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Circ. Min. Lavoro e Prev. Soc. 22/11/1985, n. 149

Costruzione e impiego ponteggi metallici fissi (D.P.R.164/1956).
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[Premessa]



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1 ) PREMESSA

L'impiego dei ponteggi metallici fissi è subordinato alla osservanza delle norme contenute nel capo V del D.P.R. 7 gennaio 1956, n. 164R e delle istruzioni per il montaggio, Ìimpiego e lo smontaggio, che costituiscono parte integrante dell'autorizzazione rilasciata dal Ministero del lavoro ai sensi dell'art. 30 del suddetto Decreto.

Tale autorizzazione è rilasciata a seguito di riscontro della rispondenza della struttura e dei singoli elementi alle norme di cui al citato capo V e successivi decreti ministeriali di riconoscimento di efficacia, sulla base quindi, di un potenziale idoneità del ponteggio ad un impiego generalizzato nel rispetto sempre degli schemi autorizzati.

Pertanto, ove non espressamente previsto dal costruttore nella richiesta di autorizzazione, non vengono prese in considerazione specifiche misure di sicurezza relative a casi ed utilizzazioni particol

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2) PROBLEMI Dl INSTABILITÀ STRUTTURALE CONNESSI CON IL NUMERO DEGLI IMPALCATI

I ponteggi metallici sono strutture provvisionali reticolari multipiani caratterizzate da una notevole snellezza delle aste e quindi comportanti rischi di crollo improvviso e fenomeni di instabilità locale e d'insieme, difficilmente valutabili in relazione: ai giochi esistenti fra le parti costituenti il ponteggio, al numero--necessariamente discontinuo--di ancoraggi ed alla indeterminazione degli effetti stabilizzanti dovuti alle diagonali di facciata, di stilata e nei piani orizzontali (in pianta).

Per risolvere le indeterminazioni di calcolo i prototipi dei ponteggi vengono sottoposti a prove sperimentali di collasso che ne caratterizzano, per gli schemi previsti dal fabbricante, i limiti di impiego.

ln relazione a tali limiti le autorizzazioni alla costruzione ed all'impiego fissano in modo univoco il numero massimo di impalcati carichi e scarichi che possono essere montati sulla stessa verticale

L'aumento di impalcati, rispetto a quelli massimi previsti dagli schemi tipo autorizzati, comporta una progressiva riduzione del grado di sicurezza della struttura, con rischio tanto più grave in quanto il collasso si manifesta in

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3) PROTEZIONE CONTRO LA CADUTA Dl MATERIALI DALL'ALTO.

Le istruzioni per il montaggio, Ìimpiego e lo smontaggio dei ponteggi contenute nelle autorizzazioni ministeriali, prevedono (punto 6.3.1.) la messa in opera di uno o più "parasassi", capaci di intercettare la caduta dei materiali, fissandone altresì le caratteristiche costruttive.

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4) CONTROLLI DIMENSIONALI

Ai fini del rispetto, da parte dei fabbricanti, delle dimensioni (e relative tolleranze ammissibili)

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Allegato 1 - CRITERI FONDAMENTALI PER LE VERIFICHE Dl STABILITÀ DEI PONTEGGI METALLICI FISSI


1. I ponteggi metallici fissi da costruzione e da manutenzione sono opere provvisionali a struttura reticolare, caratterizzata da una notevole snellezza delle aste, staticamente non indipendenti in quanto la loro stabilità dipende in misura essenziale dal numero, dalla distribuzione e dalla caratteristiche degli ancoraggi che li vincolano all'edificio alla cui costruzione o manutenzione i ponteggi consentono di provvedere.

2. Il cedimento dei ponteggi metallici sotto le sollecitazioni cui sono assoggettati nel pratico impiego, cedimento che può assumere le caratteristiche di un crollo improvviso, è essenzialmente dovuto a fenomeni di instabilità locale e/o d'insieme che si manifestano quando le tensioni, nelle aste, raggiungono i valori critici corrispondenti alle snellezze in gioco.

3. Per impostare le verifiche di stabilità dei ponteggi, in assenza di riscontri sperimentali, occorre necessariamente ipotizzare a priori il comportamento (che può risultare di tipo euleriano ovvero cinematico) della struttura in prossimità delle condizioni critiche che preludono il collasso.

Tale comportamento a parità d'ogni altra condizione (numero, caratteristiche e distribuzione degli ancoraggi; numero e schemi delle controventature ...), dipende in misura essenziale dalla rigidezza dei nodi strutturali e dai giochi inevitabilmente presenti negli accoppiamenti (o attacchi) i cui effetti sinergici sulla stabilità della struttura sono, generalmente, di difficile ed incerta valutazione a priori, partendo dai disegni costruttivi quotati degli elementi componenti e dal loro schema d'assemblaggio.

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