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Circ.Min. LL.PP. 29/01/1967, n. 425

Standards residenziali.
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I. -- GENERALITÀ
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1) Premessa

L' attenzione posta sia dal Min. LL.PP., attraverso gli studi svolti da apposite Commissioni, sia da

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2) Scopi

La normativa sugli standards residenziali ha lo scopo di assicurare le dotazioni minime di spazio e d

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3) Portata e limiti delle norme

Già con precedenti circolari sono state dettate norme, aderenti agli studi finora condotti in materia, circa gli standards idonei ad una più appropriata applicazione della L. 18-4-1962, n. 167,R per l' acquisizione di aree e per la formazione di piani per l' edilizia economica e popolare, della L. 14-2-1963, n. 60, per la liquidazione del patrimonio edilizio della Gestione INA-Casa e istituzione di un programma decennale d

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4) Applicazione e attuazione delle leggi per l' edilizia sovvenzionata.

Le disposizioni che vengono impartite con la presente circolare tengono conto, sia delle presenti condizioni di vincolo congiunturale sia delle condizioni che possono prospettarsi ragionevolmente nei futuri svolgimenti tecnico-economici.


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5) Standards di carattere urbanistico: riferimenti

Per la definizione e l' inquadramento degli standards di carattere urbanistico, sarà utile riferirsi a tre diversi livelli di classificazione delle at

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6) Aspetti qualitativi - Barriere architettoniche

Nelle norme che seguono si precisano gli aspetti di carattere prevalentemente quantitativo degli standards, sia edilizi che urbanistici, e si accenna, nei casi di più diretto riferimento ai problemi dimensionali, anche a taluni aspetti qua

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II - STANDARDS EDILIZI
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7) Definizioni in materia di costruzioni edilizie

Com' é noto, in materia di costruzioni edilizie mancano finora criteri generali ed ufficiali per la determinazione delle definizioni più sovente e largamente adoperate.


Attualmente sono in uso criteri notevolmente diversi- tale

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8) Standards contabili e dimensionali delle abitazioni

Primaria importanza riveste la disciplina dei sistemi di conteggio tecnico-amministrativo dei vani legali e dei vani contabili, e la correlazione, secondo formule semplici, di tali conteggi con quelli imperniati sul parametro "stanza"; così come tale termine é stato definito nella citata circ. del 23-7-1960, n. 1820. Il parametro "stanza", infatti dovrà sostituire il parametro di "vano utile" finora adottato, nonché di "vano contabile", unit&agr

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9) Conteggi dei vani

Il conteggio dei vani dovrà articolarsi secondo i sottoelencati principi:

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10) Tipologia degli alloggi

Dal punto di vista della funzionalità dell' alloggio é da ritenere fondamentale, analizzando un' ampia casistica di contesti sociali, ambientali ed urbanistici, stabilire con esattezza la gamma tipologica degli alloggi, identificando, quindi, alcune esigenze da porre a base delle progettazioni.


Occorre tener conto, in sostanza, che, pur rifuggendo dalle progettazioni tipo o suggeritive, é opp

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11) Tabella riepilogativa delle norme tecnico-amministrative circa gli standards dimensionali e contabili delle abitazioni da realizzare secondo le leggi n. 1460 e n. 60

Al fine di uniformare gli standards abitativi di tutta l' edilizia popolare e a basso costo, realizzata dallo Stato e per conto dello Stato, nella pagina appresso é riportata una tabella riassuntiva che pone in connessione le norme tecnico-amministrative della GESCAL con quelle delle altre leggi sull' edilizia economica e popolare, fermi restando però i dati principali rappresentati dalle tipologie alloggiative e dalla codificazione statistica internazionale rappresentati dalla "stanza", dati che sono del tutto identici per i due programmi costruttivi.


TABELLA 1

tipo

composizione dell’alloggio

Legge

gescal




1460

Legge 60


Legge 60

Legge

Sup.utile

Stanze (oltre mq. 8)

Servizi

Stanze

Vani

Vani

Vani

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12) Indice di affollamento

Di estrema importanza, sia per il dimensionamento dei piani e quindi per il fabbisogno di alloggi, sia per tutte le altre implicazioni di carattere urbanistico connesse con la operatività delle leggi sulla edilizia economica e popolare sono le definizioni e determinazioni delle densità edilizie, funzione, a loro volta degli indici di affollamento che saranno prefissati, nonché dei caratteri delle opere di urbanizzazione.


I rilevamenti dell' Ist. Centrate Statistica e i documenti ufficiali della Programmazione economica nazionale si basano, per la valutazione dell' indice di affollamento, sul rapporto tra numero di abitanti e numero di ambienti abitabili (stanze). Altri studi recenti italiani ed esteri, abbinano a tale rapporto quello fra numero di famiglie e numero di alloggi.


Dal punto che precede consegue la duplice esigenza di:

1) modificare l' indicazione al riguardo di cui al cap. II della circ. dei LL.PP. n. 4555 del 27-9-1963, che si riferisce ad un indice di affollamento pari ad un abitante per vano contabile, facendo esplicita distinzione tra vani contabili e

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III - STANDARDS URBANISTICI
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13) Densità territoriale e fondiaria

Sono adottate le seguenti definizioni:


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14) Densità edilizia

Nel definire gli indici di densità edilizia si può assumere per base --come praticato finora--un rapporto di cubatura per abitante- é però più opportuno orientarsi verso l' adozione in via più corrente di un rapporto di superficie lorda di alloggio per abitante. Tale criterio viene già largamente adottato in altri paesi e sembra risponda meglio nella pratica, tanto più che si tende sempre maggiormente a rapportare anche il costo alla superficie degli alloggi anziché ai volumi delle costruzioni.

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15) Densità di popolazione

In conseguenza, e ad ulteriore definizione dell' enunciato di cui al cap. II della circ. LL.PP., n. 4555 del 27-9-1963, si precisa anche sulla scorta delle risultanze dei piani di zona redatti ai sensi della legge n. 167 del 184-1962 più correttamente impostati finora, che la densità territoriale non va intesa tanto in funzione del preesistente grado di concentrazione urbana, quanto in relazione all' entità dei nuovi insediamenti ed alla conseguente diversità di rapporto tra aree destinate alla residenza ed alle opere di urbanizza

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16) Attrezzature collettive negli interventi edilizi (a livello delle abitazioni)

Come si é già accennato nelle premesse, l' esigenza di una più articolata e civile convivenza, impone alle organizzazioni di edilizia pubblica, e quindi allo Stato, di intervenire in forma propria e diretta autonoma dagli Enti locali obbligati, almeno per sopperire ai più elementari bisogni della vita associata.

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17) Attrezzature collettive negli interventi urbanistici (a livello delle unità residenziali e a livello inter-residenziale)

Le famiglie residenti nelle zone la cui urbanizzazione avverrà con iniziativa controllata dal Min. LL.PP. e dagli Enti preposti all' edilizia pubblica, dovranno essere poste in condizione di usufruire di tutti i servizi, le attrezzature, gli spazi e le provvidenze necessarie ad assicurare ai loro componenti la possibilità di scelte nell' ambito di una gamma di prestazioni e attività di carattere urbano per quanto possibile vasta e variata.


Quanto sopra si intende riferito:

a) alle esigenze di servizio e attrezzature connesse alla residenza e allo spazio residenziale;

b) ai rapporti tra la residenza e le diverse possibili localizzazioni di attività lavorative;

c) all' istruzione, all' educazione e alla cultura;

d) alle esigenze di carattere previdenziale, assistenziale e sanitario;

e) alle attività religiose e di culto;

f) alle es

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IV - MODALITÀ DI PRESENTAZIONE, ESAME E APPROVAZIONE DEI PROGETTI
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18) Coordinamento delle procedure

Una delle più efficaci misure anticongiunturali consiste nella rapida approvazione dei progetti e dell' ancor più rapido inizio dei lavori in modo da ridurre al massimo i tempi morti fra la messa a disposizione del finanziamento e l' utilizzazione dello stesso. É quindi estremamente importante che la redazione e la presentazione dei progetti avvenga in maniera uniforme ed omogenea, in modo da consentire agli organi pubblici di revisione ( Genio Civile, C.T.A., ecc. ) una rapi

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19) Razionalizzazione dei metodi di progettazione

Di fondamentale importanza appare poi anche il fatto che le progettazioni debbano tendere il più possibile verso una forma tecnica che, pur non giungendo alla integralità pro

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Appendice A
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DEFINIZIONI DI ELEMENTI EDILIZI

(dalla Circ. LL.PP. 23-7-1960, n. 1820)

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A) DEFINIZIONE DI FABBRICATO E DI FABBRICATO RESIDENZIALE

Per fabbricato o edificio si intende qualsiasi costruzione coperta, isolata da vie o da spazi vuoti,

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B) DEFINIZIONI RELATIVE ALLA COMPOSIZIONE DEGLI ALLOGGI

1) Alloggio o appartamento


Per alloggio o appartamento si intende un insieme di vani ed annessi, o anche un solo vano utile, situati in una costruzione permanente o in parti separate, ma funzionalmente connesse, di detta costruzione, e destinate ad uso di abitazione per famiglia.


L' a

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C) DEFINIZIONE DEI CONCETTI DI SUPERFICIE E VOLUME

1. - Superficie utile é la somma delle superfici di pavimento dei singoli vani dell' alloggio, esclusi i balconi, le terrazze, gli armadi a muro, i sotto-scala di scale interne, le cantine, le soffitte non abitabili, tutti gli eventuali spazi comuni e le superfici comprese negli sguinci.

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D) FASI DEI LAVORI DI COSTRUZIONE EDILIZIA

--Lavori autorizzati (opere progettate)


Si dicono lavori autorizzati i progetti di costruzione di abitazioni a totale carico o col contributo dello Stato o di Enti locali la cui esecuzione sia stata approvata dai competenti Organi. Per i lavori di esclusiva competenza di privati (e cioé se

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E) CATEGORIE DI ATTIVITÀ NELL' EDILIZIA

Per nuova costruzione si intende una costruzione interamente nuova, anche se sorga su area risultante da demolizione.


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Appendice B
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CONSIDERAZIONI STATISTICHE SULL' INDICE DI AFFOLLAMENTO


Da quanto contenuto nella parte II può dedursi che la gamma tipologica a disposizione del progettista sia piuttosto ampia, e tale quindi da soddisfare le più articolate esigenze locali e particolari.


Tale estesa flessibilità e libertà d' uso é però assai facilmente riconducibile ad un parametro mediamente unitario, e tale parametro é il coefficiente di affollamento.


Riportiamo qui di seguito la tabella della gamma tipologica :


----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Tipo

SP

L1

L2

L3

L4

PU

K

k

b

i

Vani

Stanze

alloggio











Cont.


----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

1

X

X





X


X

X

4

3

2

X

X




X


X

X

X

5

3

3

X

X

X




x


X

x

5

4

4

X

X

X



X


X

X

X

6

4

5

X

X

X

X



X


X

X

6,5

5

6

X

X

X

X


X


X

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Appendice C
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DATI DIMENSIONALI RELATIVI ALLE ATTREZZATURE


Al fine di conseguire nella massima misura possibile gli obiettivi, definiti al cap. III nei programmi concordati tra i diversi Enti e Amministrazioni per la realizzazione dei complessi edilizi e delle infrastrutture inserite nei piani di zona, si terrà conto della disponibilità esistente di servizi, attrezzature, spazi e provvidenze rispondenti alle esigenze sopra elencate, nell' ambito dei tessuti preesistenti. Delle predette disponibilità, carenze e previsioni, si terrà il debito conto nelle scelte di localizzazione del piano e, nel suo ambito, dei complessi edilizi.


Nella redazione dei programmi concordati con gli Enti di cui all' art. 10 della legge n. 167, secondo le modalità di cui all' art. 11 della stessa legge, nella scelta delle localizzazioni e nella progettazione si tenderà a conferire all' ambiente residenziale, attraverso il dosaggio dei rapporti spaziali e la connessione con l' ambiente circostante, caratteristiche tali da favorire sensazioni di armonico ed equilibrato orientamento e da rendere evidente, anche visivamente e percettivamente, la molteplicità di relazioni e funzioni relative al soddisfacimento delle esigenze sopra enunciate.


Si tenderà, conseguentemente, ad ottenere un grado elevato di integrazione delle residenze con le attrezzature di carattere urbano, al fine di dotare di elementi caratterizzanti e qualificanti le diverse parti del tessuto residenziale, facendo salvi i requisiti specifici dell' ambiente residenziale stesso (assenza di rumori, percorsi pedonali, contatto col verde). Quanto sopra anche mediante accordi integrativi al di fuori dell' ambito giuridico previsto dalla legge per i piani di zona.


In particolare, é da rifiutare il criterio del "quartiere residenziale autosufficiente", chiuso e isolato--anche visivamente--nei confronti del circostante tessuto urbano. Si dovrà invece tenere nel massimo conto l' esigenza di realizzare, anche in termini di configurazione spaziale e volumetrica, l' inserimento e l' armonizzazione delle nuove costruzioni nei tessuti urbani di cui verranno a far parte, sia per quanto riguarda le zone già esistenti, che per quelle previste e programmate. Da ciò deriva la necessità di determinare gli interventi edilizi nell' ambito del piano di zona della legge n. 167, in riferimento ai tessuti urbani limitrofi.


Dovrà in tutti i casi essere debitamente valutata l' esigenza di assoluto rispetto e--ove occorra--di evidenziazione e valorizzazione del patrimonio storico, monumentale e ambientale, paesaggistico, del verde preesistente e dei connotati altimetrici caratteristici. Al riguardo si raccomanda la sistematica consultazione delle Sopraintendenze ai Monumenti, in fase di redazione e di approvazione dei piani.


Al fine di assicurare agli utenti degli alloggi e dei complessi residenziali realizzati nell' ambito dei piani di zona la massima accessibilità alle attrezzature di importanza urbana e territoriale, nonché alle diverse fonti di lavoro, nei programmi e nella scelta delle localizzazioni dovrà provvedersi ad assicurare: a) il rapido collegamento dei complessi residenziali alla grande viabilità territoriale ed urbana;

b) la presenza di sufficienti punti di contatto fra i complessi residenziali e la rete dei trasporti pubblici;

c) l' efficienza del sistema dei trasporti pubblici.


L' elencazione delle attrezzature e, per le principali voci, l' indicazione delle caratteristiche minime indispensabili, stabilite mediamente per tutto il territorio nazionale, sono indicate nelle Tabelle 1 e 2 riportate nella presente appendice. La garanzia di fruibilità di tutte le attrezzature di cui alla detta tabella deve ritenersi condizione indispensabile per la corretta impostazione progettuale dei piani.


Nella previsione delle attrezzature si terrà conto dell' opportunità di realizzare, nell' ambito delle zone residenziali, ambienti esterni in corrispondenza dei quali siano raccolte attrezzature di carattere urbano di vario tipo, tali da creare animazione ed occasione di incontri e contatti in diverse ore del giorno. Nei predetti spazi si avrà cura di attribuire prevalenza al transito ed alla sosta pedonale.


Per quanto concerne la dislocazione delle attrezzature, oltre al rispetto dei raggi di influenza massima di cui alla Tabella citata, si dovrà tener conto di quanto segue:

a) le aree per giochi al coperto saranno generalmente al pianterreno degli edifici residenziali;

b) gli asili-nido e le scuole materne saranno generalmente in edifici appositi, e solo eccezionalmente potranno inserirsi al piano terreno degli edifici residenziali;

c) i nuclei elementari di verde saranno in adiacenza alle abitazioni e, comunque, sempre disposti in modo tale da poter essere visti

dalla maggior parte degli alloggi al cui servizio sono predisposti; essi saranno, tuttavia, contigui alle aree per il gioco al coperto; d) le aree per il gioco dei bambini da 3 a 6 anni potranno essere in prossimità delle abitazioni;

e) le aree per il gioco e lo sport per i bambini superiori ai 6 anni, ragazzi ed adulti saranno a conveniente distanza dalle residenze;

f) le attrezzature collettive domestiche, negozi e pubblici esercizi potranno essere sistemati ai piani terreni degli edifici residenziali.


Ove nel rilevamento locale delle esigenze risultasse la necessità di prevedere alloggi per persone anziane, tali alloggi dovranno essere ubicati in zone tranquille e riparate dal traffico, dalle quali si possa, peraltro, avere facile e immediato accesso sia agli spazi pedonali di maggior concentrazione delle attività commerciali, associative e religiose, sia alle zone verdi e alle attrezzature ricreative.


Circa la disposizione delle attrezzature, va tenuto conto che:

a) le attrezzature scolastiche e per l' infanzia vanno collocate di regola nelle immediate adiacenze delle attrezzature ricreative e sportive per le corrispondenti classi d' età; in caso contrario, le aree per le attrezzature scolastiche dovranno essere incrementate di una congrua aliquota di spazi per le attività all' aperto;

b) le scuole materne, le scuole elementari e le scuole medie unificate potranno far parte di complessi coordinati (salvo i rispettivi raggi di influenza massima); mentre le scuole di terzo grado saranno localizzate di preferenza in corrispondenza ad attrezzature di carattere urbano e territoriale;

c) le attrezzature ricreative e sportive vanno disposte in modo da realizzare un sistema continuo di verde libero e attrezzato; per i nuclei elementari di verde e per le zone per bambini di 3 a 11 anni, si dovrà tener conto in modo particolare del soleggiamento e della protezione dai venti dominanti;

d) le chiese parrocchiali, ove non siano fornite di appositi locali e spazi per attività associative, ricreative e sportive, sono da localizzare in modo da avere conveniente accesso alle attrezzature destinate a tali attività;

e) le biblioteche vanno ubicate generalmente in stretto collegamento con gli spazi pedonali delle attrezzature per le attività associative e commerciali; le aree per la lettura all' aperto, saranno, ove possibile, contigue ai parchi e alle zone verdi;

f) i centri sociali e centri civici vanno preferibilmente collegati e coordinati tra loro, in modo da permettere nello stesso ambito flessibilità e intercambiabilità di funzioni;

g) le attrezzature collettive domestiche (lavanderie e stirerie servizi pulizia appartamenti e simili) vanno localizzate in continuità dei negozi di prima necessità e pubblici esercizi;

h) le attrezzature di cui in appendice vanno disposte in modo da dar luogo a spazi e percorsi il più possibile continui;

i) si disporranno in contiguità i gruppi di attrezzature per le quali, in relazione alle rispettive funzioni, appaia realizzabile o auspicabile la gestione unitaria.


Sarà prevista una rete di viabilità pedonale conformata in modo da permettere l' accesso alle attrezzature scolastiche, ricreative e sportive, con esclusione di attraversamenti a livello di vie carrabili. Tali percorsi saranno connessi con gli spazi pedonali di servizio alle attrezzature commerciali, associative e religiose.


La rete viaria carrabile sarà conformata in modo da garantire l' accesso rapido e svincolato dalle residenze alla viabilità veloce di interesse urbano e territoriale, e da questa alle scuole di terzo grado ai centri commerciali, alle attrezzature sanitarie, ai parchi di quartiere, alle attrezzature per lo spettacolo.


La rete dei trasporti pubblici dovrà essere accessibile a mezzo di brevi percorsi da ogni raggruppamento di alloggi ed assicurare la necessaria frequenza di servizi diurni e notturni.


----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------




Scuole dell' obbligo



Asili

Scuole

---------------------------------------------

Scuole


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Appendice D
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52443 1029016
PRODUZIONE INDUSTRIALE DEI COMPONENTI E DEGLI ELEMENTI DELLA COSTRUZIONE E COORDINAMENTO DIMENSIONALE


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1) PREMESSE


In vista delle necessità di promuovere l' industrializzazione del processo costruttivo, si intende, come pri

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52443 1029018
2) TERMINOLOGIA DELLA COORDINAZIONE DIMENSIONALE


a) Componenti ed elementi della costruzione: Oggetti fabbricati in officina e, da questa provenienti, riuniti in gruppi complessi (componenti) o isolati (elementi).


b) Manufatti edilizi: Parti di un organismo costruttivo eseguito in sito mediante la riunione di uno o di più elementi o comp

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52443 1029019
3) NORME DI COORDINAZIONE DIMENSIONALE A BASE MODULARE IN ORIZZONTALE ED IN VERTICALE


A fondamento della coordinazione delle dimensioni orizzontali e verticali della costruzione, si assume il cosidetto "modulo di base" M (M = 10 cm.).


Moduli derivati possono essere i "multimoduli" nM (multipli interi del modu

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52443 1029020
4) SPECIFICAZIONI


Dimensioni di coordinazione dei manufatti edilizi.

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52443 1029021
5) DISPOSIZIONI PARTICOLARI


Coordinazione dimensionale delle altezze per gli alloggi.


Le dimensioni di coordinamento si riferiscono alle seguenti altezze:

a) altezze esterne di piano (o semplicemente altezza esterna o altezza di piano), delimitate dagli estradossi di due impalcati successivi;

b) spessore di impalcato;

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6) ARREDI FISSI


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Appendice E
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52443 1029024
ELABORATI DEI PROGETTI


Per un importo di progettazione inferiore a 500.000.000 di lire si dovrebbe produrre agli-organi di revisione un progetto così composto:


a) Elenco degli allegati tecnico-amministrativi del progetto.


a1) Capitolato Generale LL.PP. (eventualmente solo citato).


a2) Capitolato Speciale d' Appalto con allegato elenco dei prezzi

unitari e relative analisi.


a3) Capitolati Speciali per gli impianti tecnici, siano essi inclusi nell' appalto principale, siano essi scorporati e appaltabili con capitolato speciale o con capitolato programma (appalto concorso).


a4) Computo metrico estimativo.


a5) Relazione geognostica o stratigrafica.


a6) Ampia relazione tecnica che illustri i dettagli del progetto, con particolare riguardo alla esecuzione materiale delle opere, ed allegato calcolo di massima delle parti di strutture caratteristiche più sollecitate ai fini della determinazione della spesa con norme tecniche per la calcolazione esecutiva delle strutture.


a7) Scheda comparativa degli alloggi per edificio e corpo scale.


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TABELLA RIASSUNTIVA DELLE CARATTERISTICHE DEL PROGETTO


Al fine di rendere più semplice e spedita una cospicua parte dell' analisi da effettuare sui progetti, sarà opportuno adottare gli schemi che qui di seguito vengono riprodotti.


Parte 1'

--------------------------------------------------------

----------------------------------------------------------------

1

Altezza (ml.)

8

Costo fondazioni

--------------------------------------------------------

----------------------------------------------------------------

2

Numero dei piani

9

Costo impianti tecnologici

--------------------------------------------------------

----------------------------------------------------------------

3

Numero dei corpi scala

10

EV Costo rifiniture interne

--------------------------------------------------------

----------------------------------------------------------------

4

Numero degli alloggi

11

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  • Anna Petricca
  • Edilizia e immobili
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Eliminazione delle barriere architettoniche in condominio e principio di solidarietà

Premessa; Ascensore ed applicazione pratica del principio di solidarietà; Ascensore ed innovazione vietata; Installazione di ascensore e novità peggiorative della riforma del condominio; Le possibili iniziative del singolo condomino.
A cura di:
  • Giuseppe Bordolli
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Marche: obbligo di adeguamento dei regolamenti edilizi comunali al Regolamento edilizio tipo (RET)