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Sent. C. Stato 31/03/2015, n. 1673

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Urbanistica - Pianificazione territoriale e urbanistica - Varianti ordinarie e varianti semplificate - Ampio sindacato del G.A. con riferimento alle varianti semplificate.

Le scelte urbanistiche costituiscono valutazioni di merito sottratte al sindacato giurisdizionale e censurabili unicamente per i profili di abnormità, illogicità e travisamento dei fatti. Ciò vale, in par

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SENTENZA

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE II

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FATTO

La Società Venere s.r.l. presentava in data 24/3/2009 all’Ufficio SUAP del Comune di Sarno una istanza volta ad ottenere il rilascio dell’autorizzazione unica per la realizzazione di un opificio industriale per la trasformazione di prodotti alimentari su un’area di 51.000 mq, posta nella sua disponibilità.

Il SUAP sul rilievo dell’esistenza di un contrasto con la normativa urbanistica (l’area è inserita in zona E del PRG ) attivava il procedimento previsto per una variante urbanistica semplificata di cui all’art.5 del DPR n.447/98 con la convocazione della Conferenza dei Servizi che con verbale del 13/1/2011, previa acquisizione dei relativi pareri, si concludeva favorevolmente al progettato intervento.

Relativamente alla fase finale della procedura, dopo che si era registrata una sostanziale inerzia del Comune censurata dal TAR in sede di impugnativa del “silenzio”, il Consiglio Comunale di Sarno con le deliberazioni n.21 del 12/4/2012 e 18 del 13/2/20213 (quest’ultima di conferma su riesame disposto dal T.A.R.) opponeva il proprio diniego in ordine alla chiesta assentibili

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DIRITTO

L’appello è infondato, meritando il gravato decisum integrale conferma.

Come si trae dalla narrativa che precede, la questione da dirimere riguarda l’approvazione di una variante semplificata ex art.5 dpr n.447/98 per la realizzazione di un opificio industriale per la trasformazione di prodotti alimentari, fatta oggetto di diniego da parte del Consiglio Comunale di Sarno con le deliberazioni sopra indicate.

In particolare occorre verificare la legittimità o meno di dette determinazioni dell’Amministrazione comunale in relazione al procedimento istruttorio posto in essere, tenuto conto che il progettato intervento oggetto di variante semplificata ha conseguito le conclusioni favorevoli della Conferenza dei Servizi.

Parte appellante col primo motivo dà prioritaria rilevanza ad un profilo di doglianza attinente all’applicazione dei principi di carattere generale vigenti in subiecta materia e che, in definitiva, fa da “sfondo” all’intero argomentare posto a sostegno del ritenuto corretto operato del Comune.

In particolare la difesa dell’Amministrazione comunale di Sarno insiste nella tesi per cui il giudice di primo grado si sarebbe indebitamente ingerito delle scelte urbanistiche fatte dal Consiglio Comunale, essendo, invece, queste, rimesse esclusivamente all’Amministrazione che le adotta in base ad una ratio del tutto insindacabile in sede giurisdizionale e di qui l’insanabile erroneità (rectius inammissibilità) delle statuizioni rese dal T.A.R..

L’assunto difensivo risulta non condivisibile.

La giurisprudenza ha avuto modo di stabilire che in generale le scelte urbanistiche costituiscono valutazioni di merito sottratte al sindacato giurisdizionale e censurabili unicamente per i profili di abnormità, illogicità e travisamento dei fatti (Cons. Stato Sez. IV 22/5/2014 n.2669).

Tale regula iuris è da configurarsi in particolare in prese

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P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) definitivamente pronunciando sull'appello, come in epigr

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