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Lett. Circ.Min. Interno 29/08/1995, n. 1564

D.Leg.vo 19.09.94, n. 626. Adempimenti di prevenzione e protezione incendi. Chiarimenti.
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Premessa.

Sono pervenute a questa Direzione numerose richieste di chiarimenti riguardanti questioni interpretative o applicative del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626,R concernente il miglioramento della sicurezza e salute dei lavoratori sul luogo di lavoro, per quanto attiene gli adempimenti relativi alla prevenzione e protezione incendi.

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A) Valutazione del rischio di incendio.

La prevenzione incendi viene definita dal D.P.R. 29 luglio 1982, n. 577,

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A1) Criteri per procedere alla valutazione del rischio di incendio.

Premesso che restano nella sfera delle autonome determinazioni del datore di lavoro l'individuazione e l'adozione dei criteri di impostazione ed attuazione della valutazione dei rischi - della quale é chiamato a rispondere in prima persona - si ritiene di fornire le seguenti indicazioni sui criteri per procedere alla valutazione dei rischi di incendio.

a) Identificazione dei pericoli.

Nell'ambiente di lavoro preso in esame, vanno identificati tutti quei fattori che presentano il potenziale di causare un danno in caso di incendio, quali:

materiali combustibili ed infiammabili;

sorgenti di ignizione;

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A2) Finalità della valutazione del rischio di incendio.

Il procedimento della valutazione dei rischi di incendio, costituisce efficace strumento per:

ridurre la probabilità che possa insorgere un incendio;

limitarne le conseguenze;

consentire l'evacuazione dal luogo di lavoro in condizioni di sicurezza;

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B) Organizzazione e gestione della sicurezza antincendio.

A seguito della valutazione del rischio di incendio, occorre procedere:

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B1) Misure di prevenzione.

Molti incendi possono essere prevenuti richiamando l'attenzione del personale sui pericoli di incendio più comuni ed impartendo al riguardo precise disposizioni, con particolare riferimento a:

deposito e manipolazione dei materiali infiammabili;

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B2) Controllo e manutenzione dei presidi antincendio.

Le attrezzature mobili (estintori), gli impianti di spegnimento manuali (naspi, idranti) ed automatic

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B3) Procedure da attuare in caso di incendio.

A seguito della valutazione del rischio di incendio, deve essere predisposto e tenuto aggiornato un piano di emergenza per il luogo di lavoro, che deve contenere tra l'altro nei dettagli:

a) le azioni che i lavoratori devono mettere in atto in caso di incendio;

b) le procedure per l'evacuazione dal luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e da altre persone presenti;

c) le disposizioni per chiedere l'intervento dei vigili del fuoco e per informarli al loro arrivo.

Il piano di emergenza deve identificare un adeguato numero di persone incaricate d

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B4) Informazione e formazione.

Ogni lavoratore deve conoscere come prevenire un incendio e le azioni da adottare a seguito di un inc

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Obblighi informativi (Art. 21 del decreto legislativo n. 626/1994)

Il datore di lavoro deve provvedere affinché ogni lavoratore riceva una adeguata informazione su:

a) rischi di incendio legati all'attività svolta nell'impresa;

b) rischi di i

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Obblighi formativi (Art. 22 del decreto legislativo n. 626/1994)

Il datore di lavoro, i dirigenti ed i preposti, nell'ambito delle rispettive attribuzioni e competenze, assicurano che ciascun dipendente riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di sicurezza antincendio, con particolare riferimento al proprio posto di lavoro ed alle proprie mansioni.

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Esercitazioni antincendio.

In aggiunta alla formazione, il personale deve partecipare periodicamente (almeno una volta l'anno) ad una esercitazione antincendio per mettere in pratica le procedure di evacuazione.

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Istruzioni antincendio.

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