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Sent. C. Cass. 20/04/1994, n. 3737

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1. Edilizia ed urbanistica - Distanze - Previsione di rispetto di distanza dal confine - Norma di regolamento edilizio integrativa della disciplina codicistica - Conseguenza - Principio della prevenzione - Inapplicabilità - Limite. 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Sopravvenienza di norme in corso di causa - Immediata applicabilità - Limite - Formazione giudicato - Modificazione intervenuta durante il giudizio di legittimità - Effetti. 3. Edilizia ed urbanistica - Distanze - Violazione di norme edilizie - Diritto del vicino all'osservanza - Sussiste - Art. 13 L. 1985 n. 47 - Concessione in sanatoria - Irrilevanza - Conseguenza.
1. La regola che vincola il proprietario che ha costruito per primo sul confine, secondo il principio della prevenzione, alla scelta compiuta, imponendogli, nel caso di sopraelevazione, di rispettare il filo della precedente fabbrica, non è applicabile nel caso in cui lo strumento urbanistico locale, successivamente intervenuto, abbia sancito l'obbligo inderogabile di osservare una determinata distanza dal confine, perché tale nuova disciplina, integrativa di quella codicistica, vincola anche il preveniente, che è così tenuto, se vuole sopraelevare, all'osservanza della diversa distanza stabilita, senza alcuna facoltà di allineamento (in verticale) all'originaria preesistente costruzione, a meno che la normativa regolamentare non preveda un'espressa eccezione in proposito. 2. Nel caso che in corso di causa succedano alle precedenti norme edilizie altre meno restrittive, il principio dell'immediata applicabilità delle nuove norme trova l'unico limite nell'eventuale giudicato formatosi nella controversia sulla legittimità o meno della costruzione ed è pertanto applicabile anche quando la modifica legislativa sia intervenuta nel corso del giudizio di legittimità, comportando la necessità della cassazione della sentenza impugnata e del rinvio della causa al giudice di merito per il nuovo esame alla stregua del quadro normativo risultante dalla disciplina sopravvenuta, precluso alla Corte di cassazione, a causa dei limiti del suo giudizio. 3. La concessione o l'autorizzazione in sanatoria di una costruzione, ai sensi dell'art. 13 L. 28 febbraio 1985 n. 47 e l'accertamento amministrativo di conformità di tale costruzione agli strumenti normativi generali e di attuazione vigente al momento della realizzazione delle opere ed a quello di presentazione della domanda, che è sotteso alla predetta concessione od autorizzazione, non incide sul diritto del vicino all'osservanza delle distanze prescritte dalla legge o dalla normativa regolamentare ed alla demolizione delle opere eseguite in violazione di queste distanze, ai sensi degli artt. 872 e 873 C.c.

1. Conf. Cass. 9 febbraio 1989 n. 797[R=W9F89797]. Ved. Cass. 15 ottobre 1992 n. 11284R (sulla scelta, definitiva, del preveniente di costruire sul confine). 2. Ved. Cass. 3 settembre 1991 n. 9348[R=W3S919348]. 3. Conf. Cass. 16 novembre 1989 n. 4901 [R=W16N894901] e 16 dicembre 1987 n. 9352[R=W16D879352]. 1a. Ved. nota 1a. a Cass. 15 aprile 1994 n. 3529R. 2a. Ved. nota 1a. a Cass. 7 aprile 1994 n. 3292R.
C.c. artt. 873 ss. C.c. artt. 872 ss. ; L. 28 febbraio 1985 n. 47, art. 13 R

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