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Sent. C. Cass. pen. 24/01/2001, n. 36794

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1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Abusi - Sanatoria - Applicabilità L. 1985 n. 47 - Limiti.
1. La disposizione dell'art. 43, u.c., della L. 28 febbraio 1985 n. 47 - secondo cui possono ottenere la sanatoria le opere edilizie non ultimate per provvedimenti giurisdizionali o amministrativi, limitatamente alle strutture realizzate e ai lavori che siano strettamente necessari alla loro funzionalità - non si applica nell'ipotesi di provvedimenti del giudice penale concernenti violazioni di rilievo tale da stravolgere le caratteristiche iniziali dell'opera abusiva ovvero concernano plurime violazioni che abbiano consentito l'edificazione dell'intera opera o di una parte rilevante di essa. (Fattispecie in cui all'epoca del primo sequestro erano state realizzate solo le strutture di fondazione in cemento armato mentre al 31 dicembre 1993, data in cui l'opera avrebbe dovuto essere ultimata per poter beneficiare della sanatoria, era stata realizzata una struttura di due piani).

Sulla sanatoria di abusi nell'attività edilizia ved. Csi 23 aprile 2001 n. 183R (Il diniego di sanatoria deve essere motivato: il silenzio-rifiuto formatosi per inerzia del Sindaco è illegittimo); Cass. 17 aprile 2001 n. 5611 (Anche dopo la sanatoria restano salvi i diritti dei terzi); C. Cost., Ord.za 6 marzo 2001 n. 45R (Infondatezza della questione di costituzionalità dell'art. 30, c. 1, L. 23 dicembre 1994 n. 724); Cass. pen. III 1° dicembre 2000 n. 3530 (Condizioni per la prosecuzione dell'attività edilizia in immobile dissequestrato e restituito dopo il condono); C. Stato V 30 ottobre 2000 n. 5806R (La sanatoria per opera realizzata in zona soggetta a vincolo paesaggistico è subordinata al parere favorevole della Autorità preposta alla tutela del vincolo); C. Stato V 2 ottobre 2000 n. 5211R (Ai fini della sanatoria, per immobile completo "al rustico" si intende l'edificio privo di rifiniture ma completo delle tamponature esterne così da consentirne l'esatto calcolo dei volumi); C. Stato V 23 agosto 2000 n. 4565R (Ricorso, nel termine ex art. 22 L. 1985 n. 47, contro il diniego di sanatoria); C. Stato V 23 maggio 2000 n. 2973R (La sanatoria non è impedita dall'acquisizione dell'immobile al patrimonio del Comune né dalla trascrizione della sanzione per l'immobile abusivo né dalla presa di possesso dell'immobile da parte del Comune; diventa invece impossibile se l'immobile acquisito dal Comune sia stato demolito o utilizzato ai fini pubblici); Cass. pen. III 27 aprile 2000 n. 5031 (In tema di condono edilizio compete al giudice penale il potere di accertamento di tutti gli elementi della fattispecie estintiva); C. Stato V 20 marzo 2000 n. 1511R (La P.A., per il calcolo dell'oblazione dovuta per il rilascio della concessione in sanatoria, deve riferirsi all'ampliamento dell'immobile con riduzione dell'area per parcheggio, in cui è consistito l'abuso edilizio); C. Stato VI 10 febbraio 2000 n. 748R (Su sanatoria di abuso edilizio per manufatto esistente prima dell'1.10.1983); C. Stato V 12 gennaio 2000 n. 177R (Il parere della Commissione edilizia riguardo ad opera abusiva costruita in zona vincolata è superfluo se il parere dell'Amministrazione competente per la tutela del vincolo paesistico è sfavorevole); C. Stato VI 10 gennaio 2000 n. 100R e Cass. pen. III 15 novembre 1999 n. 13701 (Il richiedente la sanatoria deve provare che l'opera abusiva è stata ultimata entro il termine stabilito dalla legge per la sua sanabilità); C. Stato V 15 novembre 1999 n. 1914 R (Quando è legittimo il diniego di sanatoria di abusi edilizi realizzati entro la fascia costiera di 300 metri); C. Stato VI 18 ottobre 1999 n. 1437R (Sulla autorizzazione paesaggistica intesa alla sanatoria di opere edilizie abusive); Cass. pen. III 15 ottobre 1999 n. 11808 (La missiva con cui la P.A. comunica al proprietario gli oneri relativi alla concessione in sanatoria invitandolo semplicemente a recarsi negli uffici competenti non è atto equipollente al rilascio della stessa concessione); Csi 14 ottobre 1999 n. 541R (È illegittimo il diniego del condono edilizio per un'opera costruita su area dichiarata inedificabile con norma emanata però dopo l'edificazione); C. Stato V 12 ottobre 1999 n. 1440R (Come C. Stato VI 2000 n. 748); C. Stato VI 21 settembre 1999 n. 1243R (Sulla acquisizione del parere dell'Amministrazione preposta alla tutela del vincolo che condiziona l'esito della domanda di sanatoria edilizia); Cass. pen. III 7 luglio 1999 n. 8584 (In materia di condono edilizio, ogni edificio deve intendersi come un complesso unitario che fa capo ad un unico soggetto legittimo); Cass. pen. III 18 giugno 1999 n. 7896; Cass. pen. III 18 giugno 1999 n. 7880 (Come C. Stato VI 2000 n. 100); Cass. pen. III 16 giugno 1999 n. 7764 (La sanatoria edilizia è esclusa per le costruzioni eseguite in zone sismiche); Cass. pen. III 25 maggio 1999 n. 6548 (Ai fini del condono edilizio si considerano ultimati gli edifici nei quali sia stato eseguito il rustico e completata la copertura); C. Cost. ord. 30 aprile 1999 n. 149R [La norma dell'art. 22, comma 3, della L. 28 febbraio 1985 n. 47 - che esclude la possibilità di sanatoria per reati relativi ad abusi in edilizia in materia di cemento armato e in zone sismiche - non è incostituzionale; ved., sulla norma suddetta, Cass. pen. III 27 maggio 1993 n. 5362; Cass. pen. III 18 gennaio 1999 n. 83183 (Necessaria sospensione del procedimento per l'ordine di demolizione emesso ex art. 7 L. 1985 n. 47, in seguito alla domanda di sanatoria e versamento oblazione]; Cass. pen. III 29 aprile 1999 n. 5452 (Sul diritto dell'imputato alla sospensione del processo, in tema di condono edilizio).
(L. 28 febbraio 1985 n. 47, art. 43, u.c.)R

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