FAST FIND : GP1067

Sent.C. Cass. 29/10/1992, n. 11780

44261 44261
1. Geometra - Consiglio del collegio - Procedimento disciplinare - Contestazione dell'addebito - Esposizione del fatto - Modalità - Criterio di sufficienza 2. Geometra - Consiglio del collegio - Procedimento disciplinare - Violazione di norme in materia urbanistica - Denuncia del Sindaco al Collegio dei geometri - Valutazione autonoma del fatto addebitato - Necessità - Sussistenza di condanna penale - Ininfluenza
1. Nel procedimento disciplinare dinanzi al Consiglio del collegio dei geometri, la contestazione dell'addebito, ai sensi dell'art.12, 3° c. R.D. 11 febbraio 1929 n. 274, non richiede una minuta, completa e particolareggiata esposizione delle modalità dei fatti che integrano l'illecito, essendo sufficiente che con la lettura dell'imputazione l'incolpato sia posto in condizione di approntare in modo efficace la propria difesa senza rischio di essere condannato per fatti diversi da quelli scrittigli. 2. Il collegio dei geometri al quale il Sindaco abbia segnalato, ai sensi dell'art. 6 L. 28 febbraio 1985 n. 47 (norme in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie, ecologia), che un iscritto è incorso in violazione della disciplina urbanistica, è tentato ad effettuare una propria autonoma valutazione dell'illecito, ai fini dell'irrogazione di una sanzione disciplinare, ancorché il professionista abbia già subito una condanna penale, che rileva solo per l'accertamento del fatto.

1. Ved. Cass. 22 giugno 1990 n. 6309[R=W22G906309] ("In tema di sanzioni disciplinari a carico di geometri, la norma del comma 2 dell'art. 12 del R.D. 11 febbraio 1929 n. 274 - a termini della quale il presidente del Collegio dei geometri, verificati sommariamente i fatti, raccoglie le opportune informazioni e, dopo aver inteso l'incolpato, riferisce al Collegio, il quale decide se vi sia luogo a procedimento disciplinare - regola una attività istruttoria anteriore all'apertura del procedimento, nella quale, pertanto, procedendosi alla semplice audizione - anziché ad un interrogatorio in senso tecnico - dell'«incolpato», tale audizione non esige la preventiva contestazione degli addebiti né soggiace a particolari regole procedimentali"). Ved. anche Cass. S.U. 8 settembre 1989 n. 3904 R Sulla responsabilità del direttore dei lavori - oltre che del titolare della concessione edilizia, del committente e del costruttore - circa l'osservanza della prescrizione della concessione edilizia, l'art. 6 della L. 28 febbraio 1985 n. 47, col 1° comma modificato dal D.L. 23 aprile 1985 n. 146 convertito in L. 21 giugno 1985 n. 298, stabilisce quanto segue «1. Il titolare della concessione, il committente ed il costruttore sono responsabili, ai fini e per gli effetti delle norme contenute nel presente capo, della conformità delle opere alla normativa urbanistica, alle previsioni di piano nonché - unitamente al direttore dei lavori - a quelle della concessione ad edificare ed alle modalità esecutive stabilite dalla medesima. Essi sono, altresì, tenuti al pagamento delle sanzioni pecuniarie e solidamente alle spese per l'esecuzione in danno, in caso di demolizione delle opere abusivamente realizzate, salvo che dimostrino di non essere responsabili dell'abuso. 2. Il direttore dei lavori non è responsabile qualora abbia contestato agli altri soggetti la violazione delle prescrizioni della concessione edilizia, con esclusione delle varianti in corso d'opera di cui all'articolo 15, fornendo al sindaco contemporanea e motivata comunicazione della violazione stessa. Nei casi di totale difformità o di variazione essenziale rispetto alla concessione, il direttore dei lavori deve inoltre rinunziare all'incarico contestualmente alla comunicazione resa al sindaco. In caso contrario il sindaco segnala al consiglio dell'ordine professionale di appartenenza la violazione in cui è incorso il direttore dei lavori, che è passibile di sospensione dall'albo professionale da tre mesi a due anni.»
R.D. 11 febbraio 1929 n. 274, art. 12, 3° c. L. 28 febbraio 1985 n. 47, art.6 R

Dalla redazione

  • Edilizia e immobili
  • Finanza pubblica
  • Provvidenze
  • Impianti sportivi

Finanziamento per impianti sportivi nelle periferie urbane e aree svantaggiate

La misura prevede il finanziamento di interventi per la realizzazione e rigenerazione di impianti sportivi per l’attività agonistica localizzati nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane; l’obiettivo è di ridurre i fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale anche attraverso la promozione di attività sportiva. La dotazione finanziaria complessiva è pari a 140 milioni di euro.
A cura di:
  • Emanuela Greco
  • Imprese
  • Mezzogiorno e aree depresse
  • Provvidenze
  • Finanza pubblica

Agevolazioni alle PMI per investimenti innovativi nelle regioni meno sviluppate

Il nuovo bando Macchinari innovativi sostiene la realizzazione di programmi di investimento finalizzati alla trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa nei territori delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. La dotazione finanziaria complessiva dello strumento è pari a 265 milioni di euro.
A cura di:
  • Emanuela Greco
  • Aree rurali
  • Finanza pubblica
  • Provvidenze
  • Urbanistica

Emilia Romagna: Bando Montagna 2020

Contributi prima casa in montagna e lo scopo è quello di rivitalizzare le aree montane e recuperare il il patrimonio edilizio esistente. Il Bando Montagna 2020 concede contributi fino a 30.000 euro ai nuclei familiari già residenti in montagna o che desiderano trasferirvisi acquistando la prima casa, limitatamente a immobili già esistenti o recuperando il patrimonio edilizio esistente (o un mix delle due modalità).
A cura di:
  • Anna Petricca
  • Strade, ferrovie, aeroporti e porti
  • Infrastrutture e opere pubbliche
  • Sicurezza

Toscana: Bando per la sicurezza stradale 2020

Azioni Regionali per la Sicurezza Stradale. Approvazione del Bando regionale per la presentazione delle domande da parte di Città Metropolitana, Province e Comuni della Toscana in attuazione del PRIIM. Il bando regionale mette a disposizione 5 milioni di euro per mettere in atto tutte le misure necessarie al fine di contrastare il fenomeno dell'incidentalità stradale.
A cura di:
  • Anna Petricca
  • Finanza pubblica
  • Provvidenze
  • Informatica
  • Professioni
  • Calamità
  • Imprese

Umbria: Bridge to Digital 2020

Bridge to digital", un ponte per il digitale: tre milioni di euro messi a disposizione dalla Regione Umbria per favorire la trasformazione digitale delle micro e piccole imprese e dei liberi professionisti per renderli più competitivi nei mercati nazionali ed interazionali ed aumentarne la capacità di reazione alla congiuntura negativa dovuta al COVID-19.
A cura di:
  • Anna Petricca
  • Efficienza e risparmio energetico
  • Energia e risparmio energetico

Impianti di riscaldamento e condizionamento - Sistemi di automazione e controllo

  • Energia e risparmio energetico
  • Efficienza e risparmio energetico

Punti di ricarica edifici non residenziali

  • Energia e risparmio energetico
  • Efficienza e risparmio energetico
  • Macchine e prodotti industriali
  • Norme tecniche

Ecodesign apparecchi di refrigerazione con funzione di vendita diretta