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Ultimo aggiornamento
15/03/2020

La prevenzione degli incidenti rilevanti

INDICAZIONI GENERALI (Normativa di riferimento sulla prevenzione degli incidenti rilevanti; Tempistiche applicative; Assetto delle funzioni di governance) - OBBLIGHI GENERALI E DI NOTIFICA (Obblighi generali; Obbligo di notifica e termini per la trasmissione; Contenuti della notifica; Modalità per la trasmissione della notifica) - POLITICA DI PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI RILEVANTI E SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA - RAPPORTO DI SICUREZZA - COSTRUZIONE DI UN NUOVO STABILIMENTO RIR DI SOGLIA SUPERIORE E MODIFICHE - PIANI DI EMERGENZA (Piani di emergenza interna (PEI); Piani di emergenza esterna (PEE)) - URBANIZZAZIONI E TITOLI EDILIZI (Pianificazione urbanistica; Titoli abilitativi edilizi; Verifiche di prevenzione incendi) - QUADRO SANZIONATORIO.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica
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INDICAZIONI GENERALI
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Normativa di riferimento sulla prevenzione degli incidenti rilevanti

La materia è regolata dal D. Leg.vo 26/06/2015, che è volto a recepire la Direttiva 2012/18/UE (cosiddetta “Seveso III”), sulla base della delega conferita al Governo dalla L. 06/08/2013, n. 96 (Legge di delegazione europea 2013), che all’allegato B include appunto la citata direttiva.

Il provvedimento ha abrogato, a far data dal 29/07/2015 - data della sua entrata in vigore:

- il D. Leg.vo 17/08/1999, n. 334 (di attuazione della precedente Direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose, a sua volta abrogata dalla nuova Direttiva 2012/18/UE);

- il D. Leg.vo 21/09/2005, n. 238 (di attuazione della Direttiva 2003/105/CE, che aveva modificato la menzionata Direttiva 96/82/CE, sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose);

- una serie di decreti ministeriali che nel tempo hanno disciplinato taluni aspetti della normativa in attuazione delle disposizioni di rango legislativo ora abrogate.


Il provvedimento ha dunque la finalità di prevenire il rischio di incidenti industriali rilevanti (nel seguito, per brevità, “RIR”) connessi con determinate sostanze pericolose e limitare comunque le conseguenze, derivanti dagli stessi, per la salute umana e per l’ambiente.

Rinviando, per la completa declinazione del campo applicativo del D. Leg.vo 105/2015 e delle esclusioni, all’art. 2 del medesimo, si riportano di seguito le definizioni di stabilimento “di soglia inferiore” e “di soglia superiore”:

- Stabilimento “di soglia inferiore

Uno stabilimento nel quale le sostanze pericolose sono presenti in quantità pari o superiori alle quantità elencate nella colonna 2 della parte 1 o nella colonna 2 della parte 2 dell’Allegato 1 R al D. Leg.vo 105/2015, ma in quantità inferiori alle quantità elencate nella colonna 3 della parte 1, o nella colonna 3 della parte 2 dell’Allegato 1 R, applicando, ove previsto, la regola della sommatoria di cui alla nota 4 del medesimo Allegato 1 R;

- Stabilimento “di soglia superiore

Uno stabilimento nel quale le sostanze pericolose sono presenti in quantità pari o superiori alle quantità elencate nella colonna 3 della parte 1 o nella colonna 3 della parte 2 dell’Allegato 1 R al D. Leg.vo 105/2015, applicando, ove previsto, la regola della sommatoria di cui alla nota 4 del medesimo Allegato 1 R.


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Tempistiche applicative

L’art. 32 del D. Leg.vo 105/2015 prevede alcune norme transitorie, di seguito elencate in forma schematica.


Istruttorie e controlli in corso al 29/07/2015 sulla base del previgente D. Leg.vo 334/1999

Sono concluse dalle medesime autorità previo adeguamento, ove necessario, alle disposizioni di cui al D. Leg.vo 105/2015.

Le predette istruttorie sono comunque concluse entro il 29/07/2016.

Criteri e procedure per la valutazione dei pericoli di incidente rilevante di una particolare sostanza ai fini della comunicazione alla Commissione europea (Allegato A R del D. Leg.vo 105/2015)

LAllegato A R si applica fino alla data di entrata in vigore del decreto ministeriale previsto dallart. 4 del D. Leg.vo 105/2015, comma 2, chiamato a dettare i nuovi criteri e le modalità per leffettuazione di tale valutazione.

Detto decreto è stato emanato con il D.M. 01/07/2016, n. 148, in vigore dal 17/08/2016, data pertanto a partire dalla quale non trova più applicazione lAllegato A R al D. Leg.vo 105/2015.

Forme di consultazione del personale che lavora nello stabilimento sui Piani di emergenza interna (Allegato F R del D. Leg.vo 105/2015)

LAllegato F R si applica fino alla data di entrata in vigore del decreto ministeriale previsto dallart. 20 del D. Leg.vo 105/2015, comma 5, che deve dettare le nuove modalità per lo svolgimento della consultazione.

Detto decreto è stato emanato con il D.M. 06/06/2016, n. 138, in vigore dal 06/08/2016, data pertanto a partire dalla quale non trova più applicazione lAllegato F R al D. Leg.vo 105/2015.

Consultazione della popolazione sui Piani di emergenza esterna (Allegato G R del D. Leg.vo 105/2015)

LAllegato G R si applica fino alla data di entrata in vigore del decreto ministeriale previsto dallart. 21 del D. Leg.vo 105/2015, comma 10, che deve dettare le nuove modalità per lo svolgimento della consultazione.

Detto decreto è stato emanato con il D.M. 29/09/2016, n. 200, in vigore dal 18/11/2016, data pertanto a partire dalla quale non trova più applicazione lAllegato G R al D. Leg.vo 105/2015.


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Assetto delle funzioni di governance

Si evidenzia come, a differenza che nel precedente D. Leg.vo 334/1999, viene chiaramente specificato che le funzioni amministrative elencate nel Capo II del provvedimento sono esercitate dallo Stato in via transitoria in attesa dell’attuazione dell’art. 72 del D. Leg.vo 112/1998.

In pratica viene confermata l’attribuzione provvisoria di funzioni già disposta dal D. Leg.vo 334/1999 (non nell’ambito dell’art. 1 del D. Leg.vo 105/2015 ma in altre parti del decreto, in riferimento essenzialmente alle istruttorie e ai controlli sugli stabilimenti con maggiori quantitativi di sostanze pericolose e alla pianificazione di emergenza) nelle more del loro trasferimento alle Regioni, ai sensi dell’art. 72 del D. Leg.vo 112/1998, ad oggi rimasto inattuato.

Ciò considerato, e considerando altresì che le funzioni amministrative in materia di rischio incidenti rilevanti sono state esercitate sino ad oggi, in via transitoria, dallo Stato (Ministero dell’interno, tramite il Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco e le Prefetture), il D. Leg.vo 105/2015 conferma l’assetto delle competenze previsto dal precedente D. Leg.vo 334/1999, ed attribuisce, fino come detto all’avvenuto trasferimento delle funzioni alle Regioni, al Ministero dell’interno:

- (tramite i Comitati tecnici regionali - CTR) le funzioni istruttorie e di controllo sugli stabilimenti di soglia superiore (vale a dire quelli per i quali è prevista la redazione del rapporto di sicurezza);

- (tramite il Prefetto competente per territorio) le funzioni riguardanti la pianificazione di emergenza esterna degli stabilimenti.

Sono invece direttamente attribuire alle Regioni le funzioni di controllo sugli stabilimenti di soglia inferiore, già previste all’art. 25 del D. Leg.vo 334/1999, comma 2.


Una novità rispetto alle previsioni del D. Leg.vo 334/1999 è invece rappresentata dal rafforzamento del ruolo di indirizzo e coordinamento attribuito al Ministero dell’ambiente, soprattutto attraverso l’istituzione, presso il medesimo Ministero, di un “Coordinamento per l’uniforme applicazione sul territorio nazionale” della normativa introdotta dallo schema in esame, composto da rappresentanti delle amministrazioni centrali e locali interessate, e dagli organi tecnici.

Si rende consultabile, di seguito, uno schema del sistema di governance delineato dalle norme del Capo II (artt. 5-11 del D. Leg.vo 105/2015, fonte: Servizio studi del Senato della Repubblica).




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OBBLIGHI GENERALI E DI NOTIFICA
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Obblighi generali

L’art. 12 del D. Leg.vo 105/2015 impone al gestore, in via generale:

- di adottare tutte le misure necessarie a prevenire gli incidenti rilevanti e a limitarne le conseguenze;

- di dimostrare alle competenti autorità, specie in occasione di controlli ed ispezioni, l’effettivo adempimento delle disposizioni del decreto in esame.


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Obbligo di notifica e termini per la trasmissione

L’articolo 13 del D. Leg.vo 105/2015, che recepisce, integrandole, le disposizioni dell’art. 7 della Direttiva, prevede, in capo al gestore dello stabilimento RIR, l’obbligo di trasmettere una notifica redatta secondo le modalità stabilite dal medesimo articolo. Lo stesso articolo elenca i soggetti a cui deve essere trasmessa la notifica:

- Ministero dell’ambiente, tramite l’ISPRA N1;

- Prefettura;

- Comune;

- Comando Provinciale dei Vigili del fuoco.

L’articolo disciplina altresì i termini di trasmissione, confermando quelli previsti dalla normativa previgente, e cioè:

- 180 giorni per gli stabilimenti nuovi;

- un anno per tutti gli altri casi.


I suddetti termini vengono integrati con l’aggiunta di un termine di 60 giorni prima delle modifiche che comportano un cambiamento dell’inventario delle sostanze pericolose.

Si segnala infine come il comma 3 dell’art. 13 del D. Leg.vo 105/2015 esonera dall’obbligo di inviare una nuova notifica il gestore di quegli stabilimenti che, prima del 01/06/2015, ha già trasmesso la notifica, ai sensi del D. Leg.vo 334/1999, a condizione che le informazioni contenute nella notifica soddisfino i requisiti informativi fissati dal comma 2 del menzionato art. 13 del D. Leg.vo 105/2015 e siano rimaste invariate.

Si segnala infine che sono previsti dal comma 7 dell’art. 13 del D. Leg.vo 105/2015casi in cui il gestore è tenuto ad aggiornare la notifica (tra cui le modifiche o la chiusura dello stabilimento o modifiche significative all’inventario delle sostanze). Tale disposizione è integrata da quella dettata dal comma 8, che impone al gestore di informare le autorità destinatarie della notifica dell’avvio delle attività, a seguito di nuove costruzioni o modifiche, come già disposto in precedenza all’art. 6 del D. Leg.vo 334/1999, comma 6-bis.


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Contenuti della notifica

In riferimento ai contenuti, il comma 2 dell’art. 13 del D. Leg.vo 105/2015, cui si rinvia per dettagli, dispone che la notifica deve contenere tutte le informazioni elencate nel comma medesimo.

Si tratta delle stesse informazioni previste dall’art. 7, paragrafo 1, della Direttiva, che integrano quelle già previste dalla disciplina nazionale vigente.

Le informazioni aggiuntive da notificare riguardano “la quantità e lo stato fisico della sostanza pericolosa o delle sostanze pericolose”, nonché le “informazioni, se disponibili, sugli stabilimenti adiacenti, su siti che non rientrano nell’ambito di applicazione del presente decreto, aree e sviluppi edilizi”.

Il comma 4 dell’art. 13 del D. Leg.vo 105/2015 impone al gestore di inviare, unitamente alla notifica, anche le ulteriori informazioni indicate nelle sezioni informative del modulo di cui all’Allegato 5 R.

Tale disposizione è funzionale all’attuazione dell’articolo 14, paragrafo 1, della Direttiva, in quanto tali informazioni “saranno utilizzate ai fini dell’informazione per il pubblico e per le autorità competenti”.


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Modalità per la trasmissione della notifica

Per quanto riguarda le modalità di trasmissione, l’art. 13 del D. Leg.vo 105/2015 in esame dispone che la notifica deve essere sottoscritta nelle forme dell’autocertificazione e resa con le modalità di cui al comma 5 (che disciplina strumenti e modalità di invio telematico della notifica tramite l’inventario degli stabilimenti RIR tenuto dall’ISPRA, disponibile sul sito web del Ministero dell’ambiente N2), secondo il modulo riportato in Allegato 5 R.


Nelle more dell’attivazione da parte dell’ISPRA del servizio di invio telematico tramite l’inventario, si prevede l’invio della notifica e delle informazioni di cui all’Allegato 5 R attraverso la posta elettronica certificata (PEC) e con firma digitale agli enti già in precedenza elencati.

A tale fine ISPRA ha predisposto un applicativo web che i gestori possono utilizzare dal 15/04/2016 per trasmettere le notifiche al MATTM, tramite ISPRA, ed agli altri destinatari previsti dall’art. 13 del D. Leg.vo 105/2016 e sopra indicati. Fino al 31/05/2016 i gestori possono continuare ad utilizzare la modalità precedentemente utilizzata (invio del modello di cui all’Allegato 5 R del D. Leg.vo 105/2015 sotto forma di autocertificazione firmata digitalmente, da inviare tramite PEC agli enti già in precedenza elencati). Viceversa, dal 01/01/2016 l’invio è possibile solo per via telematica tramite l’applicativo web messo a disposizione da ISPRA all’indirizzo


Il nuovo sistema, ad uso esclusivo dei gestori, prevede una prima fase di registrazione a cui segue una richiesta di abilitazione all’inserimento dei dati; dopo essere stato abilitato al servizio il gestore potrà inserire i dati relativi alle notifiche per uno o più stabilimenti mediante le procedure previste (ISPRA ha messo a disposizione all’interno dell’applicativo delle guide all’effettuazione delle operazioni descritte).

Le attività per la verifica delle informazioni contenute nella notifica sono effettuate da ISPRA, con oneri a carico dei gestori, sulla base delle tariffe indicate nell’Appendice 1 all’Allegato I R del D. Leg.vo 105/2015.



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POLITICA DI PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI RILEVANTI E SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA

L’art. 14 del D. Leg.vo 105/2015impone al gestore l’obbligo:

- di redigere il documento relativo alla politica di prevenzione degli incidenti rilevanti (PPIR) secondo le linee guida definite dall’Allegato B R (che sostituiscono le linee guida per l’attuazione del sistema di gestione della sicurezza stabilite dal D.M. 09/08/2000);

- di allegare al citato documento anche il programma per l’attuazione del sistema di gestione della sicurezza (SGS), il cui fine è quello di assicurare un idoneo livello di protezione, indicare gli obiettivi generali, i principi di azione del gestore, il ruolo e la responsabilità degli organi direttivi, nonché garantire l’impegno al continuo miglioramento del controllo dei pericoli di incidenti rilevanti.


Relativamente alla tempistica per il deposito del PPIR-SGS presso la sede dello stabilimento, l’articolo in esame distingue i seguenti casi:

- per gli stabilimenti nuovi è previsto un termine di 180 giorni prima dell’inizio della costruzione o delle modifiche che comportano un cambiamento dell’inventario delle sostanze pericolose N3;

- in tutti gli altri casi è previsto un termine di un anno dalla data a decorrere dalla quale il decreto in esame si applica allo stabilimento.


Per gli stabilimenti per i quali, anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto, il gestore ha già predisposto il PPIR ai sensi del precedente D. Leg.vo 334/1999, non è richiesta una nuova redazione del documento, a condizione che le informazioni contenute in quello esistente soddisfino i criteri indicati dal nuovo provvedimento e siano rimaste invariate.

Il PPIR deve essere riesaminato ogni 2 anni e comunque in caso di modifica o di aggravio del rischio.

Quanto infine all’attuazione del SGS, il decreto prevede:

- per i nuovi stabilimenti, l’attuazione contestualmente all’inizio dell’attività;

- in tutti gli altri casi, un termine di un anno dalla data a decorrere dalla quale il decreto in esame si applica allo stabilimento.



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RAPPORTO DI SICUREZZA

L’art. 15 del D. Leg.vo 105/2015, confermando nella sostanza quanto previsto dalla legislazione previgente (art. 8 del D. Leg.vo 334/1999), prevede, al comma 1, l’obbligo di redazione del rapporto di sicurezza, comprensivo del PPIR-SGS che costituisce parte integrante del rapporto stesso, per gli stabilimenti RIR di soglia superiore.

Relativamente al contenuto informativo del rapporto di sicurezza si fa rinvio:

- all’Allegato 2 R, per quanto riguarda l’individuazione dei dati e delle informazioni minime che devono figurare nel rapporto di sicurezza;

- all’Allegato C R, per quanto riguarda i criteri, i dati e le informazioni occorrenti per la redazione del rapporto di sicurezza, i criteri per l’adozione di misure specifiche in relazione ai diversi tipi di incidenti, nonché i criteri per la valutazione del rapporto medesimo da parte dell’autorità competente.


Per quanto riguarda i termini per l’invio del rapporto di sicurezza all’autorità competente (vale a dire al Comitato Tecnico Regionale - CTR - di cui all’art. 10), si prevede:

- per gli stabilimenti nuovi l’invio prima dell’inizio dell’attività o delle modifiche che comportano un cambiamento dell’inventario delle sostanze pericolose;

- in tutti gli altri casi l’invio entro due anni dalla data a decorrere dalla quale il decreto in esame si applica allo stabilimento.

Si prevede l’esonero dall’obbligo di invio per i gestori che hanno già trasmesso all’autorità competente il rapporto di sicurezza, a condizione che le informazioni soddisfino i criteri previsti dal D. Leg.vo 105/2015 e siano rimaste invariate.


Quanto al riesame del rapporto di sicurezza, l’art. 15 del R, comma 8, prevede che - fermo restando il riesame biennale obbligatorio del PPIR-SGS - il gestore è tenuto a riesaminare il documento in oggetto nei seguenti casi:

- in caso di modifiche che potrebbero costituire aggravio del preesistente livello di rischio di incidenti rilevanti o potrebbero comportare la riclassificazione di uno stabilimento di soglia inferiore in uno di soglia superiore o viceversa N4;

- a seguito di un incidente rilevante nello stabilimento;

- in qualsiasi altro momento, su iniziativa propria o su richiesta del Ministero dell’ambiente o del CTR, qualora fatti nuovi lo giustifichino o in considerazione delle nuove conoscenze tecniche in materia di sicurezza derivanti, per esempio, dall’analisi degli incidenti o, nella misura del possibile, dei “quasi incidenti” e dei nuovi sviluppi delle conoscenze nel campo della valutazione dei pericoli, o a seguito di modifiche legislative o dell’adozione dei decreti ministeriali previsti dal decreto in esame;

- comunque ogni 5 anni.



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COSTRUZIONE DI UN NUOVO STABILIMENTO RIR DI SOGLIA SUPERIORE E MODIFICHE

Per poter avviare i lavori, il gestore è tenuto a redigere un rapporto preliminare di sicurezza e ad ottenere il rilascio del NOF (nulla osta di fattibilità) da parte del CTR (art. 16, comma 1). Solo una volta ottenuto il NOF e prima di avviare le attività, il gestore può procedere alla redazione del rapporto di sicurezza nella sua versione definitiva.

La valutazione positiva del rapporto dì sicurezza definitivo da parte del CTR (valutazione che avverrà secondo le procedure definite dall’art. 17 del D. Leg.vo 105/2015) permetterà al gestore di ottenere il parere tecnico conclusivo necessario per consentire l’avvio delle attività dello stabilimento (art. 16, comma 2).

In tutti i casi di modifiche che potrebbero costituire aggravio del preesistente livello di rischio di incidenti rilevanti N5 o potrebbero comportare la riclassificazione di uno stabilimento di soglia inferiore in uno di soglia superiore o viceversa, il gestore:

- riesamina e se necessario aggiorna la notifica corredata delle sezioni informative del modulo di cui all’Allegato 5;

- riesamina e se necessario aggiorna il documento concernente la politica di prevenzione degli incidenti rilevanti ed il sistema di gestione della sicurezza;

- riesamina e se necessario aggiorna il rapporto di sicurezza, trasmettendo al CTR le informazioni necessarie per l’avvio dell’istruttoria di valutazione;

- comunica la modifica ai fini della verifica di assoggettabilità (screening) all’autorità competente in materia di impatto ambientale, che si pronuncia entro un mese.



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PIANI DI EMERGENZA
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Piani di emergenza interna (PEI)

I gestori di stabilimenti di soglia superiore devono predisporre il Piano di emergenza interna (PEI), entro termini diversificati a seconda che si riferiscano a stabilimenti di nuova costruzione, preesistenti o di diversa natura. Si veda la tabella seguente.


Stabilimenti nuovi

Prima di iniziare l’attività oppure prima delle modifiche che comportano un cambiamento nell’inventario delle sostanze pericolose

Stabilimenti preesistenti

Entro il 01/06/2016, a meno che il Piano di emergenza interno già predisposto ai sensi del precedente D. Leg.vo 334/1999 contenga tutte le informazioni necessarie, da trasmettere all’autorità competente alla redazione del Piano di emergenza esterna, sia comunque conforme alla nuova normativa e le informazioni non siano comunque cambiate.

Altri stabilimenti

Entro un anno dal momento in cui il D. Leg.vo 105/2015 si rende applicabile allo stabilimento stesso.


Il PEI deve prevedere misure che siano in grado di:

- minimizzare e contenere gli effetti di un incidente rilevante;

- garantire le misure necessarie ad assicurare la protezione dell’uomo e dell’ambiente circostante;

- dare opportuna informazione a popolazione, lavoratori ed autorità locali competenti e definire le azioni volte al ripristino ed al disinquinamento dell’ambiente a seguito di incidente rilevante.

In ordine ai lavoratori la norma prevede modalità di consultazione - definite con atti secondari ai sensi del comma 5 dell’art. 20 - che includono quelli delle imprese subappaltatrici a lungo termine operanti nel sito; alla stessa stregua - ai sensi del comma 3 - essi sono inclusi (con il personale che opera nello stabilimento) nella consultazione, da effettuare almeno ogni tre anni, per l’eventuale aggiornamento del PEI.

Contestualmente all’adozione del PEI il gestore è tenuto a trasmettere all’autorità competente (comma 4) tutte le informazioni utili per l’elaborazione del Piano di emergenza esterna (PEE) di cui all’art. 21 del D. Leg.vo 105/2015.

Gli stabilimenti di soglia inferiore non sono obbligati alla predisposizione del piano di emergenza interna e gestiscono eventuali emergenze interne connesse alla presenza di sostanze pericolose in base alle indicazioni fornite dal Sistema di Gestione della Sicurezza.


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Piani di emergenza esterna (PEE)

I Piani di emergenza esterna (PEE) vanno predisposti anche per gli stabilimenti di soglia inferiore. La procedura vede l’iniziativa del Prefetto (il quale, quando dispone che si rediga il PEE, ne coordina l’attuazione) d’intesa con la Regione e gli enti locali interessati e sentita l’autorità competente in materia di rischio di incidente rilevante.



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URBANIZZAZIONI E TITOLI EDILIZI
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Pianificazione urbanistica

Considerata l’esigenza di adottare, nelle zone interessate dagli stabilimenti, requisiti minimi di sicurezza in materia di pianificazione territoriale, si prevede l’adozione di un decreto ministeriale che contenga linee guida in materia di assetto del territorio e per la formazione degli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica e stabilisca i requisiti minimi di sicurezza. Nelle more, continua ad applicarsi il D. Min. LL.PP. 09/05/2001 recante “Requisiti minimi di sicurezza in materia di pianificazione urbanistica e territoriale per le zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante”.

In ogni caso, gli strumenti di pianificazione urbanistica a livello comunale comprendono un elaborato tecnico denominato “Rischio di incidenti rilevanti (di seguito, ERIR), relativo al controllo dell’urbanizzazione nelle aree in cui sono presenti stabilimenti. Tale elaborato tecnico è predisposto secondo quanto stabilito dal decreto di cui sopra, ed è aggiornato in occasione di ogni variazione allo strumento urbanistico vigente che interessi le aree di danno degli stabilimenti, che modifichino l’area di danno, e comunque almeno ogni cinque anni.

Inoltre, gli strumenti di pianificazione recepiscono gli elementi pertinenti del Piano di emergenza esterna, che devono pertanto essere acquisiti presso il Prefetto.


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Titoli abilitativi edilizi

I titoli abilitativi edilizi devono essere ovviamente rilasciati nel rispetto delle disposizioni e degli strumenti di pianificazione nonché - in particolare - dell’ERIR.

In caso di mancata adozione di tale elaborato tecnico, i titoli abilitativi edilizi sono rilasciati qualora il progetto sia conforme ai requisiti minimi di sicurezza, come definiti nel decreto che dovrà essere emanato (e, nelle more, nel menzionato D.M. 09/05/2001), previo parere tecnico del CTR sui rischi connessi alla presenza dello stabilimento, rilasciato sulla base delle informazioni fornite dai gestori degli stabilimenti.


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Verifiche di prevenzione incendi

Le modalità di svolgimento delle verifiche di prevenzione incendi per le attività di cui all’Allegato I R del D.P.R. 151/2011 presenti all’interno di stabilimenti di soglia superiore sono disciplinate dall’Allegato L R al D. Leg.vo 105/2015.

Gli atti conclusivi dei procedimenti di valutazione del rapporto di sicurezza sono inviati dal CTR agli organi competenti perché ne tengano conto nell’ambito delle procedure relative alle istruttorie tecniche previste in materia ambientale, di sicurezza sul lavoro, sanitaria e urbanistica (in particolare nell’ambito dei procedimenti elencato al comma 2 dell’art. 31 del D. Leg.vo 105/2015).



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QUADRO SANZIONATORIO

Il quadro sanzionatorio delineato dal D. Leg.vo 105/2015 ricalca sostanzialmente quanto previsto in precedenza dall’art. 27 del D. Leg.vo 334/1999, e punisce dunque a titolo di contravvenzione la violazione degli obblighi di prevenzione, con una essenziale differenza: se in precedenza era prevista la pena dell’arresto, l’art. 28 punisce le medesime condotte con la pena alternativa dell’arresto o dell’ammenda, consentendo così l’applicazione dell’istituto dell’oblazione.

La nuova disciplina prevede dunque dal punto di vista penale, per le stesse condotte, un quadro sanzionatorio attenuato rispetto al precedente.

Tale quadro sanzionatorio, con l’entrata in vigore della riforma e la contestuale abrogazione del D. Leg.vo 334/1999, trova applicazione anche alle infrazioni già contestate, sulla base del principio del favor rei.

La tabella compendia le sanzioni previste dal D. Leg.vo 105/2010, ponendole con quelle di cui al quadro normativo previgente.


CONDOTTA

NORMATIVA PREVIGENTE (ART. 27 D. LEG.VO 334/1999)

NORMATIVA ATTUALE (ART. 28 D. LEG.VO 105/2015)

Mancata presentazione della notifica o del rapporto di sicurezza; mancata definizione della politica di prevenzione

Arresto fino a un anno (comma 1)

Arresto fino a un anno o ammenda da 15.000 a 90.000 euro (comma 1)

Mancata presentazione delle informazioni previste dall’Allegato 5

Arresto fino a 3 mesi

Arresto fino a 3 mesi o ammenda da 10.000 a 60.000 euro (comma 2)

Violazione delle prescrizioni; violazione degli obblighi previsti al verificarsi di incidente rilevante

Arresto da 6 mesi a 3 anni (comma 3), salvo che il fatto costituisca più grave reato

Arresto da 6 mesi a 3 anni o ammenda da 15.000 a 120.000 euro (comma 3), salvo che il fatto costituisca più grave reato

Mancata attuazione del sistema di gestione della sicurezza

Arresto da 3 mesi a un anno o ammenda da 15.000 a 90.000 euro (comma 5)

Arresto da 3 mesi a un anno o ammenda da 15.000 a 90.000 euro (comma 4)

Mancato aggiornamento del rapporto di sicurezza o del documento sulla politica di prevenzione

Arresto fino a 3 mesi (comma 6)

Arresto fino a 3 mesi o ammenda di 20.000 euro (comma 5)

Mancata comunicazione al prefetto delle informazioni necessarie per il piano di emergenza esterna e mancata predisposizione del piano di emergenza interna

Sanzione amministrativa pecuniaria da 15.493 a 92.962 euro (comma 7)

Sanzione amministrativa pecuniaria da 15.000 a 90.000 euro (senza pagamento in misura ridotta) (comma 6)

Diffusione dei dati e delle informazioni riservate relative allo stabilimento

Reclusione fino a 2 anni (comma 8 che rinvia all’art. 623 del Codice penale)

Reclusione fino a 2 anni (comma 7 che rinvia all’art. 623 del Codice penale)



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  • Impatto ambientale - Autorizzazioni e procedure

L’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)

COSA È L’ AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE (AIA) (Finalità dell’AIA e normativa di riferimento; Autorizzazioni e provvedimenti sostituiti dall’AIA; Rapporti tra AIA e Valutazione di impatto ambientale (VIA); Rapporti tra AIA e altre autorizzazioni non ambientali e/o edilizie) - INTERVENTI SOGGETTI AD AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE (AIA) (Campo di applicazione dell’AIA; Esclusioni; Competenza al rilascio dell’AIA; Tabella completa impianti soggetti ad Autorizzazione integrata ambientale) - DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE (Contenuti della domanda di AIA in sede statale; Modulistica per la domanda di AIA in sede statale; Domanda di AIA in sede regionale o delle Province autonome; La relazione di riferimento per le attività che utilizzano sostanze pericolose; Oneri istruttori e spese per rilievi, accertamenti e sopralluoghi) - PROCEDIMENTO DI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE (Presentazione della domanda e verifica; Pubblicazione dei dati sulla domanda e osservazioni del pubblico; Istruttoria e acquisizione di atti e prescrizioni; Coordinamento autorizzazioni su parti diverse della stessa installazione; Conclusione del procedimento; Accordi tra gestore ed enti pubblici per impianti di preminente interesse nazionale; Direttiva per la conduzione dei procedimenti di AIA) - PROVVEDIMENTO DI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE (Condizioni per il rilascio dell’AIA; Contenuto dell’AIA) - RINNOVO O RIESAME DELL’AIA, MODIFICHE AGLI IMPIANTI (Rinnovo o riesame dell’AIA; Modifiche degli impianti sottoposti ad Autorizzazione integrata ambientale) - SANZIONI (Diffida, sospensione attività e chiusura installazione; Sanzioni penali e amministrative.
A cura di:
  • Alfonso Mancini
  • Studio Groenlandia
  • Prevenzione Incendi

Norme di Prevenzione incendi

NORMATIVA TECNICA DI PREVENZIONE INCENDI (Codice di prevenzione incendi (RTO) e successive modifiche; Attività “normate” e “non normate” ai fini della normativa di prevenzione incendi; Cessazione del “doppio binario” e normativa di prevenzione incendi applicabile; Norme tecniche alternative al Codice di prevenzione incendi; Attività cui si applica la RTO e possibili eccezioni) - REGOLE TECNICHE DI PREVENZIONE INCENDI E CHIARIMENTI; (Lavorazione, trasporto e distribuzione di gas infiammabili; Impianti di distribuzione carburanti e ricarica veicoli elettrici; Depositi o rivendite di alcoli; Autodemolizioni; Locali di pubblico spettacolo e impianti sportivi; Alberghi e strutture ricettive; Scuole; Ospedali e strutture sanitarie; Attività commerciali; Uffici; Biblioteche, archivi, musei, gallerie, edifici tutelati in genere; Impianti termici; Autorimesse, parcheggi, locali per ricovero natanti e aeromobili; Edifici di civile abitazione e condomini; Stazioni, aerostazioni, porti e metropolitane; Interporti; Gallerie stradali e ferroviarie; Varie).
A cura di:
  • Alfonso Mancini
  • Prevenzione Incendi
  • Scuole
  • Edilizia scolastica
  • Edilizia e immobili

Antincendio scuole e asili nido: classificazione, normativa, adeguamento

CLASSIFICAZIONE DELLE SCUOLE A FINI DI PREVENZIONE INCENDI - NORME DI PREVENZIONE INCENDI PER LE STRUTTURE SCOLASTICHE - ADEGUAMENTO STRUTTURE SCOLASTICHE ESISTENTI (Ultima proroga al 31/12/2021; Definizione di priorità ai sensi del D.M. 21/03/2018; Classificazione delle scuole e requisiti per quelle di minori dimensioni; Adempimenti burocratici; Asili nido).
A cura di:
  • Alfonso Mancini
  • Prevenzione Incendi
  • Uffici e luoghi di lavoro

Prevenzione incendi nei luoghi di lavoro

OBBLIGHI DI CARATTERE GENERALE - VALUTAZIONE DEL RISCHIO INCENDIO (Revisione della valutazione dei rischi di incendio) - MISURE DI CARATTERE ORGANIZZATIVO E TECNICO (Designazione e formazione degli addetti; Misure di carattere generale; Vie e uscite di emergenza; Misure per la rivelazione e l'allarme in caso di incendio; Mezzi per l’estinzione dell’incendio - Manutenzione e controllo; Controlli e manutenzione sulle misure di protezione antincendio; Informazione e formazione dei lavoratori) - PIANO E MISURE DI EMERGENZA (Contenuti e criteri di redazione del piano di emergenza; Assistenza alle persone disabili in caso di incendio) - RAPPORTO CON LA NORMATIVA ANTINCENDIO - SANZIONI - PREVENZIONE INCENDI PER LA PROGETTAZIONE, COSTRUZIONE E L’ESERCIZIO DI EDIFICI E/O LOCALI DESTINATI AD UFFICI.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica
  • Ospedali e strutture sanitarie
  • Prevenzione Incendi

Antincendio strutture sanitarie: classificazione, normativa, adeguamento

CLASSIFICAZIONE STRUTTURE SANITARIE A FINI DI PREVENZIONE INCENDI - NORME DI PREVENZIONE INCENDI PER LE STRUTTURE SANITARIE - ADEGUAMENTO DELLE STRUTTURE SANITARIE ESISTENTI AL 26/12/2012 (Fondi per l’edilizia sanitaria e piano di adeguamento; Termini di adeguamento per le strutture sanitarie ospedaliere o residenziali; Termini di adeguamento per le strutture sociosanitarie (ambulatori specialistici).
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica