Estratto da
Il Sole 24 Ore del 06/07/2022

Chigi e M5S trattano sul 110%, gli altri partiti frenano

Decreto aiuti. Lungo confronto per evitare la fiducia, aperture dallo staff di Draghi ma l’incontro di oggi con Conte è in salita. Dal resto della maggioranza stop alle modifiche.

di Emilia Patta


Un lungo giorno di confronto tra il governo e il M5s, e poi con il resto della maggioranza, non ha portato all’intesa su ulteriori correzioni da apportare al decreto Aiuti. Di ora in ora l’approdo in Aula, previsto per il primo pomeriggio e poi per le 18,30, è slittato. Fino all’annuncio da parte del ministro pentastellato per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, poco prima delle 20: «In stretto collegamento con la presidenza del Consiglio ho sondato tutte le forze della maggioranza per capire se fosse possibile trovare un accordo per evitare di porre la questione di fiducia sul decreto Aiuti. La complessità della vicenda ha determinato un ritardo nell’andamento dei lavori. Valuteremo nelle prossime ore come procedere». Insomma, si va verso la fiducia al buio. Mentre nel M5s crescono le pressioni su Conte per uno strappo, ossia per il no alla fiducia, e il passaggio all’appoggio esterno


Da Palazzo Chigi le porte sono rimaste aperte tutto il giorno, e ancora rimarranno aperte in mattinata in vista dell’incontro tra Mario Draghi, di ritorno da Istanbul, e Giuseppe Conte fissato alle 16.30. «Ci è stato chiesto di non porre la questione di fiducia e abbiamo acconsentito, avvertendo solo sul rischio scadenza del decreto che deve andare anche in Senato ed essere approvato entro il 16 luglio. Ma è chiaro che l’accordo deve essere trovato all’interno della maggioranza, tra i partiti», (…), il M5s ha puntato tutto sulle modifiche al superbonus da inserire nel decreto Aiuti: l’eliminazione della responsabilità in solido per sollevare da eventuali irregolarità le banche cessionarie e i privati a cui le banche possono cedere i crediti. Ma in questo modo sarebbe lo Stato a restare con il cerino in mano, cerino che costerebbe - secondo i primi calcoli - almeno tre miliardi di euro.



 

 

Sintesi tratta da: https://www.quotidiano.ilsole24ore.com/

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