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Circ.Min. LL.PP. 30/10/1985, n. 50

Condono opere interessanti l'ANAS.
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[Premessa]

La G.U. 8-8-1985 n. 186 ha pubblicato la circolare del Ministero dei Lavori Pubblici n. 3356/25 R contenente istruzioni di carattere generale in ordine alla normativa legislativa di controllo, sanzione, recupero e sanatoria delle opere edilizie abusive.


Fermo restando quanto disposto dalla predetta circolare ministeriale e nell' intento di delineare, con la necessaria precisione e con più certo dettaglio, il quadro interpretativo e di coordinamento applicativo della normativa in argomento nella materia e nelle connesse procedure che più direttamente investono le competenze di questa Azienda, si indicano qui di seguito le opportune precisazioni. Si intende riferirsi in particolare alla problematica afferente alla sanabilità o non sanabilità delle opere abusive insistenti sulle aree vincolate a protezione del nastro stradale ed autostradale.


Oggetto della sanatoria e soggetti legittimati a richiederla (art. 31 legge n. 47/1985)R.


Sono suscettibili di sanatoria nel concorso delle condizioni della legge e particolarmente e specificamente, per quanto concerne la competenza di questa Azienda, nel concorso

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a) Abusi singoli su strada in rettilineo.

Quando l' abuso sia costituito da un fabbricato di piccole dimensioni su strada dritta senza intersez

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b) Abusi singoli su intersezione stradale.

Sarà opportuno assumere una perimetrazione flessibile con valori minimi e massimi, entro i quali l' amministrazione comunale, sentito l' ente proprietario della

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c) Abusi plurimi o di dimensioni notevoli su strada in rettilineo.

Non potranno essere rilasciate concessioni quando manchi un distacco pari almeno alla metà dei

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d) Abusi plurimi su intersezione stradale.

Sarà opportuno considerare una fascia avente la dimensione:

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e) Abusi singoli o plurimi in corrispondenza di curve, dossi, disuniformità piano-volumetriche.

"L' ampia diversificazione dei casi in concreto riscontrabili - precisa la circolare ministeriale - suggerisce di conferire l' accertamento della "minaccia" alla valutazione documentata delle amministrazioni comunali e degli enti proprietari delle strade, fermo restando il minimo inderogabile di cui al terzo comma dell' art. 19 della L. 6-81967 n. 765R (5 metri). Naturalmente le amministrazioni dovranno tenere massimo conto della casistica degli incidenti verificatisi in dette zone.


Si ritiene, inoltre, essenziale prescrivere che nei casi c), d) ed e), le amministrazioni comunali subordinino il rilascio della concessione in sanatoria alla destinazione a parcheggio, mediante atto d' obbligo in forma pubblica, della intera fascia residua tra strada ed edificio: a destinazione privata per quanto richiesto dall' art. 18 della L. 6-81967 n. 765, R e dall' ultimo comma dell' art. 26 della L. n. 47/1985, R ed anche a destinazione pubblica ove nei fabbricati coesistano attività commerciali, artigianali o produttive".


In ordine alle prescrizioni di natura squisitament

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Opere non suscettibili di sanatoria (art. 33).

Non saranno suscettibili di sanatoria - e pertanto questa Amministrazione non accorderà il benestare alla sanatoria stessa - le opere che risultino costruite dopo l' entrata in vigore del D.M. 1-4-1968,R vale a dire dopo il 13-4-1968, nella fascia di rispetto stabilita fuori del perimetro abitato a protezione del nastro stradale ed autostradale.


À termini dell' art. 33 della legge in esame infatti le opere abusive non sono suscettibili di sanatoria quando contrastino con un vincolo di inedificabilità anteriore e preesistente rispetto alla costruzione abusiva.


Deve peraltro trattarsi di inedificabilità assoluta (come é quella delle fasce di rispetto fuori del perimetro dell' abitato a protezione di strade ed autostrade di cui al D.M. 1-4-1968),R nel senso che il vincolo escluda in assoluto qualsivoglia edificazione, ovvero qualsivoglia ulteriore attività costruttiva nell' ipotesi in cui già esisteva una costruzione prima dell' imposizione del vincolo (per esempio ampliamento abusivo effettuato dopo la imposizione del vincolo).


Non costituisce invece ipotesi di inedificabilità assoluta il vincolo che risulti attenuato dalla possibilità di edificare entro determinati limiti ovvero subordinato a specifica autorizzazione in deroga al vincolo generale: come é il caso per le costruzioni abusive realizzate lungo le autostrade ed entro il perimetro del centro abitato dopo l' entrata in vigore dell' art. 9 della L. 24-7-1961 n. 729.


E noto che l' art. 9, primo comma, della L. 24-7-1961 n. 729 ha statuito una distanza di rispetto minima di metri 25 dal limite di occupazione dell' autostrada da osservarsi entro e fuo

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