovere ed acquisire gi studi sulle conseguenze che hanno sui territori di valle le manovre normali ed eccezionali degli organi di scarico della diga e l'ipotetico crollo della diga stessa (art. 24, comma 6, lettera e), del D.P.R. 24 gennaio 1991 n. 85R), ai fini della definizione degli scenari degli incidenti probabili, sulla base dei quali dovranno essere redatti dai prefetti i relativi piani di emergenza. A tal fine i concessionari o richiedenti l

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C) Asseverazione dello stato delle dighe in esercizio e della loro sicurezza.


I concessionari o richiedenti la concessione o, in loro assenza, i proprietari che gestiscono direttamente le opere di

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D) Opere di sbarramento realizzate in assenza di progetto approvato ovvero in difformità allo stesso successivamente alla data di entrata in vigore della legge.


1) Le opere di sbarramento (da identificare nel manufatto costituente la diga, con i relativi interventi di consolidamento e tenuta in fondazione e nelle spalle, e nelle opere di scarico con i relativi impianti) realizzate successivamente alla data di entrata in vigore della legge senza aver previamente ottenuto l'approvazione tecnica del progetto, ovvero in difformità del progetto approvato (o modificate successivamente al completamento degli invasi sperimentali ed all'inizio dell'ordinario esercizio) in modo tale da ridurre le loro originarie condizioni di sicurezza, fattispecie sanzionate dall'art. 4, comma 1, della legge, sono soggette all'applicazione dei provvedimenti di cui all'art. 18 del D.

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E) Applicazione del D.P.R. 1 novembre 1959, n. 1363.


1) L'art. 28 del D.P.R. 24 gennaio 1991, n. 85, modificato ed integrato dall'art. 5, comma 2, della legge stabilisce che, fino all'assegnazione del personale agli uffici periferici del SND, e comunque non oltre il 31 dicembre 1995, i provveditorati regionali alle opere pubbliche del Ministero dei lavori pubblici e l'assessorato ai lavori pubblici della regione Sardegna continuano a svolgere le attività espletate in applicazione degli articoli 11, 16, 17 e 18 del regolamento approvato con decreto del D.P.R. 1 novembre 1959, n. 1363.R

Ciò premesso, in attesa dell'emanazione del nuovo regolamento per la disciplina del procedimento di approvazione dei progetti e del controllo sulla costruzione e l'esercizio delle dighe di cui all'art. 2, comma 1, della legge si forniscono alcuni chiarimenti indispensabili per un corretto ed uniforme impiego del citato D.P.R. n. 1363 del 1959, emanato in funzione di una organizzazione statuale oggi profondamente modificata, che non ne consente la letterale applicazione. Peraltro lo stesso D.P.R. é stato in passato oggetto, da parte del Ministero

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F) Definizione di altezza di una diga e volume di invaso, ai fini dell'attribuzione delle competenze.


a) Con il termine di "altezza" si intende

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G) Elenco delle dighe di competenza del SND.


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Raccomandazioni per la mappatura delle aree a rischio di inondazione conseguente a manovre degli organi di scarico o ad ipotetico collasso delle dighe


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1. Requisiti degli studi


Gli studi relativi alle o

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2. Descrizione della diga


Nella prima parte degli studi sono riportate tutte le inform

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3. Piene artificiali per manovre degli organi di scarico


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3.1. Ipotesi di manovra


Negli studi é valutato, separatamente, l'effetto della manovra dei sol

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3.2. Condizioni idrauliche e valutazione delle portate effluenti


La valutazione dell

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3.3. Rilievi della geometria a valle della diga


La caratterizzazione geometrica delle aree potenzialmente soggette ad inondazione deve essere effettuata in base a cartografia ufficiale, o prodotta da soggetti pubblici, di sufficiente dettaglio, di norma a scala non inferiore a 1:5000, e con l'ausilio di specifici rilievi in sito.

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3.4. Propagazione dell'onda di piena


Lo studio della propagazione verso valle dell'onda di piena dovuta a manovre degli organi di scarico delle dighe é affrontato, di norma, per mezzo di simulazione numerica. Non é però escluso l'impiego di modelli fisici.

L'applicazione dei modelli per la simulazione numerica della propagazione delle onde di piena é facilitato dall'esistenza di opportuni codici di calcolo, generalm

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3.5. Rappresentazione dei risultati


Il principale risultato richiesto agli studi in questione é l'individuazione delle zone soggette a potenziale inondazione: la mappa delle aree allagabili é la sintesi dei risultati delle varie elaborazioni che riveste la maggiore importanza.

La rappresentazione della massima estensione di tali aree deve, ovviamente, essere chiara e di facile l

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4. Piene artificiali per ipotetico collasso della diga


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4.1. Ipotesi di cedimento


4.1.1. Dighe murarie

La necessità di prefigurare la condizione di rottura più gravosa in relazione alla generazione dell'onda di piena, impone che il crollo sia considerato totale, interessante cioé l'intera diga, a meno che la tipologia sia t

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4.2. Condizioni idrauliche alla rottura


4.2.1. Dighe murarie

Per le dighe murarie é ipotizzato che il collasso della struttura non sia legato ad eventi idrologici intensi, cosicché la condizione idraulica iniziale più gravosa da considerarsi é quella di serbatoio pieno fino alla quot

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4.3. Metodi di valutazione delle portate uscenti attraverso la breccia


4.3.1. Tipo di approccio

Le portate uscenti attraverso la breccia a seguito del collasso di uno sbarramento di ritenuta sono valutate utilizzando metodologie di simulazione numerica. Non é però escluso il ricorso a modelli fisici.


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4.4. Dighe in serie


Lo studio dell'ipotetica rottura di una diga posta a valle di un altro sbarramento artificiale, fermo restando la necessità del calcolo riferito al collasso della singola diga secondo quanto descritto ai punti precedenti, richiede un'ulteriore verifica.

É

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4.5. Geometria delle aree a valle della diga


La caratterizzazione geometrica delle aree potenzialmente soggette ad inondazione deve essere effettuata sulla base della cartografia ufficiale, o prodotta da soggetti pubblici, alla scala di maggior dettaglio disponibile, e con l'ausilio di specifici rilievi in sito.

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4.6. Propagazione dell'onda di piena


Come nel caso delle onde di piena dovute a manovre degli organi di scarico, lo studio della propagazione verso valle dell'onda di piena da rottura di dighe é affrontato per mezzo di simulazione numerica. Anche in questo caso non é escluso l'impiego di modelli fisici.

Per quanto attiene ai modelli di calcolo della propagazione in alveo dell'ipotetica onda di piena da rottura di diga, valgono considerazioni analoghe a quelle riportate al punto 3.4.

All'atto della scelta del codice di calcolo é opportuno sincerarsi che esso sia stato sottoposto ad ampie verifiche e sia stato validato sulla base di situazioni reali.

Il modello impiegato deve tenere conto di tutti i parametri e condizioni che possono portare a sensibili scos

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4.7. Rappresentazione dei risultati


Per la rappresentazione dei risultati dello studio, restano valide le considerazioni già riportate al punto 3.5.

Il principale risultato richiesto é l'individuazione delle zone soggette a potenziale inondazione: la mappa delle aree allagabili é la sintesi dei risultati delle varie elaborazioni che riveste la maggiore importanza.

La rappresentazione della massima estensione di tali aree deve, ovviamente, essere chiara e di facile lettura e

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Studi sulle caratteristiche delle onde di piena artificiali conseguenti a manovre degli organi di scarico delle dighe o ad ipotetico collasso degli sbarramenti e sulla individuazione delle aree soggette ad allagamento (D.P.R. 24 gennaio 1991, n. 85 - art. 24, comma 6, lettera c)


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