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Sent. C. Stato 04/11/2002, n. 5997

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1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo archeologico - Presupposto. 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo archeologico - Su intere zone contenenti ruderi - Condizioni. 3. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo archeologico - Tutela dei beni ex L. 39/1089 distinta da tutela del territorio interessato ex art. 1, lett. m), L. 85/431.
1. L'imposizione del vincolo diretto dei beni archeologici ai sensi degli artt. 1 e 3 della L. 1° giugno 1939 n. 1089 presuppone la dimostrata effettiva esistenza delle cose da proteggere; pertanto il relativo decreto è illegittimo qualora venga dimostrato che in realtà nella zona vincolata non esiste alcun bene archeologico da tutelare. 2. Il vincolo archeologico può essere esteso, dall'amministrazione dei beni culturali ed ambientali, ad intere zone in cui si trovino disseminati ruderi di particolare importanza, a condizione però che i ruderi costituiscano un complesso inscindibile, tale da rendere impossibile l'adozione di soluzioni meno radicali che tengano presente l'interesse dei proprietari; si deve comunque evitare che il vincolo sia sproporzionato rispetto alla finalità di pubblico interesse che con esso si vuole raggiungere. 3. La tutela paesistica delle aree nelle quali si trovano ruderi archeologici, di cui all'art. 1, lett. m) della L. 8 agosto 1985 n. 431, è distinta da quella di cui alla L. 1° giugno 1939 n. 1089 poiché ha per oggetto il territorio interessato da quei ruderi e non già, direttamente o indirettamente, i beni riconosciuti di importanza archeologica.

Ved. C. Stato VI 9 maggio 2002 n. 2525 R
(L. 1° giugno 1939 n. 1089, artt. 1 e 3) [L. 1° giugno 1939 n. 1089; L. 8 agosto 1985 n. 431, art. 1, lett. m)]

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