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Sent. TAR. Campania Napoli 02/07/2015, n. 3490

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Urbanistica - Parametri urbanistici e indici edilizi - Calcolo della volumetria - Volume tecnico - Nozione.

I volumi tecnici degli edifici sono esclusi dal calcolo della volumetria a condizione che non assumano le caratteristiche di vano chiuso, utilizzabile e suscettibile di

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SENTENZA

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Ottava) ha pronunciato la presente sent

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FATTO

Il Comune di Casapesenna, con ordinanza di demolizione n.9/2011, ordinava alla parte ricorrente, in qualità di responsabile, la demolizione di opere abusive ed, in particolare: “1) porzione di immobile di larghezza 1,10 mt. e lunghezza 8,40 al piano rialzato; 2) pensilina di circa mq. 30 per

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DIRITTO

1) Il ricorso si rivela infondato.

In via preliminare il Collegio osserva come di tutti gli atti indicati nel ricorso come impugnati l’unico a valenza provvedimentale risulta essere l’ordinanza di demolizione n.9/2011 mentre gli altri (l’atto di trasmissione degli atti n. 5896 dell’8.10.2010 della Questura di Caserta, il verbale di sopralluogo n. 6527 del 6527; le comunicazioni di avvio del procedimento n. 6515 del 9.11.2010 e n. 517 dell’1.2.2011) sono atti endoprocedimentali e in ogni caso atti privi di valenza provvedimentale e contenuto direttamente lesivo.

Il Collegio rileva ancora l’effettiva estraneità sostanziale al presente giudizio del Ministero dell’Interno, Questura di Caserta, in quanto l’unico atto formalmente impugnato nel ricorso proveniente dai loro uffici risulta essere la nota la nota di richiesta di informazioni n. 5896 dell’8.10.2010 che, come peraltro rilevato dall’Avvocatura dello Stato nelle sue memorie, non ha alcuna valenza provvedimentale.

2) Quanto al merito dell’impugnativa dell’ordinanza di demolizione, con il primo motivo di ricorso parte ricorrente ha dedotto la carenza di motivazione, il difetto di istruttoria per la mancata valutazione della sussistenza dell’interesse pubblico alla demolizione, tenuto altresì conto dell’intervenuto passaggio di quattro anni dal titolo in sanatoria.

Il motivo è infondato.

L’ordinanza di demolizione in questione risulta sufficientemente motivata, ai sensi di quanto previsto dall’art. 3 della legge n. 241/90, facendo riferimento agli atti istruttori di accertamento dell’abuso, riportando i presupposti di fatto e le ragioni che hanno determinato l’ordinanza demolitoria, ovverosia la difformità delle opere riscontrate rispetto al titolo abilitativo, e facendo riferimento alle specifiche norme che prescrivono la sanzione adottata.

Inoltre, l'abusività di un'opera edilizia costituisce già di per sé presupposto per l'applicazione della prescritta sanzione demolitoria (Consiglio Stato, sez. V, 30 novembre 2000, n. 6357) e, per costante giurisprudenza, la diffida a demolire manufatti abusivi è atto vincolato (ex multis, C.d.S., VI, 28 giugno 2004, n. 4743; C.d.S., sez. V, 10 luglio 2003, n. 4107; T.A.R. Campania Napoli, Sez. IV, 4 febbraio 2003, n. 617; 15 luglio 2003, n. 8246) e come tale non necessita di una puntuale valutazione delle ragioni di interesse pubblico, né di un bilanciamento di questo con gli interessi privati coinvolti e sacrificati, né di una motivazione sulla sussistenza di un interesse pubblico concreto ed attuale alla demolizione (Cons. Stato Sez. VI, 28-01-2013, n. 496; Cons. Stato Sez. IV, 28-12-2012, n. 6702).

Quanto all’intervenuto passaggio di un rilevante lasso di tempo, parte ricorrente fa, incongruamente, riferimento al lasso di tempo (circa quattro anni) intercorso tra il rilascio del permesso di costruire in sanatoria e l’adozione del provvedimento sanzionatorio.

Tale lasso di tempo, tuttavia, non ha alcuna valenza al fine di poter ingenerare un qualsiasi legittimo affidamento in capo al privato, in quanto ciò che eventualmente potrebbe, invia teorica, rilevare a questo scopo è il diverso lasso di tempo intercorso tra il momento di realizzazione dell’abuso (o del suo accertamento da parte dell’Amministrazione) e l’esercizio del potere sanzionatorio.

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P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Ottava), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epig

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