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Circ. Min. Ambiente e Tutela Terr. 06/09/2004

Interpretazione in materia di inquinamento acustico: criterio differenziale e applicabilità dei valori limite differenziali.
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[Premessa]



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1. Applicabilità del criterio differenziale nel regime transitorio: art. 8, decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 novembre 1997

La finalità primaria di garantire una continuità nella protezione territoriale dall’inquinamento acustico è il criterio guida interpretativo principale alla luce del quale analizzare la questione dell’applicabilità dei valori limite differenziali.

L’esigenza di un chiarimento in merito all’applicabilità o meno del cosiddetto criterio differenziale, in assenza di zonizzazione acustica, nasce dalla diversa impostazione formale che i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri 1° marzo 1991 R e 14 novembre 1997 R hanno avuto.

L’unica diversità, tra le citate impostazioni, risiede nel fatto che, mentre il legislatore del 1991 ha scelto di indicare in quali aree «poteva» essere applicato il criterio differenziale, quello del 1997 ha preferito individuare quali sono le ar

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2. Condizioni di esclusione dal campo di applicazione del criterio differenziale: art. 4, comma 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 novembre 1997

Si fa presente che il criterio differenziale va applicato se non è verificata anche una sola d

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3. Circoli privati, centri sociali, centri sportivi e ricreativi: art. 4, comma 3, decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 novembre 1997

La verifica del rispetto dei valori limite differenziali è effettuata anche nei casi di rumorosità prodotta da circoli privati, centri

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4. Servizi ed impianti fissi dell’edificio

Così come previsto dall’art. 4, comma 3, del decreto del Presidente del Consiglio dei Mi

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5. Attività temporanee e manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico

Premesso che spetta alle regioni, ai sensi dell’art. 4 della legge n. 447/1995,

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6. Impianti a ciclo produttivo continuo

Come definito dal decreto ministeriale 11 dicembre 1996, l’impianto a ciclo produttivo continuo è:

a) quello di cui non è possibile interrompere l’attività senza provocare danni all’impianto stesso, pericolo

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