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D. Min. Economia e Fin. 26/06/2015

Monitoraggio semestrale del patto di stabilità interno per l'anno 2015 per le città metropolitane, le province ed i comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti.
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[Premessa]



IL RAGIONIERE GENERALE DELLO STATO


Visto il comma 1 dell’art. 31 della legge 12 novembre 2011, n. 183 (legge di stabilità 2012) che prevede che, ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica, le province e i comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti concorrono alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica;

Visto il comma 19 dell’art. 31 della predetta legge n. 183 del 2011, come modificato dal comma 494, lettere a) e b), dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015), che, per il monitoraggio degli adempimenti relativi al patto di stabilità interno e per l’acquisizione di elementi informativi utili per la finanza pubblica anche relativamente alla loro situazione debitoria, dispone che le province e i comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti trasmettono semestralmente al Ministero dell’economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, utilizzando il sistema web appositamente previsto per il patto di stabilità interno nel sito web http:/pattostabilitainterno.tesoro.it le informazioni riguardanti le risultanze in termini di competenza mista, attraverso un prospetto e con le modalità definiti con decreto del predetto Ministero, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali. Con riferimento al primo semestre, il prospetto è trasmesso entro trenta giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto di cui al periodo precedente; il prospetto del secondo semestre è trasmesso entro trenta giorni dalla fine del periodo di riferimento;

Visto il comma 2 dell’art. 31 della legge n. 183 del 2011, come modificato dall’art. 1, comma 489, lettere da a) a e), della legge n. 190 del 2014 che definisce le modalità di calcolo dell’obiettivo di saldo finanziario, espresso in termini di competenza mista, attribuito a ciascun ente locale assoggettato alla disciplina del patto di stabilità interno;

Visto l’art. 1, comma 16, della legge 7 aprile 2014, n. 56, che prevede che dal 1° gennaio 2015 le città metropolitane subentrano alle province omonime e succedono ad esse in tutti i rapporti attivi e passivi e ne esercitano le funzioni, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica e degli obiettivi del patto di stabilità interno;

Visto l’art. 1, comma 146, della legge n. 56 del 2014, che prevede che le città metropolitane e le province trasformate ai sensi della medesima legge, fino a una revisione del patto di stabilità che tenga conto delle funzioni a esse attribuite, sono tenute a conseguire gli obiettivi di finanza pubblica assegnati alle province di cui alla legislazione previgente ovvero alle quali subentrano;

Visto il comma 104 dell’art. 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56 che, abrogando i commi da 1 a 13 dell’art. 16 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, dispone, tra l’altro, che le unioni costituite dai comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti non sono più assoggettate alla disciplina del patto di stabilità interno prevista per i comuni avente corrispondente popolazione;

Visto il comma 3, primo periodo, dell’art. 31 della legge n. 183 del 2011, che dispone che il saldo finanziario tra entrate finali e spese finali calcolato in termini di competenza mista è costituito dalla somma algebrica degli importi risultanti dalla differenza tra accertamenti e impegni, per la parte corrente, e dalla differenza tra incassi e pagamenti, per la parte in conto capitale, al netto delle entrate derivanti dalla riscossione di crediti e delle spese derivanti dalla concessione di crediti, come riportati nei certificati di conto consuntivo;

Visto il comma 3, secondo e terzo periodo, dell’art. 31 della legge n. 183 del 2011 che dispone che nel saldo di cui al primo periodo rilevano gli stanziamenti di competenza del Fondo crediti di dubbia esigibilità. Sulla base delle informazioni relative al valore degli accantonamenti effettuati sul Fondo crediti di dubbia esigibilità per l’anno 2015 acquisite con specifico monitoraggio, le percentuali di cui al comma 2 riferite alle province e città metropolitane, relative alla determinazione degli obiettivi programmatici 2015, possono essere modificate;

Visto il comma 7 dell’art. 31 della legge n. 183 del 2011, che esclude dal saldo finanziario rilevante ai fini della verifica del rispetto del patto di stabilità interno, gli accertamenti, per la parte corrente, e le riscossioni, per la parte in conto capitale, delle risorse provenienti dallo Stato per l’attuazione delle ordinanze emanate dal Presidente del Consiglio dei ministri a seguito di dichiarazione dello stato di emergenza, nonché gli impegni di

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Articolo unico

1. Le città metropolitane, le province e i comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti, in applicazione del comma 19 dell’art. 31 della legge 12 novembre 2011, n. 183

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Allegato - Monitoraggio del patto di stabilità interno

Il presente allegato definisce le regole, le modalità e i modelli di rilevazione del monitoraggio del patto di stabilità interno per l’anno 2015 ed è strutturato secondo il seguente schema:

A. ISTRUZIONI GENERALI

A.1. Prospetti da compilare e regole per la trasmissione

A.2. Specifiche sui prospetti del monitoraggio

A.3. Creazione di nuove utenze

A.4. Requisiti informatici per l’applicazione web del patto di stabilità interno

A.5. Altri riferimenti e richieste di supporto

B. ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEI MODELLI MONIT/15 PER LE CITTÀ METROPOLITANE, LE PROVINCE ED I COMUNI CON POPOLAZIONE SUPERIORE A 1.000 ABITANTI.

B.1. Esclusioni dal saldo utile ai fini del monitoraggio del patto di stabilità interno

B.1.1 Risorse e spese correlate a dichiarazione di stato di emergenza

B.1.2 Risorse e spese correlate a dichiarazione di grande evento

B.1.3 Risorse provenienti dall’Unione Europea e spese connesse

B.1.4 Chiarimenti applicativi sulle esclusioni di cui ai punti B.1.1,

B.1.2 e B.1.3

B.1.5 Risorse connesse al Piano generale di censimento

B.1.6 Spese sostenute dal comune di Campione di Italia

B.1.7 Spese per gli interventi di edilizia scolastica

B.1.8 Federalismo demaniale

B.1.9 Spese in conto capitale e proventi derivanti dalla dismissione totale o parziale di partecipazioni in società

B.1.10 Risorse per interventi relativi al progetto approvato dal CIPE con deliberazione n. 57/2011 (TAV)

B.1.11 Rimborso rate di ammortamento dei mutui da parte dello Stato

B.1.12 Esclusione degli investimenti connessi alla realizzazione dei progetti presentati dalla città designata “Capitale italiana della cultura”

B.1.13 Esclusione dei pagamenti dei debiti in conto capitale

B.1.14 Esclusione delle spese sostenute per interventi di rimozione dei passaggi a livello

B.1.15 Esclusione delle spese sostenute dal comune di Casale Monferrato per interventi di bonifica dall’amianto

B.1.16 Esclusione delle entrate derivanti dal Fondo di rotazione per assicurare la stabilità finanziaria degli enti locali

B.1.17 Esclusione delle spese sostenute con risorse proprie dai comuni interessati dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012

B.1.18 Esclusione dei trasferimenti regionali, nonché le correlate spese, riguardanti gli interventi sociali e socio-sanitari gestiti all’interno dei bilanci dei comuni capofila PLUS della regione Sardegna

B.1.19 Esclusione del contributo di 530 milioni di cui al comma 10 dell’art. 8 del decreto-legge n. 78 del 2015

B.1.20 Esclusione delle spese sostenute dai comuni sede delle città metropolitane a valere sulla quota di cofinanziamento

B.2. Alcune precisazioni

B.2.1 Fondo pluriennale vincolato

B.2.2 Fondo crediti di dubbia esigibilità

B.2.3 Fondo di rotazione per assicurare la stabilità finanziaria degli enti locali

B.2.4 Patto orizzontale nazionale

B.2.5 Certificazione dei tempi di pagamento in attuazione dell’articolo 41 della legge 24 aprile 2014, n. 66

B.2.6 Trasferimenti statali e regionali

B.2.7 Verifica del rispetto del patto di stabilità interno

C. INDICAZIONI OPERATIVE INERENTI ALL’ INVIO DEI DATI


A. ISTRUZIONI GENERALI

A.1. Prospetti da compilare e regole per la trasmissione

Le città metropolitane, le province ed i comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti compilano semestralmente il prospetto MONIT/15 allegato al presente decreto inserendo i dati richiesti in migliaia di euro.

Le risultanze del patto di stabilità interno devono essere trasmesse esclusivamente tramite l’applicazione web predisposta dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato.

Le regole per l’accesso all’applicazione web ed al suo utilizzo sono consultabili all’indirizzo: http:/www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/e-GOVERNME1/Patto-di-S/regole-p....


A.2. Specifiche sui prospetti del monitoraggio

Cumulabilità - I modelli devono essere compilati dagli enti con riferimento a ciascun semestre, indicando i dati cumulati a tutto il periodo di riferimento (es.: i dati concernenti il primo semestre devono essere riferiti al periodo che inizia il 1° gennaio e termina il 30 giugno 2015).

Il sistema effettua un controllo di cumulabilità che prevede il blocco della procedura di acquisizione qualora i dati del secondo semestre risultino inferiori a quelli del semestre precedente. Per le voci di parte corrente, poiché è possibile che gli impegni siano provvisori, non è previsto il blocco ma solo un messaggio di avvertimento di cui l’ente dovrà tener conto per la corretta quadratura dei dati.

Variazioni - In presenza di errori materiali di inserimento ovvero di imputazione, è necessario rettificare il modello relativo al semestre cui si riferisce l’errore.

Dati provvisori - Relativamente all’invio di dati provvisori, si rappresenta che il monitoraggio del patto dovrebbe contenere, in linea di principio, dati definitivi (in particolar modo con riferimento alle voci in conto capitale considerate in termini di cassa); tuttavia, qualora la situazione trasmessa non sia quella definitiva, è necessario apportare le variazioni non appena saranno disponibili i dati definitivi. Al riguardo, con riferimento al monitoraggio del secondo semestre, si fa presente che, nel caso ne sussistano i presupposti, i dati sono modificabili entro sessanta giorni dal termine di legge stabilito per l’approvazione del rendiconto di gestione 2015. Trascorso tale termine l’ente non può più apportare variazioni ai dati trasmessi salvo che nei seguenti casi:

1. se rileva, rispetto a quanto già trasmesso, un peggioramento del proprio posizionamento rispetto all’obiettivo del patto di stabilità interno (articolo 31, comma 20 -bis, della legge n. 183 del 2011) e cioè:

a) in caso di mancato rispetto del patto di stabilità interno, se si accerta una maggiore differenza fra saldo finanziario conseguito e obiettivo programmatico, rispetto ai dati precedentemente trasmessi.

Ad esempio, se l’obiettivo è pari a 10 e l’ente ha inizialmente comunicato un risultato di -5, se accerta successivamente un risultato di -10, è tenuto a variare i dati del monitoraggio e a trasmettere una nuova certificazione;

b) se le nuove risultanze contabili, contrariamente alle precedenti, attestano il mancato rispetto del patto di stabilità interno. Ad esempio, se l’obiettivo è pari a 10 e l’ente ha inizialmente comunicato un risultato di 15, se accerta successivamente un risultato di -10, è tenuto a variare i dati del monitoraggio e a trasmettere una nuova certificazione;

c) in caso di rispetto del patto di stabilità interno, se si accerta una minore differenza fra saldo finanziario conseguito e obiettivo programmatico, rispetto ai dati precedentemente trasmessi. Ad esempio, se l’obiettivo è pari a 10 e l’ente ha inizialmente comunicato un risultato di 20, se accerta successivamente un risultato di 15, è tenuto a variare i dati del monitoraggio e a trasmettere una nuova certificazione.

2. a seguito di accertamento successivo della violazione del patto di stabilità interno (articolo 31, commi 28 e 29, della legge n. 183 del 2011). In tal caso, l’ente locale inadempiente è tenuto a rettificare i dati inseriti in sede di monitoraggio del patto di stabilità interno e ad inviare una nuova certificazione del saldo finanziario di competenza mista conseguito entro trenta giorni dal predetto accertamento.


A.3. Creazione di nuove utenze

Per la creazione di nuove utenze (User-ID e password) e per la loro abilitazione al sistema di rilevazione dei dati, è necessario che ciascun ente comunichi o mediante la pagina del sito http:/pattostabilitainterno.tesoro.it/Patto/, oppure inviando all’indirizzo di posta elettronica assistenza. cp@tesoro.it, le informazioni sotto indicate:

a. nome e cognome del responsabile del servizio finanziario e delle persone da abilitare all’inserimento dei dati;

b. codice fiscale;

c. ente di appartenenza;

d. recapito di posta elettronica istituzionale e telefonico del responsabile del servizio finanziario e delle persone da abilitare all’inserimento dei dati.

Si precisa che ogni utenza è strettamente personale per cui ogni ente può richiedere, con le procedure suesposte, più utenze.

Si invitano gli enti non ancora accreditati al sistema ad effettuare la registrazione, seguendo la procedura sopra descritta, nel più breve tempo possibile.


A.4. Requisiti informatici per l’applicazione web del patto di stabilità interno

Le istruzioni necessarie per l’utilizzo del sistema web, relativo al patto di stabilità interno, sono disponibili sulla pagina iniziale dell’applicazione web nel documento riportante la dicitura “Regole per il sito”.


A.5. Altri riferimenti e richieste di supporto

Si segnala che, riguardo ai criteri generali concernenti la gestione del patto di stabilità interno, le città metropolitane, le province e i comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti possono far riferimento alla Circolare annuale del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato visionabile sul sito: http:/www.rgs.mef.gov.it/. Eventuali chiarimenti o richieste di supporto possono essere inoltrate ai seguenti indirizzi di posta elettronica: assistenza.cp@tesoro.it per i quesiti di natura tecnica ed informatica, compresi eventuali problemi di accesso e/o di funzionamento dell’applicazione, indicando nell’oggetto “Utenza sistema Patto di Stabilità - richiesta di chiarimenti”. Si prega di comunicare, anche in questo caso, il nominativo e il recapito telefonico del richiedente per essere ricontattati; per urgenze è possibile contattare l’assistenza tecnica applicativa ai seguenti numeri 06-4761.2375/2125/2782, dal lunedì al venerdì con orario 8.00-13.00 / 14.00-18.00; pattostab@tesoro.it per i quesiti di natura amministrativa e/o normativi; rgs.igop.segr@tesoro.it per gli aspetti riguardanti la materia di personale correlata alla normativa del patto di stabilità interno; quesiti.pattostab@protezionecivile.it (Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri) per i chiarimenti in merito alle opere, alla tipologia di finanziamenti ed alle modalità di comunicazione dei dati a seguito di Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri.


B. ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL MODELLO MONIT/15 PER LE CITTÀ METROPOLIANE, LE PROVINCE ED I COMUNI CON POPOLAZIONE SUPERIORE A 1.000 ABITANTI

Con il modello MONIT/15 sono acquisite le informazioni finanziarie, cumulate a tutto il periodo di riferimento, per la determinazione del saldo finanziario, espresso in termini di competenza mista, tra le entrate finali (primi quattro titoli di bilancio dell’entrata) e le spese finali (primi due titoli di bilancio della spesa), così come definito dal comma 3 dell’articolo 31 della legge 12 novembre 2011, n. 183 (legge di stabilità 2012).

Più precisamente, il saldo espresso in termini di competenza mista è calcolato come somma algebrica degli importi risultanti dalla differenza tra accertamenti ed impegni, per la parte corrente, e dalla differenza fra riscossioni e pagamenti (in conto competenza ed in conto residui), per la parte in conto capitale, al netto delle entrate derivanti da riscossioni di crediti e delle spese derivanti da concessioni di crediti. Tra le entrate finali non sono considerati l’avanzo di amministrazione ed il fondo di cassa (si vedano, in proposito, i quadri generali riassuntivi dei modelli 1, per i comuni, e 2, per le province e le città metropolitane, di cui all’articolo 1, comma 1, lettere a) e b), del D.P.R. 31 gennaio 1996, n. 194).

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