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Ultimo aggiornamento
01/04/2021

Superbonus 110%: domande e risposte

432 risposte a quesiti sul tema del c.d. “Superbonus” al 110%, rivedute e aggiornate con le ultime novità normative, e catalogate nel dettaglio per argomenti.
A cura di:
  • Dino de Paolis
  • Alfonso Mancini
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AVVERTENZA IMPORTANTE per la consultazione

Per facilitare la consultazione, le risposte sono state accorpate per argomenti omogenei. Tuttavia, molte risposte sono trasversali, e si riferiscono a più argomenti (ad esempio, una risposta su isolamento termico in condo

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AMBITO APPLICATIVO, SOGGETTI BENEFICIARI E TIPOLOGIE EDILIZIE
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Imprese, enti e professionisti, persone fisiche
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Società, immobili strumentali e immobili merce

D - Un’impresa edile può ottenere il Superbonus per le abitazioni che costruisce per vendere?

R - La risposta è negativa, dal momento che le imprese sono escluse dal novero dei soggetti ammessi. Resta viceversa impregiudicata la possibilità di usufruire:

- dell’Ecobonus nella sua forma ordinaria (che per le società è ammesso sia sugli immobili strumentali che sugli immobili “merce” - cfr. Risoluzione 25/06/2020, n. 34/E);

- del Sismabonus nella sua forma ordinaria (che per le società è ammesso sia sugli immobili strumentali che sugli immobili “merce” - cfr. Risoluzione 12/03/2018, n. 22/E);

- anche con le aliquote maggiorate del 110%, del c.d. “Sismabonus acquisti”, agevolazione che spetta all’acquirente delle unità immobiliari in caso di interventi per la riduzione del rischio sismico effettuati da imprese di costruzione o ristrutturazione, mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici destinati poi alla vendita entro 18 mesi.


D - Una società a responsabilità limitata (SRL) può accedere ai benefici?

R - Le società sono escluse dall’elenco dei soggetti beneficiari indicati dal comma 9, art. 119 del D.L. 34/2020.

I soggetti titolari di reddito d’impresa o professionale possono rientrare tra i beneficiari del Superbonus nella sola ipotesi di partecipazione alle spese per interventi trainanti effettuati dal condominio sulle parti comuni (cfr. Guida Agenzia entrate Visualizza PDF, paragrafo 3; Circolare 08/08/2020, n. 24/E, punto 1 R).


D - Una società immobiliare in accomandita possiede un villino bifamiliare riportato in bilancio quale “bene patrimonio”. Le due u.i. individualmente accatastate sono affittate ai soci della società in virtù di regolare contratto di locazione, sono funzionalmente indipendenti e dotate di accessi autonomi dall’esterno. I conduttori possono individualmente accedere al Superbonus 110% per le parti ad uso esclusivo?

R - La risposta è affermativa, i due soci titolari di contratto di locazione possono accedere al Superbonus, sostenendo materialmente le spese per i lavori e ricordando che occorre a tale scopo che vi sia un contratto registrato esistente al momento di inizio dei lavori o di sostenimento delle prime spese se antecedente, nonché il consenso scritto del proprietario (la società) all’esecuzione dei lavori.

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Enti pubblici e privati

D - I benefici possono essere estesi anche a fabbricati di proprietà di enti privati?

R - L’elenco dei soggetti beneficiari è tassativo, ed è quello definito dal comma 9, art. 119 del D.L. 34/2020.


D - Se un Comune cede in comodato d’uso ad una Onlus uno stabile, questa Onlus può accedere al Superbonus 110%? Se un Comune ha uno stabile da adibire a casa popolare, può assegnarlo e far accedere gli inquilini al bonus?

R - La risposta è affermativa in entrambi i casi. A tali fini, sia la Onlus che gli inquilini devono essere legittimamente in possesso degli immobili con contratti registrati al momento di iniziare i lavori (o delle prime spese se antecedenti ai lavori), nonché di consenso scritto ai lavori da parte del comune proprietario.


D - Esiste una qualche deroga al calcolo dei massimali per beni posseduti da Onlus e/o enti del terzo settore, in virtù del fatto che spesso grossi compendi (quali scuole private e/o convitti o collegi) sono accatastati in un’unica unità immobiliare, a evidente detrimento del calcolo del massimale incentivante?

R - L’Agenzia delle entrate ha risposto sullo specifico punto, con la Circolare 22/12/2020, n. 30/E, punto 2.1.1 R. Da tale risposta si evince che in buona sostanza si applicano le medesime regole valide per tutti gli altri soggetti, non potendosi, quanto normalmente riferito alle singole unità immobiliari, intendersi nel caso delle Onlus riferito alla singola “camera” o “ufficio”.

Pertanto, l’unica possibile soluzione &

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Persone fisiche e liberi professionisti

D - Un libero professionista può usufruire del bonus per la propria abitazione?

R - La risposta è affermativa, dal momento che in questa situazione il libero professionista non si trova nell’esercizio della propria attività professionale, ed è pertanto assimilabile alla stregua di una persona fisica, rientrante nel novero dei soggetti ammessi alle agevolazioni ai sensi del comma 9, art. 119 del D.L. 34/2020.

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Unico proprietario di fabbricato - Edifici a proprietà indivisa
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In generale

D - Chi possiede case di famiglia, in borghi o paesi, che si configurano come proprietà cielo-terra (caratteristico di piccoli centri), non essendo ville o abitazioni unifamiliari, potrebbe usufruire del Superbonus per intervento sull’intero edificio?

R - Ai sensi del combinato disposto tra il comma 9, art. 119 del D.L. 34/2020 (come modificato dal comma 66 R, art. 1 della L. 178/2020) e di quanto affermato dalla Circolare 08/08/2020, n. 24/E (vedi punto 1.1 R), il Superbonus non si applica agli interventi realizzati sulle parti comuni di un edificio interamente posseduto da un unico proprietario (o in comproprietà fra gli stessi soggetti), qualora tale edificio sia composto da cinque o più unità immobiliari distintamente accatastate.

La risposta è quindi affermativa per gli edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate.


D - Il proprietario di due unità immobiliari facenti parte di un unico edificio bifamiliare, distinte e singolarmente accatastate ma con unico contatore dell’energia elettrica e dell’acqua può usufruire del Superbonus?

R - Le due unità non possono considerarsi “funzionalmente indipendenti”. Infatti, un’unità immobiliare può ritenersi “funzionalmente indipendente” qualora sia dotata di almeno tre delle seguenti installazioni o manufatti di proprietà esclusiva (comma 1-bis, art. 119 del D.L. 34/2020):

- impianti per l’approvvigionamento idrico;

- impianti per il gas;

- impianti per l’energia elettrica;

- impianto di climatizzazione invernale.

Potrebbe tuttavia l’edificio essere trattato come alla stregua di un “condominio minimo”.

Infatti, la Legge di bilancio (L. 178/2020 che ha modificato il comma 1, lettera a), art. 119 del D.L. 34/2020) ha incluso tra i soggetti beneficiari del Superbonus vengono incluse anche le persone fisiche (sempre purché al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte o professione) con riferimento agli interventi su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà tra le stesse persone fisiche.

Affinché si possa applicare tale nuova disposizione occorre tuttavia, al fine di poter eseguire un intervento trainante:

- per la sostituzione dell’impianto termico, che sia “centralizzato”;

- per la coibentazione dell’involucro, che si possano configurare delle “parti comuni” ai sensi dell’art. 1117 del Codice civile nell’ambito delle superfici opache verticali, orizzontali o inclinate.

Tale valutazione non può prescindere da un riferimento alla tipologia edilizia e alla sua modalità costruttiva e

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Comproprietari

D - Un unico edificio con cinque unità, di cui una in proprietà esclusiva del cliente e le altre quattro la seconda in comproprietà tra il medesimo, la madre e la sorella. A vostro parere l’edificio può beneficiare del Superbonus come condominio?

R - A nostro giudizio nel caso in questione - data la presenza del requisito della “proprietà mista” dal momento che ci sono unità con proprietà diverse, può configurarsi un “condominio minimo”, con conseguente accessibilità al Superbonus.


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Presenza di unità immobiliari in usufrutto, in comodato o locate

D - Un fabbricato in cui non è costituito un condominio, ma è formato da cinque appartamenti distinti con uno stesso proprietario e con l’usufrutto a soggetti diversi, come viene considerato ai fini degli interventi per il Superbonus?

R - Il fabbricato in questione non può usufruire del Superbonus, a meno che i due appartamenti non abbiano impianti autonomi e ingressi indipendenti dall’esterno (strada o giardino privato). In tal caso possono usufruire singolarmente.


D - Sono proprietario di una casa singola composta di due unità immobiliari di mia proprietà, una abitata da me e l’altra data in comodato d&rsq

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Limitazioni al numero di interventi per le persone fisiche

D - Un proprietario (persona fisica) che possiede diverse unità immobiliari locate, ubicate in edifici diversi su quante può intervenire?

R - Per quanto riguarda interventi effettuati a livello condominiale, la norma non pone limiti numerici (a parte le limitazioni per le destinazioni non residenziali introdotte dalla Circolare 08/08/2020, n. 24/E, punto 2 R).

Viceversa, per interventi su singole unità immobiliari funzionalmente autonome (come tale intendendosi anche gli edifici unifamiliari) ciascuna persona fisica può effettuare interventi agevolati nel limite d

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Condomini, edifici unifamiliari, bifamiliari, villini a schiera, unità immobiliari autonome
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Condomìni, fabbricati vari, singole unità immobiliari

D - Un fabbricato è composto da due appartamenti distinti e di proprietà di soggetti diversi, come viene considerato ai fini degli interventi per il Superbonus?

R - Ciascun appartamento può essere considerato (in presenza dei requisiti - si vedano: Circolare 08/08/2020, n. 24/E, punto 2 R; art. 1 R del Decreto Requisiti, lettera i) del comma 3) “unità immobiliare situata all’interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno” ai fini della possibilità di intervento di isolamento termico dell’involucro o di sostituzione impiantistica.

Se viceversa si desideri intervenire complessivamente, potrà essere considerato “edificio” con “condominio minimo” - senza peraltro la necessità di nominare un amministratore o di richiedere uno specifico codice fiscale per il condominio - ai fini della possibilità di intervento di isolamento termico dell’involucro o di sostituzione impiantistica sulle parti comuni.

Si ricorda tuttavia che in fabbricati quali villette bifamiliari o a schiera, che siano divise da parete verticale, non si considerano “parti comuni” le mura perimetrali di ciascuna singola unità.


D - Fabbricato bifamiliare, diviso in due distinte unità immobiliari di diverse proprietà, con due impianti di riscaldamento indipendenti. Ai fini del Superbonus le due unità immobiliari agiscono separatamente oppure possono/devono comportarsi come una sorta di mini-condominio facendo una pratica unica sul fabbricato nella sua interezza?

R - La modalità con cui viene organizzato l’intervento dipende dalla configurazione strutturale e funzionale dell’immobile.

Se le due unità sono “funzionalmente indipendenti” e dotate di accessi autonomi dall’esterno, andranno trattate come se fossero delle distinte “unifamiliari”, prevedendo pertanto interventi singolari su ciascuna unità, soprattutto se trattasi di unità abitative disposte orizzontalmente. Infatti, in questi casi - in linea generale e salvo valutazione da farsi caso per caso - i muri perimetrali non costituiscono in senso tecnico “parti comuni” ai sensi dell’art. 1117 del Codice civile, mentre per la copertura dipende al 100% dalla configurazione dell’edificio.

Pertanto, se le mura non sono parti comuni non si può pensare a un intervento trainante “condominiale” di isolamento termico, e altrettanto nel caso in cui l’impianto di riscaldamento non sia centralizzato.

Se viceversa l’edificio presenta ca

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Edifici unifamiliari e case isolate

D - Una casa unifamiliare in cui solo il 40% residenziale il resto magazzino e garage accatastato separatamente, è fruibile?

R - La risposta secondo noi è affermativa, perché la limitazione riferita all’edificio con destinazione residenziale per più del 50% della superficie - introdotta dalla Circolare 08/08/2020, n. 24/E, punto 2 R - riguarda solo gli interventi realizzati sulle parti comuni di un edificio.


D - Nel caso di edifici

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Chiarimenti su autonomia funzionale e ingresso indipendente

D - Accesso da giardino/cortile ad uso esclusivo del singolo appartamento o della schiera?

R - In linea di massima le situazioni descritte sono ammissibili al Superbonus in quanto rientrano nella fattispecie delle unità immobiliari “funzionalmente autonome” secondo quanto indicato dalla normativa.

Si veda in proposito la Circolare 22/12/2020, n. 30/E, punto 3.1.1 R.


D - Un’abitazione a piano terra, facente parte di un edificio plurifamiliare, dotata di due accessi (un accesso autonomo da cortile ad uso esclusivo e l’altro accesso da vano scala condominiale) si può ritenere unità immobiliare autonoma se ha anche le caratteristiche di essere funzionalmente indipendente? In caso affermativo può accedere all’intervento trainante di isolamento termico dell’involucro riscaldato all’interno dell’abitazione senza chiedere l’autorizzazione al condominio?

R - La risposta è affermativa se l’accesso autonomo da cortile a uso esclusivo si possa definire “esterno” all’edificio (non rileva la presenza di eventuali altri accessi condivisi come ad esempio da vano scala condominiale - si veda in proposito la Circolare 22/12/2020, n. 30/E, punto 3.1.1 R).

In tal caso, si potrà accedere all’intervento trainante di isolamento termico dall’esterno dell’involuc

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Villette a schiera, bifamiliari e tipologie simili

D - Una bifamiliare con giardino comune con singolo accesso carraio/pedonale e accesso singolo e separato alle due unità può fruire? Avendo un secondo accesso pedonale non esclusivo potrebbe avere accesso al beneficio?

R - La risposta è affermativa. Per accedere al Superbonus occorre che l’unità immobiliare disponga di un accesso indipendente non comune ad altre unità immobiliari chiuso da cancello o portone d’ingresso che consenta l’accesso dalla strada o da cortile o giardino di proprietà esclusiva (si vedano: Circolare 08/08/2020, n. 24/E, punto 2 R; art. 1 R del Decreto Requisiti, lettera i) del comma 3).

Per dettagli, si vedano altre risposte in merito, nonché la Circolare 22/12/2020, n. 30/E, punto 3.1.1 R.

Il fatto che oltre a questo l’unità immobiliare abbia un altro accesso, eventualmente anche condiviso con altre unità immobiliari, non pregiudica a nostro parere la fruizione.


D - Un complesso residenziale è composto da cinque unità immobiliari distribuite su tre corpi fabbrica, che poggiano su fondazioni comuni e condividono in parte coperture e muri perimetrali secondo uno schema “anomalo”, pur se tutte le unità sono funzionalmente indipendenti, avendo accesso autonomo dall’esterno, risc

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Destinazioni e categorie catastali, prima e seconda casa

D - Riguardo alle unità immobiliari, quali categorie catastali sono considerate?

R - Sono ammesse al bonus tutte le destinazioni residenziali, tranne quelle precluse ai sensi del comma 15-bis dell’art. 119 del D.L. 34/2020 (cioè le categorie A/1, A/8 e A/9 non aperte al pubblico) quando titolare dell’intervento sia una persona fisica.

Tale limitazione non si applica per gli altri soggetti ammessi al Superbonus dal comma 9, art. 119 del D.L. 34/2020, quali Onlus, IACP ed enti similari, associazioni sportive dilettantistiche, ecc. (Circolare 22/12/2020, n. 30/E, punto 2.1.1 R).

Inoltre, possono accedere i proprietari di unità non residenziali nel solo caso di intervento condominiale in edificio con destinazione residenziale per più del 50% della superficie.

Restano escluse altresì le unità classificate nella categoria catastale provvisoria F/3 (Unità in corso di costruzione).


D - Condominio con quattro abitazioni su tre piani fuori terra, di cui due finiti e abitati e uno in corso di costruzione. Si può accedere al bonus con intervento di isolamento delle superfici comuni dei soli piani ultimati, ed eventuali interventi trainati sui relativi appartamenti?

R - In teoria i due piani terminati rappresenterebbero già un condominio, purché ovviamente le relative porzioni immobiliari siano già accatastate. In questo caso si può dare risposta affermativa. Si tratta tuttavia di nostra interpretazione, poiché il caso non è mai stato esaminato dall’Agenzia entrate.


D - Un edificio abitativo unifamiliare posseduto da un libero professionista, che vi svolge anche la libera professione, può accedere al Superbonus?

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Pertinenze, soffitte, sottotetti, ecc.

D - Abitazione autonoma con pertinenza attaccata al fabbricato e accatastato in un unico subalterno. Vorrei realizzare il Superbonus per la riqualificazione energetica dell’abitazione, mentre vorrei usufruire del Sismabonus per demolire/ricostruire il magazzino con cambio di destinazione d’uso a residenziale che verrà accorpato all’abitazione. Posso usufruire di entrambe le detrazioni al 110 tenendole separate?

R - La risposta è affermativa. In primo luogo, si consideri che il Sismabonus, sia nella versione “normale” o “super” (detrazione 110% ai sensi dell’art. 119 del D.L. 34/2020), rientra nella più ampia categoria del “Bonus ristrutturazioni”, la cui norma di base è l’art. 16-bis del D.P.R. 917/1986. Per il Bonus ristrutturazioni, lo sconto fiscale è riconosciuto anche per interventi effettuati solla sola pertinenza (si veda in proposito la guida dell’Agenzia entrate sul Sismabonus), pertanto secondo noi la risposta affermativa può essere estesa anche al Sismabonus 110% se il contribuente è persona fisica.

Deve risultare la destinazione a pertinenza.

Ai sensi dell’art. 817 del Codice civilesono pertinenze le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di un’altra cosa. La destinazione può essere effettuata dal proprietario della cosa principale o da chi ha un diritto reale sulla medesima” (ad esempio nell’atto di compravendita o anche catastalmente).

Quanto al cambio di destinazione d’uso, l’Agenzia delle entrate ha affermato che è possibile fruire della detrazione nella misura del 110% delle spese sostenute per gli interventi di riduzione del rischio sismico, anche nell’ipotesi di cambio di destinazione d’uso in abitativo dell’immobile oggetto dei lavori, purché nel provvedimento amministrativo che assente questi ultimi risulti chiaramente tale cambio e sempreché l’immobile rientri in una delle categorie catastali ammesse al beneficio (Interpello 09/11/2020, n. 538 Visualizza PDF).

Quanto infine all’accorpamento, l’Agenzia delle entrate ha affermato che ciò è possibile, ribadendo tuttavia che in questo caso, ai fini della fruibilità del Superbonus, è necessario che il miglioramento energetico riguardi l’intero edificio risultante dall’accorpamento (Interpello 27/11/2020, n. 562 Visualizza PDF).

Infine, i massimali andranno calcolati sulla situazione di partenza, e pertanto su una sola unità immobiliare.


D - I lavori trainati (ad esempio sostituzione infissi, istallazione pannelli fotovoltaici, ecc.) possono riguardare anche le pertinenze? Per rientrare in detti lavori trainati, le pertinenze devono essere riscaldate?

R - Un intervento può essere eseguito anche su una pertinenza e beneficiare del Superbonus indipendentemente

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6567635 7476601
Immobile senza condominio costituito

D - In caso di edificio in cui non è costituito un condominio, ma è formato da più unità immobiliari con diversi proprietari, chi deve essere l’intestatario del titolo edilizio affinché tutti possano detrarre?

R - In caso di interventi deliberati da tutti i proprietari, sulle parti comuni di edificio plurifamiliare non tecnicamente costituito con un condominio e relativo amministratore, di regola

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Conformità edilizia degli edifici

D - Le verande sanate possono essere rientrare nella riqualificazione e quindi sostituite con costo inserito nel Superbonus?

R - Le opere oggetto di sanatoria (intesa come “condono edilizio”) o accertamento di conformità ai sensi dell’art. 36 del D.P.R. 380/2001, sono assimilabili ad opere fin dall’origine legittimamente assentite e realizzate ai fini delle possibilità di intervento.

Si ricorda tuttavia che l’intervento trainante di isolamento termico si può effettuare solo con riferimento alle superfici “opache” dell’involucro edilizio, non quindi con riferimento a finestre, vetrate o infissi.


D - Qualora sia necessario acquisire un accertamento di conformità o altro titolo in sanatoria preventivo a lavori detraibili, i costi della pratica possono essere detratti?

R - La risposta è negativa, possono essere portati in detrazione i costi della pratica edilizia afferente agli interventi, ma non quelli per le eventuali necessarie sanatorie.


D - Dovendo progettare un intervento per il Superbonus su un immobile unifamiliare che ha abusi sanabili anche eventualmente tramite fiscalizzazione, il cliente potrà usufruire del bonus dopo aver ottenuto il titolo abilitativo?

R - Le opere oggetto di condono edilizio o accertamento di conformità sono assimilabili ad opere fin dall’origine legittimamente assentite e realizzate ai fini delle possibilità di intervento.

Quanto invece alla fiscalizzazione, essa non comporta di per sé effetto analogo a quello della sanatoria, dal momento che la giurisprudenza prevalente è orientata nel senso di ritenere che il pagamento estingue le conseguenze sanzionatorie ma non rimuove il carattere antigiuridico dell’opera.


D - In merito al giudizio di conformità dell’esistente, per un condominio si è in possesso del titolo edilizio che ha permesso la realizzazione dell’opera. Allo stato attuale l’edificio presenta delle difformità sanabili (finestra leggermente spostata, finestra assente in opera ma presente in progetto). È possibile considerare sanate le difformità se negli elaborati di progetto e nelle relazioni del nuovo intervento agevolabile inseriamo correttamente l’opera per come si presenta allo stato attuale?

R - La risposta è negativa. Il fatto che elaborati grafici afferenti successive pratiche edilizie tengano conto dandole “per buone” difformità pregresse, non ne comporta una tacita sanatoria.

Riteniamo viceversa che sia necessario procedere preventivamente alla sanatoria, allineare le risultanze urbanistiche e catastali allo “stato legittimo” dell’immobile, e poi solo in seguito procedere con gli ulteriori interventi per l’agevolazione.

Seppure da parte di alcuni commentatori il fatto di intervenire anche in attesa della possibile sanatoria è ritenuto ammissibile, secondo noi è in ogni caso un forte rischio iniziare subito i lavori oggetto di agevolazione confidando nel tempestivo ottenimento della regolarizzazione, oppure anche in pendenza di una domanda di condono edilizio non ancora definita.


D - Eventuali necessarie sanatorie sono incluse nel bonus?

R - La risposta è negativa. Si vedano per dettagli altre risposte.


D - In un condominio in cui si vogliono effettuare i lavori di efficientamento energetico, una unità immobiliare presenta abusi importanti, ma il condòmino in difetto non ha intenzione di procedere alla sanatoria. È possibile procedere comunque con gli interventi di Ecobonus escludendo l’unit&

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Necessità di un impianto termico preesistente

D - L’interpello Agenzia entrate 326/2020 afferma che per gli edifici collabenti, nei quali l’impianto di riscaldamento non è funzionante, deve essere dimostrabile che l’edificio è dotato di impianto di riscaldamento rispondente alle caratteristiche tecniche previste dalla normativa. Ciò significa, estendendo il concetto, che tutti gli immobili per usufruire del Superbonus 110% devono avere un impianto di riscaldamento?

R - In tutti i casi, l’intervento deve riguardare edifici o unità immobiliari “esistenti” e dotati di impianto di riscaldamento, non essendo agevolati gli interventi realizzati in fase di nuova costruzione fatta salva l’ipotesi dell’installazione di sistemi solari fotovoltaici di cui al comma 5, art. 119 del D.L. 34/2020 (Circolare 08/08/2020, n. 24/E, punto 2 R).

Inoltre, con riguardo all’Ecobonus, è previsto che gli edifici interessati dall’agevolazione debbano essere dotati di impianti di riscaldamento funzionanti e presenti negli ambienti in cui si realizza l’intervento agevolabile (Circolare 08/08/2020, n. 24/E, punto 2.2.1 R), oppure riattivabili tramite un intervento manutentivo (vedi FAQ ENEA n. 4 Visualizza PDF). Per i fabbricati collabenti, ovviamente, il requisito della “funzionalità” non è da ritenersi applicabile (vedi anche altre risposte in merito).

Questa condizione è richiesta per tutte le tipologie di interventi agevolabili di efficientamento energetico agevolabili, ad eccezione dell’installazione dei collettori solari per la produzione di acqua calda nonché - dal 01/01/2015 - dei generatori alimentati a biomassa e delle schermature solari.


D - Posso considerare come impianto di riscaldamento iniziale stufe elettriche ed a gas e camino per farlo rientrare nella sostituzione?

R - Un “impianto termico”, per essere considerato tale, deve rispondere alla definizione di cui al punto l-tricies), comma 1, art. 2 del D. Leg.vo 192/2005.

Detta definizione è stata oggetto di modifica ad opera del

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Edifici collabenti, ruderi, edifici al grezzo

D - Gli edifici residenziali classificati in categoria F/2 (collabenti) possono usufruire del 110?

R - In riferimento al c.d. “Ecobonus”, l’Agenzia entrate ha diverse volte chiarito che tale agevolazione spetta in relazione alle spese sostenute per interventi realizzati su edifici “preesistenti”, tra i quali possono annoverarsi anche le unità di categoria F/2 - “Unità collabenti”.

Infatti - pur trattandosi di categoria riferita a fabbricati totalmente o parzialmente inagibili e non produttivi di reddito - ciò non esclude che un fabbricato collabente possa essere considerato come edificio esistente, trattandosi di un manufatto già costruito e individuato catastalmente.

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INTERVENTI AMMESSI E POSSIBILITà DI ESECUZIONE
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Isolamento termico
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In generale

D - Per quanto riguarda l’intervento di isolamento termico, è realizzabile anche sul singolo appartamento o è rivolto solo all’intero condominio?

R - Con riguardo alle singole unità immobiliari, l’intervento di isolamento termico, così come quello di sostituzione impiantistica, è realizzabile solo su tipologie edilizie quali villette a schiera, porzioni di bifamiliari o simili.

In particolare, possono accedere al Superbonus gli edifici unifamiliari oppure le singole unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari, purché:

1)funzionalmente indipendenti”;

2) dotate di uno o più accessi autonomi dall’esterno.

Quanto al primo requisito, una unità immobiliare può dirsi “funzionalmente indipendente” quando sia dotata di installazioni o manufatti di qualunque genere, quali impianti per l’acqua, il gas, l’energia elettrica, il riscaldamento, ecc., di proprietà esclusiva. Quanto al secondo requisito, occorre che l’unità immobiliare disponga di un accesso indipendente non comune ad altre unità immobiliari chiuso da cancello o portone d’ingresso che consenta l’accesso dalla strada o da cortile o giardino di proprietà esclusiva (si vedano: Circolare 22/12/2020, n. 30/E, punto 3.1.1 R; Circolare 08/08/2020, n. 24/E, punto 2 R; art. 1 R del Decreto Requisiti, lettera i) del comma 3).

Entrambi i requisiti devono sussistere contemporaneamente, e prescindono dal fatto che l’edificio plurifamiliare di cui tali unità immobiliari fanno parte sia costituito o meno in condominio.


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Calcolo superficie disperdente, intervento su singola unità immobiliare

D - Le finestre sono escluse dal conteggio della superficie disperdente lorda, quando si fa il calcolo del 25%?

R - In base all’art. 2 del D. Leg.vo 192/2005, la “superficie disperdente” dell’edificio è definita come la “superficie che delimita il volume climatizzato V rispetto all’esterno, al terreno, ad ambienti a diversa temperatura o ambienti non dotati di impianto di climatizzazione”.

Il calcolo della SDL va pertanto effettuato sul totale della superficie complessiva lorda disperdente (pareti verticali, pavimenti, tetti, infissi) confinante con l’esterno, vani freddi o terreno.


D - Dato che è possibile far ricadere la coibentazione del tetto all’interno del Superbonus, si chiede se la relativa superficie, visto che non è la prima superficie disperdente, deve essere conteggiata come superficie disperdente.

R - La norma indica esplicitamente che gli interventi per la coibentazione del tetto rientrano nella disciplina agevolativa, “senza limitare il concetto di superficie disperdente al solo locale sottotetto eventualmente esistente”. In pratica anche la coper

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Isolamento termico di soffitte, sottotetti e vani non riscaldati

D - In un immobile con una soffitta se io sostituisco il tetto con travi in cemento armato con un tetto in legno coibentato o ventilato, posso usufruire del Superbonus?

R - La risposta è positiva, dal momento che gli interventi per la coibentazione del tetto rientrano nella disciplina agevolativa, senza limitare il concetto di superficie disperdente al solo locale sottotetto eventualmente esistente quanto al bonus energetico, poiché la soffitta non è locale riscaldato.


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Cappotto termico dall’interno

D - Mi trovo con un caso di un edificio sito nel centro storico di un Comune, in base al vincolo paesaggistico non si può realizzare l’isolamento termico a cappotto, il quesito è: posso realizzare il cappotto interno e con quali massimali?

R - La risposta è affermativa. Se sull’im

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Casa passiva

D - Ipotizzando di fare una demolizione e ricostruzione, e progettando un edificio passivo, per cui il riscaldamento &e

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Sostituzione impiantistica

D - Per la sostituzione dell’impianto di climatizzazione sulle parti comuni si intende la climatizzazione degli spazi comuni a tutti i condomini o degli impianti di climatizzazione centralizzati con climatizzazione anche delle singole unità?

R - L’intervento prevede l’installazione di un impianto centralizzato a servizio delle singole unità immobiliari nonché, ove necessario, anche di eventuali parti comuni.


D - Detto che un appartamento il cui impianto di riscaldamento consiste solamente di un caminetto a legna o a pellet a focolare aperto, può accedere al Superbonus 110 a determinate condizioni, come risolvere il problema del libretto di impianto?

R - Si vedano altre risposte per le condizioni alle quali un camino fisso a focolare aperto può costituire un “impianto preesistente” e quindi consentire l’esecuzione di lavori agevolati per l’Ecobonus negli ambienti da esso serviti.

Quanto al libretto di impianto, è più che scontato che un caminetto aperto non sia dotato del libretto di impianto, essendo peraltro un impianto assolutamente non normabile e di complessa standardizzazione ed essendo la sua inclusione nel novero degli “impianti termici” molto recente.

In attesa di auspicabili chiarimenti ufficiali dell’ENEA, alcuni tecnici stanno adottando la soluzione - assumendosene piena responsabilità - di sostituire il libretto con una relazione dettagliata del tecnico che certifichi la presenza dell’impianto e ne calcoli potenzialità sulla base della letteratura tecnica a disposizione.

La suddetta relazione sarebbe anche in grado pertanto di verificare la possibilità per il caminetto di servire per intero l’unità immobiliare cui si riferisce, a fini del rispetto del requisito della “presenza” negli ambienti oggetto dei lavori, dovendosi teoricamente - in caso contrario - escludere dal bonus i volumi non riscaldabili.


D - In caso di sostituzione dell’impianto di riscaldamento centralizzato, nei costi ammissibili rientrano anche le sostituzioni delle montanti fino ai singoli appartamenti? Quanto invece alla parte interna alle abitazioni (sostituzione tubazioni e/o corpi scaldanti), le relative spese saranno a carico interamente del proprietario?

R - Secondo la Circolare 08/08/2020, n. 24/E, punto 2.1 R sono ammesse a detrazione anche le sp

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Interventi trainanti e trainati
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In generale

D - È possibile effettuare un intervento trainante (isolamento termico e/o sostituzione impianto) per singola unità immobiliare?

R - La risposta è affermativa, ove la singola unità immobiliare consista in un edificio unifamiliare o comunque risponda alla definizione legislativa di “unità immobiliare situata all’interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno” (vedi altre risposte).

Tuttavia, con riguardo all’intervento di isolamento termico dell’involucro edilizio, l’Agenzia delle entrate ha aperto alla possibilità di effettuare l’intervento di isolamento termico dell’involucro edilizio anche sulla singola unità immobiliare in condominio non funzionalmente indipendente, agendo quindi sulle sole parti comuni perimetrali riferite alla singola unit&ag

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Sostituzione serramenti/infissi

D - L’intervento di sostituzione degli infissi in un condominio può essere trainato?

R - La risposta è affermativa. In presenza di un intervento trainante effettuato dal condominio, può essere trainato l’intervento di sostituzione degli infissi, di norma soggetto ad un’aliquota più bassa, sia se eseguito direttamente dal condominio (purché su parti comuni riscaldate) che se eseguito dal singolo proprietario.

Infatti, la Guida dell’Agenzia entrate al Superbonus Visualizza PDF ha chiarito che possono essere “trainati” gli interventi svolti dal singolo proprietario di unità immobiliare (ad esempio, appunto, un intervento di sostituzione delle finestre comprensive di infissi) soggetti alla normale aliquota, da quelli svolti invece dal condominio e soggetti all’aliquota del 110%. Si vedano in proposito le FAQ 12, 15 e 18.

Nello stesso senso la Circolare 08/08/2020, n. 24/E, punto 2.2 R.


D - La sostituzione dei cassonetti delle tapparelle può rientrare all’interno del Superbonus 110%?

R - La risposta è affermativa. Riprendendo i chiarimenti forniti dall’ENEA in riferimento all’Ecobonus, sono compresi nell’intervento di sostituzione dei serramenti la fornitura e posa in opera di scuri, persiane, avvolgibili, cassonetti (se solidali con l’infisso) e suoi elementi accessori, purché tale sostituzione avvenga simultaneamente a quella degli infissi (o del solo vetro). In questo caso, nella valutazione della trasmittanza, può considerarsi anche l’apporto degli elementi oscuranti, assicurandosi che il valore di trasmittanza complessi

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Sostituzione impianto autonomo singola unità immobiliare

D - È possibile l’installazione - su una singola unità immobiliare parte di un condominio - come un intervento trainato, di un impianto autonomo con pompa di calore, realizzando come intervento trainante l’isolamento termico del condominio stesso?

R - La risposta è affermativa. La Guida dell’Agenzia entrate al Superbonus Visualizza PDF ha chiarito che possono essere “trainati” gli interventi svolti dal singolo proprietario di unità immobiliare (ad esempio un intervento di sostituzione delle finestre comprensive di infissi) soggetti alla normale aliquota, da quelli svolti invece dal condominio e soggetti all’aliquota del 110%. Si vedano in proposito le FAQ 12, 15 e 18.

In altri termini, se il condominio effettua, ad esempio, l’intervento di isolamento dell’involucro edilizio, il singolo condomino potrà sostituire l’impianto di climatizzazione nel proprio appartamento (o effettuare altro intervento “trainato”) usufruendo del Superbonus. Affinché l’intervento possa essere “trainato” occorre tuttavia rispettare specifiche tempistiche per il sostenimento delle relative spese. Si rinvia in merito al paragrafo dedicato in Superbonus 110% risparmio energetico e consolidamento antisismico.

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Fotovoltaico e fonti energetiche rinnovabili

D - La sola introduzione del fotovoltaico non è finanziata?

R - In linea generale, a prescindere dal Superbonus, le spese sostenute per l’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia (anche in assenza di opere edilizie propriamente dette) rientrano tra gli interventi agevolati ai sensi dell’art. 16-bis del D.P.R. 917/1986 - comma 1, lettera h) - in combinato disposto con l’art. 16 del D.L. 63/2013, entro il limite di 96.000 Euro di spesa per unità immobiliare, e con una detrazione del 50% di tale spesa da ripartire in 10 anni. In tale ammontare rientrano anche le spese per l’installazione di sistemi di accumulo funzionalmente collegati agli impianti stessi.

Qualora invece l’installazione di impianti fotovoltaici avvenga nell’ambito di un intervento “trainato” da altri aventi diritto al Superbonus, è prevista l’aliquota di detrazione maggiorata al 110%, da ripartire in 5 anni, con il medesimo massimale complessivo di 96.000 Euro (suddiviso tra 48.000 per l’impianto e 48.000 per il sistema di a accumulo, vedi Risoluzione 28/09/2020, n. 60/E) e ulteriori limiti per kW di potenza dell’impianto e kWh di capacità del sistema di accumulo (vedi Superbonus 110% risparmio energetico e consolidamento antisismico).


D - Negli importi dell’impianto fotovoltaico pari a 2.400 o 1.600 euro per kW, sono compresi anche manodopera e tutte le opere accessorie per l’installazione, quali sistemi di fissaggio, cavi connettori? Mentre gli oneri di progettazione e asseverazione s

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Sismabonus
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In generale

D - Le opere di miglioramento sismico rientrano nel 110%? Bisogna sempre raggiungere i livelli minimi di miglioramento di classe?

R - Per il Sismabonus, l’incremento dell’aliquota di detrazione al 110% è previsto in maniera indistinta, senza cioè alcuna distinzione in base al miglioramento della classe di rischio sismico; ne consegue che il vantaggio risulterà massimo per gli interventi che ordinariamente beneficerebbero dell’aliquota di detrazione al 50%.

In pratica, l’aliquota del 110% prende il posto - nel periodo di vigenza del Superbonus - di tutte le aliquote previgenti, e si applica anche ai casi di acquisto di case antisismiche direttamente dall’impresa che abbia provveduto alla demolizione e ricostruzione e poi alla vendita entro 18 mesi dalla fine dell’intervento.

Questo non significa che qualsiasi intervento possa rientrare nel perimetro della messa in sicurezza antisismica. L’efficacia degli interventi ai fini della riduzione del rischio sismico - come indicato dalla lettera b), comma 13 dell’art. 119 del D.L. 34/2020 - deve essere asseverata dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, della direzione dei lavori delle strutture e del collaudo statico, unitamente alla congruità della spesa sostenuta in relazione agli interventi realizzati, in base ai modelli previsti dal D.M. 06/08/2020, n. 329 (Allegato B-1 R attestazione del direttore dei lavori; Allegato B-2 R attestazione del collaudatore).

Si tratta tuttavia di una generica attestazione di “efficacia” degli interventi ai fini della riduzione del rischio sismico, che non comporta la necessità di un miglioramento nella classificazione di rischio sismico ai sensi del D.M. 58/2017 R, pur dovendo secondo noi essere misurata in base ai parametri previsti dallo stesso decreto.

I citati modelli previsti dal D.M. 06/08/2020, n. 329 (Allegato B-1 R attestazione del direttore dei lavori; Allegato B-2 R attestazione del collaudatore) prevedono anche la possibilità di spuntare la casella “Nessuna classe”, in riferimento al miglioramento sismico. È ovviamente da ritenere, in questi casi, che la relazione tecnica dettagliata da redigersi ad opera del professionista debba dare dettagliato e motivato conto dell’efficacia degli interventi.


D - In merito al Sismabonus 110%, è lecito nella relativa modulistica lasciare in bianco la sezione dello stato di fatto e dello stato conseguente all’intervento poiché non è necessario certificare alcun miglioramento nella classificazione sismica?

R - Il Sismabonus 110% è previsto in maniera indistinta, senza cioè necessità del miglioramento di classificazione sismica certificato (salto di classe).

Questo non significa che qualsiasi intervento possa rientrare nel perimetro della messa in sicurezza antisismica. Si richiede infatti “l’efficacia degli interv

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Sismabonus e fabbricato collabente

D - Ho un edificio residenziale collabente in muratura portante che viene demolito e viene ricostruito con struttura in cemento armato. È possibile in questo caso certificare la classe di rischio sismico dell’edificio collabente in muratura con il metodo semplificato e certificare la Classe di rischio sismico del nuovo edificio in c.a. con il metodo convenzionale? Anche perché l’edificio esistente essendo inagibile sarebbe anche pericoloso entrare per fare rilievi e/o prove necessarie per un calcolo convenzionale.

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Sismabonus acquisti

D - Come impresa posso applicare il Sismabonus a favore dell’acquirente anche in un intervento di sola ristrutturazione?

R - La risposta è negativa, il “Sismabonus acquisti” .si applica solo ai casi di acquisto di case antisismiche direttamente dall’impresa che abbia provveduto alla demolizione e ricostruzione dell’intero edificio e poi alla vendita entro 18 mesi dalla fine dell’intervento (comma 1-septies, art. 16 del D.L. 63/2013.

Anche questa casistica è attratta nella disciplina del 110%.


D - Il Sismabonus acquisti è cumulabile con la fruizione dell’Ecobonus standard da parte dell’impresa? Cioè ad esempio se un edificio venisse demolito e ricostruito in conformità con le regole urbanistiche, le detrazioni spettanti sarebbero di 96.000 Euro per ogni acquirente delle nuove unità e sulle unità di partenza la società costruttrice potrebbe sfruttare anche le detrazioni dell’Ecobonus standard?

R - A nostro giudizio in questa ipotesi, l’impresa esecutrice/cedente potrebbe fruire dell’Ecobonus. Si ricorda infatti che ai sensi della Risoluzione 25/06/2020, n. 34/E, con la quale l’Agenzia ha risolto anche il dubbio sull’Ecobonus (vedi Le detrazioni fiscali per interventi di risparmio energetico (Ecobonus)), statuendo l’applicabilità delle agevolazioni (Ecobonus e Sismabonus, nella loro versione “normale” e non “super”, ovviamente) ai titolari di reddito d’impresa che effettuano gli interventi su immobili da essi posseduti o detenuti, a prescindere dalla qualificazione di detti immobili come “strumentali”, “beni merce” o “patrimoniali”.

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Interventi in corso, trasferimenti, accorpamenti e frazionamenti, mutamenti destinazione
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6567635 7476623
Interventi in corso, non completati o sospesi

D - Per un edificio completato solo nelle strutture e mancante degli infissi esterni e dell’intonaco, oltre gli impianti è possibile usufruire della detrazione?

R - La risposta è negativa. Le agevolazioni riguardano interventi da effettuarsi su edifici “esistenti”, ove come tali si intendono quelli censiti al catasto, dunque nel caso di edifici di nuova costruzione a seguito della presentazione della dichiarazione di fine lavori ed eventualmente dalla modifica della categoria catastale provvisoria F/3 riservata ai fabbricati in costruzione.

Altrettanto dicasi sulla non ammissibilità alle detrazioni delle spese finalizzate al completamento dell’edificio stesso.

Resta però da capire se possa applicarsi la norma introdotta dalla Leg

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Mutamenti destinazione d’uso

D - Un fabbricato che deve essere ristrutturato conformemente alle previsioni degli strumenti urbanistici per essere adibito ad abitazione, non essendo questa la attuale destinazione d’uso, può accedere all’agevolazione?

R - Quanto al Sismabonus - che a sua volta rientra nella più generale categoria del “Bonus ristrutturazioni” disciplinato dall’art. 16-bis del D.P.R. 917/1986 - l’Agenzia delle entrate ha in passato fornito risposta affermativa, chiarendo che è possibile fruire del diritto alla detrazione d’imposta a condizione che nel provvedimento amministrativo che assente i lavori risulti chiaramente che gli stessi comportano il cambio di destinazione d’uso del fabbricato in abitativo (Risoluzione 08/02/2005, n. 14/E; Circolare 27/04/2018, n. 7/E, pag. 237).

L’interpretazione è stata ribadita nell’ambito dell’Interpello 538/2020

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Frazionamenti e accorpamenti

D - Chiedo un chiarimento sull’applicazione del Superbonus 110 per una unità immobiliare residenziale con caldaia funzionante, per la quale si è chiesto ed ottenuto un permesso di costruire per frazionamento in due unità immobiliari.

R - Nel caso di lavori che comportino l’accorpamento di più unità abitative o la suddivisione in più immobili di un’unica unità abitativa, per l’individuazione del limite di spesa ammesso alla detrazione, vanno considerate le unità immobiliari censite in catasto all’inizio degli interventi edilizi e non quelle risultanti alla fine dei lavori (vedi risposta FAQ MEF n. 11.5 Visualizza PDF).

Pertanto, se intende fare i lavori agevolabili prima del frazionamento valuterà l’immobile come una singola unità immobiliare, viceversa dopo il frazionamento e contestuale accatastamento di due unità immobiliari distinte, come due.

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Immobile in vendita

D - Se l’immobile è in vendita con contratto con agenzia immobiliare, posso intraprendere comunque la rich

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Interventi attuati tramite demolizione e ricostruzione

D - Un intervento edilizio di ristrutturazione edilizia costituito da una o più unità abitative, alla luce delle nuove modifiche di cui all’art. 3 del D.P.R. 380/2001, lettera d), che prevede la totale demolizione dell’edificio originario con ampliamento per integrazione funzionale e successiva ricostruzione (non “fedele ricostruzione”) e quindi con modifica della pianta originaria, dei prospetti, ecc. , e con traslazione dell’edificio in ricostruzione su sedime diverso, può usufruire del Superbonus?

R - Bisogna distinguere tra interventi di tipo sismico e di tipo energetico.

Quanto all’incremento di volumetria e Sismabonus, in vigenza delle definizioni di interventi edilizi precedenti, l’Agenzia delle entrate ha chiarito con diversi interpelli che rientra nel concetto di demolizione e ricostruzione anche la ricostruzione dell’edificio che determina un aumento volumetrico rispetto a quello preesistente - sempreché le disposizioni normative urbanistiche in vigore permettano tale variazione e l’ampliamento fosse relativo alle misure necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica - e di conseguenza è possibile usufruire del Sismabonus anche se il fabbricato ricostruito preveda un aumento di cubatura e/o contenga un numero maggiore di unità immobiliari rispetto al preesistente (Interpello 10/10/2019, n. 409; Interpello 16/01/2020, n. 5; 30/06/202

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Gestione interventi in condominio, problemi e divergenze

D - Cosa accade se in un condominio un condomino non permette l’accesso alla propria unità, in occasione del sopralluogo funzionale alla redazione dell’APE convenzionale?

R - Trovano applicazione in questi casi:

- art. 1137 del Codice civile, in base al quale le deliberazioni prese regolarmente dall’assemblea sono obbligatorie per tutti i condomini

- art. 843 del Codice civile, che sancisce l’obbligo per il proprietario di permettere l’accesso ed il passaggio nella sua proprietà (se ciò sia necessario) per costruire o riparare un muro o altra opera propria del vicino oppure comune.

In pratica, il condomino non può sottrarsi dal contribuire per la propria quota alle spese deliberate dall’assemblea (non potendosi trattare in nessun caso, salvo casi particolarissimi, di “innovazioni gravose o voluttuarie” - art. 1121 del Codice civile - caso che in linea di massima non sussiste in questi casi che riguardano invece opere finalizzate ad una migliore fruizione della cosa comune).

Se un condomino vieta l’accesso ed il passaggio agli addetti incaricati dell’esecuzione dei lavori, o anche per i sopralluoghi indispensabili, l’amministratore condominiale può ricorrere, anche in via d’urgenza, al giudice perché quest’ultimo accerti il diritto del condominio ad accedere e passare nella proprietà del condomino per eseguirvi i lavori già decisi dall’assemblea.


D - Il condomino proprietario di terrazza a li

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REQUISITI, ATTESTAZIONI E ASSEVERAZIONI, PRATICHE
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Attestato di prestazione energetica - APE
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Doppio salto di classe energetica - Confronto tra APE ante e post

D - Nel raggiungimento del salto di due classi energetiche si fa riferimento solo all’intervento principale o si può considerare anche l’eventuale intervento “trainato”?

R - Il miglioramento della classe energetica non deve obbligatoriamente discendere unicamente dagli interventi principali “trainanti”, ma può essere conseguito considerando nel loro complesso anche gli eventuali interventi “trainati, compresa l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo, purché eseguiti congiuntamente (Circolare 08/08/2020, n. 24/E, punto 3 R.


D - Per un intervento che contempla ampliamento senza demolizione e ricostruzione, si chiede se possibile accedere alla detrazione fiscale del 110%, e in particolar

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6567635 7476632
APE per il condominio o per la singola unità immobiliare

D - Gli APE devono essere prodotti per ogni singola unità immobiliare o per l’intero edificio nel caso di interventi in condominio?

R - Chiarimenti sono contenuti nel Decreto Requisiti Tecnici, ove si legge (punto 12.3 R dell’Allegato A) che gli APE - qualora redatti per edifici con più unità immobiliari - sono detti “convenzionali” e sono appositamente predisposti ed utilizzabili esclusivamente allo scopo delle agevolazioni di cui al Superbonus.

L’APE convenzionale viene predisposto considerando l’edificio nella sua interezza, considerando solo i servizi presenti nella situazione ante-intervento. Per la redazione dell’APE convenzionale, riferito come detto a edifici con più unità immobiliari, tutti gli indici di prestazione energetica dell’edificio considerato nella sua interezza si calcolano a partire dagli indici prestazione energetica delle singole unità immobiliari.

In particolare, ciascun indice di pre

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APE di progetto e/o diagnosi energetica

D - È sempre necessario fare un’APE ante e una post-opera, o in fase preventiva è sufficiente una diagnosi energetica?

R - Il comma 3, art. 119 del D.L. 34/2020, prevede espressamente che il doppio salto di classe energetica debba essere dimostrato mediante l’Attestato di prestazione energetica rilasciato prima e dopo l’intervento, pertanto l’APE preventivo è obbligatorio e non può essere evitato.

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Tecnici incaricati per la redazione, protocollo e deposito

D - Il tecnico che è anche direttore dei lavori e da redatto l’APE ante intervento, può redigere anche l’APE post-intervento?

R - Il Decreto Asseverazioni, nelle dichiarazioni finali della modulistica allegata (vedi ad esempio Allegato 1 R) prevede esplicitamente che l’asseveratore può essere anche certificatore energetico. Infatti, nell’asseverazione il dichiarante dice che gli APE possono essere “redatti da me medesimo o da ...” (anche se sul sito ENEA tale dichiarazione non è proprio prevista nella procedura).

A sua volta, il Decreto Requisiti Tecnici (punto 12.1 dell’Allegato A R), indica esplicitamente che gli APE possono essere redatti dai tecnici abilitati (come tali intendendosi quelli abilitati ai sensi del D.P.R. 75/2013 - si veda Certificazione energetica degli edifici (APE - Attestato di Prestazione Energetica)), dal progettista o dal direttore dei lavori.

Ne segue in conclusione, secondo noi, che è possibile anche la coincidenza di

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6567635 7476635
APE preesistente e/o per interventi già in corso

D - In relazione all’APE, se il proprietario ne è già in possesso a seguito di interventi svolti due anni fa, deve comunque aggiornarlo prima dell’inizio dei lavori?

R - In assenza di interventi edilizi che incidano sulla prestazione energetica, l’APE ha validità decennale (vedi Certificazione energetica degli edifici (APE - Attestato di Prestazione Energetica)). Pertanto, qualora il proprietario dell’immobile sia in possesso di un APE valido prima de

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Rispetto dei requisiti energetici e criteri ambientali minimi

D - Cosa si intende per “rispetto requisiti minimi energetici di legge”?

R - Per gli interventi la cui data di inizio lavori sia pari o successiva al 06/10/2020 (data di entrata in vigore del Decreto Requisiti Tecnici, D.M. 06/08/2020, vedi art. 12 R), si intendono i requisiti previsti dal decreto stesso, e in particolare:

- interventi di isolamento termico: punto 2 R Allegato A + Allegato E R;

- interventi impiantistici: punti 4-7 R e 10

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Edifici vincolati o per i quali sussistano difficoltà tecniche

D - Negli edifici vincolati, o edifici ante 1946 è possibile conseguire i requisiti minimi delle pareti verticali derogando al rispetto dei valori richiesti?

R - Il comma 2, art. 119 del D.L. 34/2020 dispone che gli interventi di efficientamento energetico di cui all’art. 14 del D.L. 63/2013 - di norma soggetti ad aliquote di detrazione inferiori (quindi gli interventi che possono essere “trainati”) - possono usufruire della maggiorazione al 110% anche se non eseguiti congiuntamente ad uno degli interventi trainanti, nei seguenti casi:

1) l’edificio sia sottoposto ad almeno un vincolo ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al D. Leg.vo 42/2004;

oppure

2) gli interventi trainanti non possano essere eseguiti perché vietati da regolamenti edilizi, urbanistici o ambientali.

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Visto di conformità

D - Chi rilascia il visto di conformità che attesta la sussistenza dei presupposti?

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6567635 7476639
Documentazione varia e pratiche ENEA

D - Per lo studio di fattibilità iniziale, oltre alla redazione dell’APE, si deve predisporre anche la relazione ai sensi della L. 10/1991?

R - Nell’ambito degli adempimenti da svolgere, deve obbligatoriamente essere predisposta (nei casi previsti - si veda Prestazione energetica di edifici e impianti) la relazione ai sensi dell’art. 28 della L. 10/1991 (riferimento peraltro ora sostituito da quello all’art. 8 del D. Leg.vo 192/2005).

Tale adempimento tuttavia non riguarda la fase dello studio di fattibilità in generale, ma gl

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Pratiche edilizie, agibilità, ultimazione dei lavori

D - Con il cappotto occorre sempre richiedere la SCIA o basta la CILA?

R - Il titolo abilitativo edilizio da presentare dipende dall’entità complessiva dei lavori svolti. Anche a seguito delle modifiche alla definizione degli interventi edilizi contenuta dall’art. 3 del D.P.R. 380/2001, introdotte dal D.L. 76/2020, l’intervento di “isolamento a cappotto”, qualificabile in assenza di altre opere come “manutenzione straordinaria”, va assoggettato:

- al regime della CILA (manutenzione straordinaria “leggera”) qualora non comporti la modifica dei prospetti (art. 3 del D.P.R. 380/2001, comma 1, lettera b); art. 6-bis del D.P.R. 380/2001; punto 105 dell’Allegato del D. Leg.vo 222/2016, Sezione II - Edilizia R,);

- al regime della SCIA qualora riguardi anche i prospetti (manutenzione straordinaria “pesante”), ad esempio in caso di necessità di

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SPESE DETRAIBILI, MASSIMALI, CESSIONE CREDITO E SCONTO IN FATTURA, CUMULO DI INTERVENTI, IVA
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Calcolo della detrazione, cumulo, massimali e sovrapposizione di interventi
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In generale

D - Che cosa vuol dire “detrazione”? Che differenza c’è con la “deduzione”?

R - Le agevolazioni consistono nella possibilità di usufruire di una “detrazione” fiscale.

In proposito, si chiarisce che una “detrazione” genera un importo che va a ridurre l’imposta dovuta dal contribuente; diversamente, una “deduzione” viene portata in diminuzione dal reddito imponibile, e opera quindi a monte dell’imposta e delle detrazioni.

Ne segue che mentre l’importo della detrazione genera un pari risparmio di imposta (salva la possibilità, qualora la detrazione sia più alta dell’imposta stessa, di accedere alla cessione del credito), l’importo della deduzione genera un risparmio che è proporzionale all’aliquota di imposta da applicarsi al reddito imponibile.

Se ad esempio l’aliquota d’imposta è pari al 30%, una deduzione di 1.000 Euro genera un risparmio di 300 Euro.

Viceversa, una detrazione di 1.000 Euro genera un risparmio di 1.000 Euro a prescindere dall’aliquota d’imposta.


D - Le detrazioni sono dall’imposta o dall’imponibile?

R - Si veda altra risposta in merito.


D - Che differenza tra limite di detrazione e massimo della spesa?

R - Il massimale di spesa indica l’importo massimo della spesa sostenuta dal contribuente per la realizzazione dello specifico intervento che può essere oggetto di agevolazione; diversamente, l’importo massimo della detrazione si calcola applicando all’importo massimo della spesa la percentuale di agevolazione che la normativa riconosce (110% nel caso del Superbonus).

Pertanto, ipotizzando un intervento con massimale di spesa pari a 50.000 Euro, il massimale di detrazione sarà pari a 55.000 Euro (50.000 Euro x 110%).

Le eventuali spese sostenute dal contribuente eccedenti il massimale di spesa (50.000 Euro nell’esempio formulato) non potranno essere oggetto di agevolazione e pertanto rimarranno a carico del contribuente stesso.


D - In caso di riqualificazione energetica globale (intervento compreso nell’Ecobonus) nell’ambito della spesa agevolabile complessiva occorre dimostrare i tetti singoli per le varie categorie di interventi quali involucro, impianti, ecc.?

R - L’intervento di “riqualificazione energetica globale” non è configurabile come intervento trainato (vedi altra risposta per dettagli).


D - Nell’intervento di riqualificazi

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Cumulabilità

D - Come si combina il bonus 110% con altri interventi, come il bonus facciate?

R - Si rinvia alle regole generali per il cumulo degli interventi riportate in altre risposte nonché in Superbonus 110% risparmio energetico e consolidamento antisismico.


D - Le porzioni di parete che danno su ambienti non riscaldati non possono essere computate ai fini del 110%. Tali porzioni possono essere inserite nell’agevolazione ordinaria del 50% di ristrutturazione? Si possono quindi contabilizzare le pareti riscaldate al 110% e le non riscaldate al 50%, ovviamente realizzando contabilità e fatturazioni distinte?

R - La risposta è negativa. Ciò risponde ai principi generali, che si possono riassumere come segue:

a) qualora si attui un intervento caratterizzato da requisiti tecnici che consentano di ricondurlo astrattamente a due diverse fattispecie agevolabili, il contribuente è tenuto a scegliere quale agevolazione applicare, potendo, sulle stesse spese, usufruire di una sola tipologia di agevolazione;

b) nel caso in cui, viceversa, siano stati attuati più interventi distinti e autonomi, ciascuno dei quali agevolabile, il limite massimo di detrazione applicabile è come detto costituito dalla somma degli importi previsti per ciascuno degli interventi realizzati.

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Verifica della congruità dei costi

D - Nell’Allegato I al Decreto Requisiti del Mise vengono indicate alcune spese specifiche massime ammissibili della detrazione per tipologia di intervento. Nel caso in cui i prezzari regionali fossero più alti quali prendere in considerazione?

R - Al fine di definire la congruità dei prezzi, si deve seguire il percorso stabilito dalla norma (punto 13 R, Allegato A, Decreto Requisiti Tecnici):

A) si guarda in primo luogo ai prezzari regionali delle opere pubbliche, o in alternativa ai prezzari Dei (è da ritenere che questa sia una scelta discrezionale del tecnico);

B) se questi prezzari non comprendono le lavorazioni da svolgere (la norma lo dice chiaramente: “nel caso in cui i prezzari di cui alla lettera a) non riportino le voci relative agli interventi ...”), si può procedere con analisi prezzi e/o fare riferimento all’Allegato I R del Decreto Requisiti Tecnici.

Inoltre - ma solo per gli interventi in cui l’asseverazione (per il rispetto dei requisiti tecnici) può essere sostituita da una dichiarazione del fornitore o dell’installatore (es. infissi) - l’ammontare massimo delle detrazioni fiscali o della spesa massima ammissibile è calcolato sulla base dei massimali di costo fissati dal citato Allegato I R del Decreto Requisiti Tecnici.

Seco

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Spese per professionisti tecnici, congruità e percentuali

D - Per le prestazioni professionali è previsto un tariffario?

R - Secondo il punto 13 R, lettera c) dell’Allegato A R al Decreto Requisiti Tecnici, sono considerate “congrue” le spese professionali contenute nei limiti scaturenti dall’applicazione del D. Min. Giustizia 17/06/2016 R (Compensi per i servizi tecnici negli appalti pubblici).

Stante l’indicazione contenuta nel comma 13-bis, art. 119 del D.L. 34/2020, quanto sopra si applica sia agli interventi per i quali si richiede il Superbonus energetico che a quelli per i quali si richiede il Superbonus sismico.


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Conteggio delle unità pertinenziali

D - Nel calcolo del numero delle unità immobiliari alla base del calcolo dell’importo massimo della spesa agevolabile rientrano tutte le tipologie di immobile?

R - In primo luogo, la Circolare 08/08/2020, n. 24/E, al punto 2 R, afferma che qualora la superficie complessiva delle unità immobiliari destinate a residenza ricomprese nell’edificio sia superiore al 50%, è possibile ammettere alla detrazione anche il proprietario e il detentore di unità immobiliari non residenziali che sostengano le spese per le parti comuni. Se tale percentuale risulta inferiore, è comunque ammessa la detrazione per le spese realizzate sulle parti comuni da parte dei possessori o detentori di unità immobiliari destinate ad abitazione comprese nel medesimo edificio.

Quanto al calcolo del massimale, in caso di interventi su interi edifici condominiali/plurifamiliari, l’ammontare massimo delle spese am

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Massimali per impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo

D - Il limite di spesa del fotovoltaico si riferisce all’unità immobiliare?

R - Il limite di spesa per gli impianti fotovoltaici e i sistemi di accumulo, pari rispettivamente a 48.000 e 48.000 Euro ciascuno, è stabilito distintamente per l’installazione degli impianti solari fotovoltaici e dei sistemi di accumulo integrati nei predetti impianti (Risoluzione 28/09/2020, n. 60/E, che sullo specifico punto supera quanto in contrasto affermato dalla Circolare 08/08/2020, n. 24/E), ed è riferito alla singola unità immobiliare (vedi Circolare 08/08/2020, n. 24/E, punto 2.2.2 R).


D - Se ho 3 kW di fotovoltaico installato ed agevolato, posso incrementare di altri 3 kW con accumulo?

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Massimali per impianti di ricarica veicoli elettrici

D - Il massimale per le colonnine come si intende?

R - Secondo quello che dice l’Agenzia entrate (Circolare 08/08/2020, n. 24/E, punto 2.2.3 R), il limite di spesa ammesso alla detrazione è annuale ed è riferito a

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IVA sulle spese per gli interventi

D - I massimali di spesa sono comprensivi di IVA o no?

R - La detrazione si applica sul valore totale della fattura, compresa l’IVA (Circolare 08/08/2020, n. 24/E, punto 4 R), qualora non ricorrano le condizioni affinché l’IVA venga “scaricata”.

Detto in altri termini, possono presentarsi questi due casi:

1) se il committente è privato (per il quale quindi l’IVA è un costo) l’IVA deve essere ricompresa nel conteggio;

2) se il committente è una società (per le quali invece l’IVA sui costi viene già portata in detrazione da quella sui ricavi), l’IVA deve essere scorporata e non può essere portata

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Spese varie che rientrano nell’agevolazione, spese professionali
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Detraibilità di spese per ponteggi, demolizioni e lavorazioni varie

D - Le spese detraibili sono tutte le spese di ricostruzione (struttura in cemento armato, tamponamento, tramezzi, intonaco, pavimenti e rivestimenti, ecc.) sempre nel rispetto dei massimali?

R - Sulla base del consolidato principio secondo il quale l’intervento di categoria superiore assorbe quelli di categoria inferiore ad esso collegati necessari al completamento dell’opera (ad esempio tinteggiatura, intonacatura, rifacimento di pavimenti (cfr. ad esempio Risoluzione 29/11/2017, n. 147/E), eventuali interventi di contorno (es.: tinteggiatura e intonacatura; rifacimento di pavimenti, massetti e sottofondi, rivestimenti; rimozione e/o rifacimento di impianti tecnici insistenti sulle parti oggetto di intervento; opere necessarie al ripristino della funzionalità di parti demolite o rimosse; rifacimento di tramezzature e rifiniture) possono rientrare nelle spese agevolabili, purché si tratti di spese necessarie e funzionali all’intervento da realizzare.

In caso di demo-ricostruzione riteniamo possa rientrare tutto.

Su queste fattispecie l’Agenzia delle entrate non risponde mai nello specifico, ma demanda al tecnico la responsabilità di valutare, richiamando quanto sopra che sostanzialmente rappresenta l’indirizzo generale.


D - La sostituzione ed il rifacimento della copertura rientra nelle spese sostenibili?

R - L’intervento in questione può rientrare, nel rispetto dei requisiti previsti, nell’ambito dell’intervento di isolamento termico dell’involucro edilizio, per il quale la normativa fa espressamente riferimento a “isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate”, includendo pertanto nelle parti che possono essere oggetto di riqualificazione anche le coperture.

Si ricorda peraltro che - a seguito delle modifiche introdotte dalla

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Detraibilità delle spese professionali

D - Si considerano tra le spese anche i progetti e le direzioni lavori?

R - Il comma 15, art. 119 del D.L. 34/2020, prevede che “rientrano tra le spese detraibili per gli interventi di cui al presente articolo quelle sostenute per il rilascio delle attestazioni e delle asseverazioni di cui ai commi 3 e 13 e del visto di conformità di cui al comma 11”. Si fa pertanto riferimento alle attestazioni e asseverazioni (rispetto dei requisiti, congruità delle spese, attestato di prestazione energetica) specificamente richieste per la fruizione del Superbonus.

Quanto più genericamente alle spese per la progettazione e la direzione dei lavori, si ritiene siano anch’esse detraibili, sulla base dei generali principi che regolano l’agevolazione del c.d. “Ecobonus”, per la quale l’art. 3 R del D.M. 19/02/2007 dispone che la detrazione spetta anche per le spese relative a “prestazioni professionali necessarie alla realizzazione degli interventi”.

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Cessione del credito e sconto in fattura
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Funzionamento del meccanismo

D - Il committente deve anticipare somme?

R - In teoria, tramite il ricorso al meccanismo dello sconto in fattura da parte dei fornitori che effettuano gli interventi (vedi Superbonus 110% risparmio energetico e consolidamento antisismico), il committente può svolgere gli interventi senza anticipare somme.

È tuttavia probabile che qualche spesa in fase iniziale vada sostenuta, se non altro per quelle operazioni preliminari che vanno svolte senza alcuna garanzia di poter poi in seguito completare l’intervento agevolato (ad esempio studi di fattibilità, indagini preventive, ecc.).


D - Quale differenza c’è tra sconto in fattura e cessione del credito per l’impresa che fa i lavori?

R - Con lo sconto in fattura, le fatture emesse dall’impresa (o dalle imprese) per i lavori svolti non vengono saldate dal committente, e pertanto contestualmente l’impresa acquisisce un credito d’imposta corrispondente al 110% dello sconto accordato al cliente.

Con la cessione del credito il meccanismo è assolutamente simile, solo che l’operazione avviene in due passaggi:

1) le fatture dell’impresa vengono emesse e pagate;

2) in un secondo momento l’impresa retrocede al cliente l’importo pattuito per la cessione del credito (tipicamente l’importo della detrazione maturata in capo al cliente, diminuito del “prezzo” negoziato tra il cliente e l’impresa per l’acquisto del credito), sostanzialmente “acquistando” il credito d’imposta.

In entrambi i casi l’impresa sarà titolare di un credito d’imposta verso il fisco, che potrà recuperare in 5 anni tramite il meccanismo della compensazione con altre imposte dovute, siano esse imposte sul reddito, IVA o altro, mentre di converso il cliente ha esborsato per i lavori svolti una somma minore o addirittura pari a zero, oppure è rientrato di tutto o parte dell’importo pagato.


D - Per lavori iniziati nel febbraio 2020 che sono conformi alle richieste normative previste per il 50% 65% e bonus facciate 90%, è possibile sfruttare la cessione del credito anche per le spese sostenute prima del 01/07/2020 (nello specifico marzo 2020)?

R - La risposta è affermativa. Tale possibilità è consentita in base a quanto previsto dall’art. 121 del D.L. 34/2020, il quale dispone che è possibile accedere all’opzione per lo sconto in fattura o per la cessione del credito per le spese sostenute negli anni 2020, 2021 e 2022, senza quindi specificare la necessità che tali spese siano sostenute dopo il 01/07/2020 (cosa invece necessaria agli stretti fini della fruizione del Superbonus - cfr. Circolare 22/12/2020, n. 30/E, risposta 5.1.4

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Tempistiche per il recupero da parte del cessionario

D - Il soggetto cui viene ceduto il credito o l’impresa che pratica lo sconto in fattura deve anticipare oppure il bonus viene erogato tutto insieme?

R - Ai sensi del comma 3, art. 121 del D.L. 34/2020, “il credito d’imposta è usufruito con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione”.

In pratica, il soggetto che anticipa il bonus fiscale sotto forma di sconto in fattura o acquistando il credito d’imposta potrà recuperarlo nelle stesse tempistiche previste per le detrazioni.

Tuttavia, a differenza de

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Cessione/sconto totale o parziale

D - Nell’ipotesi della cessione del credito, sarà possibile cederlo tutto o solo una parte?

R - Si tratta di un aspetto ancora non chiaro, tuttavia sembra dalla lettura della Circolare 24/E/2020 (vedi punto 7 R) e del Provvedimento 283847/2020 (vedi punto 1 R) che, mentre lo sconto in fattura può anche essere parziale, la cessione del credito debba invece riguardare la totalità del credito maturato, sia esso a fine lavori o SAL di almeno il 30%.

In altri termini, quanto a sconto in fattura e cessione totale o parziale:

- lo sconto in fattura può essere totale o parziale;

- la cessione del credito deve essere totale, con riferimento alla parte che andrebbe portata in detrazione (quindi l’intero o la parte non oggetto dello sconto in fattura)

- sempre per la cessione del credito, il contribuente che abbia scelto inizialmente di fruire della detrazione può anche in un secondo momento cambiare idea e cedere (sempre per intero) il credito corrispondente alla rimanente parte non fruita (in que

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Soggetti fiscalmente incapienti

D - Visto che la via maggiormente percorribile per soggetti incapienti (cioè senza sufficienti redditi su cui scaricare i crediti di imposta), restano le banche, come sarà la procedura?

R - Il caso tipico di cessione del credito alla banca (o altro soggetto) prevede che il credito stesso sia già maturato, e cioè che il soggetto titolare dell’intervento lo abbia realizzato e abbia pagato per intero le fatture dell’impresa, rendendo pertanto il credito “cedibile&rdq

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6567635 7476659
Cessione credito e lavori già in corso oppure interrotti

D - Si può cedere il credito di eventuali lavori di bonus casa precedenti al 110% ma sostenuti nel 2020?

R - La risposta è affermativa. Le possibilità di cessione del credito e dello sconto in fattura sono attuabili non solo in relazione al Superbonus 110%, ma - per le spese sostenute nel 2020 e nel 2021 - in relazione a tutte le agevolazioni dettagliatamente indicate dal comma 2, art. 121 del D.L. 34/2020, e cioè quelle per:

a) interventi di recupero del patrimonio edilizio;

b) interventi finalizzati al risparmio e all’efficientamento energetico;

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6567635 7476660
Responsabilità e sanzioni in caso di cessione del credito o sconto in fattura

D - Nel caso di “sconto in fattura”, quali potrebbero essere le responsabilità e le ricadute economiche e giuridiche sui committenti?

R - Sostanzialmente le conseguenze economiche e giuridiche sul committente sono analoghe, sia nel caso di fruizione diretta del credito che nel caso di sconto in fattura o cessione del credito.

Nel caso in cui i controlli (che possono essere svolti dall’Agenzia delle entrate e/o dall’ENEA per quanto riguarda gli interventi “energetici”) evidenzino l’assenza anche parziale dei requisiti che danno diritto alla detrazione, l’Erario provvederà ai danni del committente al recupero dell’importo corrispondente alla detrazione non spettante, maggiorato di sanzioni e interessi.

Potranno anche configurarsi in questo caso in capo al committente eventuali reati tributari, come ad esempio false fatturazioni o frode fiscale.

Invece, il soggetto che ha operato lo sconto in fattura o che ha acquistato il credito (quindi l’impresa esecutrice e/o il professionista e/o la banca o altro soggetto che ha acquisito il cred

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Preesistenza di debiti fiscali

D - La preesistenza di debiti fiscali preclude la fruizione delle agevolazioni?

R - La preesistenza di debiti fiscali non preclude la fruizione delle agevolazioni, dal momento che nessuna limitazione opera nell’ipotesi in cui il contribuente che commissiona i lavori e sostiene i relativi costi, decida di usufruire direttamente della detrazione, senza cessione del credito o sconto in fattura.


D - Si possono chiedere la cessione del cr

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RUOLO E RESPONSABILITà DEI PROFESSIONISTI TECNICI
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Tecnici incaricati per progettazione, D.L., asseverazione - Conflitti di interessi

D - Se un tecnico è nel condominio non può fare lui le operazioni progettuali e di direzione dei lavori?

R - La risposta è affermativa, non sono previsti requisiti di terzietà.


D - Posso rilasciare le asseverazioni per un intervento su immobile di mia proprietà?

R - Nel caso esaminato - e pur non sussistendo alcun esplicito divieto - appare certamente sconsigliabile dal punto di vista deontologico redigere le asseverazioni per un intervento in relazione al quale il tecnico asseveratore stesso usufruisce delle detrazioni.


D - Le attestazioni devono essere eseguite tutte dallo stesso tecnico, ossia da colui che si assume la responsabilità dell’intervento?

R - Il Decreto Asseverazioni, nelle dichiarazioni finali della modulistica allegata R prevede esplicitamente che l’asseveratore può essere anche certificatore energetico. Infatti, nell’asseverazione il dichiarante dice che gli APE possono essere “redatti da me medesimo o da ...” (anche se sul sito ENEA tale dichiarazione non è proprio prevista nella procedura).

A sua volta, il Decreto Requisiti Tecnici (punto 12.1 R dell’Allegato A), indica esplicitamente che gli APE possono essere redatti dai tecnici abilitati (come tali intendendosi quelli abilitati ai sensi del D.P.R. 75/2013), dal progettista o dal direttore dei lavori.

Ne segue in conclusione, secondo noi, che è possibile anche la coincidenza di tutto in una sola figura (APE, progetto, D.L., asseverazioni).


Volendo ulteriormente approfondire, si forniscono altri dettagli

Nelle FAQ dell’ENEA Visualizza PDF (vedi risposta 5, lettera c), si legge che il direttore dei lavori e il progettista possono firmare gli APE utilizzati solo ai fini delle detrazioni fiscali del 110% che non necessitano di deposito nel catasto degl

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Polizza assicurativa professionale

D - La polizza assicurativa specifica va richiesta per ogni singolo intervento di Superbonus?

R - Non è richiesta una polizza assicurativa specifica. I professionisti che rilasciano le attestazioni devono essere in possesso di polizza di assicurazione per responsabilità civile, come del resto è già in generale obbligatorio per chi esercita la libera professione (vedi L’assicurazione di responsabilità civile dei professionisti tecnici). È tuttavia prescritto che tale polizza debba avere massimale adeguato al numero delle attestazioni o asseverazioni rilasciate e agli importi dei relativi interventi, e comunque non inferiore a 500.000 Euro.

La valutazione sul parametro di “adeguatezza” è lasciata a ciascun singolo professionista.

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VARIE

D - Se le spese per l’intervento sono sostenute dall’inquilino che ha in affitto un immobile, le pratiche edilizie devono essere presentate dal proprietario dell’immobile oppure è meglio se sono a nome dell’inquilino (su delega del proprietario), in quanto soggetto che poi beneficia delle detrazioni?

R - In linea generale, il locatario è legittimato alla richiesta di titoli edilizi, purché compatibili con l’effettiva disponibilità del bene e con l’entità della trasformazione oggetto dell’istanza, purché debitamente autorizzato dal proprietario per iscritto nel contratto di locazione oppure con autorizzazione espressa (cfr. ad esempio C. Stato 20/07/2011, n. 4370). Alcune regioni, ad esempio la Toscana, limitano tale facoltà ad interventi di manutenzione, restauro e risanamento conservativo o assimilabili, che rivestano carattere di urgenza, ai sensi dell’art. 1577 del Codice civile.

Il soggetto che presenta la pratica non deve necessariamente coincidere con il beneficiario del bonus fiscale.

Pertanto:

- il proprietario può certamente sempre presentare la pratica;

- il locatario può farlo se debitamente autorizzato e per lavori di limitata entità, salvo più restrittive disposizioni regionali.


D - Per quanto riguarda gli spogliatoi delle palestre utilizzate con regolare contratto di locazione registrato da ASD o ASS, il passaggio delle due classi energetiche deve essere calcolato in riferimento all’intero fabbricato (cioè nella fattispecie all’intero subalter

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ASPETTI GENERALI E NORMATIVA DI RIFERIMENTO (Norme legislative; Decreti attuativi concernenti i requisiti tecnici; Altri aspetti generali; Superbonus potenziato al 110%) - TIPOLOGIE DI INTERVENTI AMMESSI E REQUISITI (Interventi di riqualificazione globale di edifici esistenti; Interventi sull’involucro edilizio e schermature solari; Installazione di pannelli solari; Interventi di tipo impiantistico; Interventi su parti comuni di edifici) - ASSETTO AGGIORNATO, RIEPILOGO IMPORTI E PERCENTUALI (Proroghe e modifiche introdotte con la Legge di bilancio 2020Tabelle riepilogative aggiornate; Chiarimenti sul limite di detrazione) - SOGGETTI BENEFICIARI (Soggetti ammessi; Titoli validi di possesso o detenzione dell’immobile; Trasferimenti dell’immobile e altri chiarimenti vari) - EDIFICI INTERESSATI (Tipologia e destinazione d’uso degli edifici agevolabili; Presenza, anche parziale, di impianto di riscaldamento; Intervento di demolizione e ricostruzione; Intervento di ristrutturazione con ampliamento parziale, Piano casa; Riepilogo casistica interventi di demolizione e ricostruzione e/o ampliamento; Immobili strumentali e immobili “merce” delle imprese) - DOCUMENTAZIONE TECNICA E ADEMPIMENTI (Adempimenti preventivi; Asseverazione da parte di un tecnico abilitato o del direttore dei lavori; Attestato di prestazione energetica (APE); Scheda descrittiva relativa agli interventi realizzati; Tabella riepilogativa della documentazione tecnica richiesta; Modalità di pagamento delle spese e fatturazione; Adempimenti nei confronti dell’Agenzia delle entrate) -CESSIONE DEL CREDITO - ALIQUOTE IVA SUGLI INTERVENTI - GUIDE, APPROFONDIMENTI E ALTRE RISORSE (Sito web ENEA per l’inoltro della documentazione; Vademecum ENEA per i vari tipi di interventi e risposte a FAQ; Guida Agenzia entrate risparmio energetico).
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