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Circ.Min. Interno 14/09/1961, n. 91

Norme di sicurezza per la protezione contro il fuoco dei fabbricati in acciaio destinati ad uso civile.
Dalla data di entrata in vigore (25.9.2007) del D.M.Interno del 09/03/2007 la presente circolare è abrogata.
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[Premessa]

Con l'aumento della produzione dei materiali ferrosi, che negli ultimi anni ha assunto un ritmo rapidamente crescente, si é reso possibile, anche dal punto di vista economico, l'utilizzazione dei profilati d'acciaio per la costituzione delle strutture portanti anche nelle costruzioni adibite a fini civili.

Tale impiego, che se effettuato indiscriminatamente, potrebbe determinare gravi pericoli per la stabilit&

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PREMESSE


Le presenti Norme hanno lo scopo di fornire ai progettisti ed ai costruttori di fabbricati civili con struttura di acciaio i criteri per il proporzionamento della protezione contro il fuoco da disporre a difesa delle strutture metalliche, in modo che l'incendio delle materie combustibili nel fabbricato si esaurisca prima che le strutture stesse raggiungano temperature tali da compromettere la stabilità. Le Norme non si applicano ai fabbricati militari ed industriali.

Sono valide tutte le norme di carattere distributivo, costruttive ed in genere di sicurezza previste dalle vigenti disposizioni che disciplinano la distribuzione ed il funzionamento dei locali adibiti ad usi speciali.

Per durata di resistenza al fuoco in forno si intende

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NORME


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Art. 1. - Casi di obbligatorietà delle protezioni


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Art. 2. - Carico di incendio


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Art. 3. - Classi di edifici


Per i fabbricati civili con struttura di acciaio vengono distinte le seguenti classi:

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Art. 4. - Determinazione delle classi


La classe del piano del locale considerato si determina pertanto in base alla formula:

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Art. 5. - Calcolo del coefficiente di riduzione del carico di incendio


Il valore del coefficiente K compreso tra 0,2 e 1,0 viene determinato secondo le modalità che seguono, in base alle caratteristiche dell'edificio, alla natura del materiale combustibile presente, alla destinazione, alla distanza da altri edifici ed alle esistenti misure di segnalazione e prevenzione degli incendi.

Per il calcolo del coefficiente di riduzione, i singoli fattori di influenza vengono valutati mediante indici numerici che possono essere negativi o positivi, in quanto si intendono riferiti alle condizioni di un caso reale medio di incendio.

Gli indici di valutazione degli edifici nel loro complesso, e dei singoli piani e locali sono indicati nella Tabella 1. Il valore della somma algebrica degli indici di valutazione, riportato in ascisse nel diagramma di fig. 1, fornisce direttamente il coefficiente di riduzione, per cui va moltiplicato il carico di incendio per la determinazione della classe del piano e del locale nell'ambito dell'edificio considerato.

Qualora il numero indicativo della classe risultante dal carico fosse diverso dal numero distintivo delle classi previste dalle presenti Norme, si assegnerà l'edificio o la parte di esso considerata alla classe immediatamente superiore.



Nel caso in cui i numeri indicativi di classe risultassero dal calcolo superiori alla classe 180, l'edificio o la parte di esso considerata saranno assegnati alla classe 180.


2. Superficie interna, delimitata da muri tagliafuoco, pareti esterne o pareti antincendiosuppletive (schermi, ripari di acqua, ecc.)

- fino a 200 m²

0

- oltre 200 fino a 500 m²

+ 2

- oltre 500 fino a 1000 m²

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Art. 6. - Sommabilità dei carichi di incendio


Ai fini della protezione delle varie parti strutturali di un edificio, si con

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Art. 7. - Prescrizioni speciali per edifici di altezza superiore a 30 m


Per tenere conto delle difficoltà d'accesso agli edi

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Art. 8. - Spessore delle protezioni


Il dimensionamento degli spessori e delle protezioni da adottare per le varie classi di strutture e nei vari casi delle pareti, dei solai, degli elementi strutturali in acciaio sollecitati a flessione e trazione, e degli elementi compressi (colonne) é indicato nelle Tabelle 2, 3, 4 e 5.

Qualora il rivestimento protettivo non sia completamente aderente alla struttura metallica, intorno alla quale perciò si forma una canna, si dovrà provvedere ad interrompere la continuità della canna stessa in corrispondenza dei solai interponendovi un idoneo diaframma.

8.1. Pareti divisorie interne - Spessori minimi ai fini della loro designazione come pareti tagliafuoco, secondo il punto 2 della Tabella 1.


Tipo di parete


15

30

45

60

90

120

180









Laterizi pieni con intonaco normale

6

13

13

13

26

26

26

Laterizi pieni con intonaco isolante (*)

6

6

6

13

13

26

26

Laterizi forati con intonaco normale

6

10

14

20

30

30

30

Laterizi forati con intonaco isolante

6

6

6

10

10

14

20

Calcestruzzo normale

8

8

10

10

10

12

16

Calcestruzzo leggero (con isolante tipo pomice, perlite, scorie o simili)

8

8

8

8

8

10

10


8.2. Solai esclusi quelli combustibili - Valori minimi ammissibili degli spessori dei solai resistenti al fuoco.



15

30

45

60

90

120

180

Soletta in c.a.








- con intonaco normale (1,5 cm)

10

10

12

14

16

20

20

- idem con intonaco isolante (1,5 cm)

10

10

12

14

14

16

16

- idem con soffitto sospeso

8

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Art. 9. - Dichiarazione dei carichi di incendio previsti


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Art. 10. - Prove di spegnimento


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Art. 11. - Gabbie delle scale e degli ascensori


Le gabbie delle scale, degli

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Art. 12. - Piani interrati


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Appendice


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Art. 1. - Poteri calorifici superiori di alcuni combustibili


A scopo indicativo, ai fini del calcolo dei carichi di incendio nei singoli piani e locali di un edificio, si riportano nella presente Tabella i calori specifici superiori delle sostanze combustibili più comunemente presenti negli edifici civili.


Tabella 8 - Calori specifici

Materiale

Potere calorifico


superiore in Cal/kg

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Art. 2. - Modalità delle prove in forno per l'omologazione dei materiali protettivi


2.1. Generalità. - Le prove in forno o in apposite camere di incendio su elementi strutturali protetti e su vari tipi di rivestimenti, devono essere eseguite presso il centro Studi esperienze delle Scuole di VV.F.

2.2. Curva di temperatura. - La temperatura della camera di incendio e del forno deve svilupparsi secondo la curva unificata riportata nella fig. 2.



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Art. 3. - Elementi determinanti la resistenza al fuoco


Gli elementi che determinano la durata di resistenza al fuoco durante le prove in forno, eseguite secondo le modalità indicate nell'art. 2 dell'Appendice, sono i seguenti:

3.1. - per le parti della costruzione costituenti divisori e scherm

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