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Sent. C. Cass. civ. 28/04/1992, n. 5052

4614078 4614078
Questioni generali - Sanzioni amministrative - Applicazione - Contestazione e notificazione - Taglio abusivo di piante - Infrazione - Accertamento - Verbale - Contenuto - Valore delle piante tagliate o del danno cagionato - Determinazione - Obbligo della autorità amministrativa precedente - Sussistenza - Verbale - Notificazione - Termine - Decorrenza - Accertamento del giudice di merito - Incensurabilità in sede di legittimità - Limiti - Fattispecie.

Ai sensi dell'art. 26 della legge forestale di cui R.D. 30/12/1923 n. 3267, in caso di accertamento di infrazioni, l'autorità amministrativa procedente deve determinare il valore delle piante tagliate o del danno cagionato, per la proporzionale commisurazione della sanzione amministrativa, con la conseguenza che tale determinazione diviene parte integrante del verbale dell'accertamento da notificare al trasgressore e che il termine di notificazione previsto dall'art. 14 della L. 689/1981 inizia a decorrere soltanto dal compimento della determinazione medesima, senza che, tuttavia, questa sia procrastinabile "ad libitum" dell' amministrazione, con una vanificazione della finalità del disposto dell'art. 14 cit., dovendo intervenire entro tempi ragionevoli, la cui individuazione, in caso di contestazione, è rimessa al prudente apprezzamento del giudice del merito ed è incensurabile in sede di legittimità, se congruamente e correttamente motivata. (Nella specie, formulando il principio di cui in massima, la S.C. ha confermato la sentenza con la quale il giudice del merito aveva ritenuto irragionevole un ritardo di circa tre anni fra l'accertamento dell'infrazione consistita nel taglio abusivo di piante per la costruzione di una strada di ampiezza notevolmente maggiore di quella autorizzata ed il conteggio delle piante medesime).

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A cura di:
  • Studio Groenlandia