FAST FIND : NN12830

D. Leg.vo 04/03/2014, n. 45

Attuazione della direttiva 2011/70/EURATOM, che istituisce un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi.
In vigore dal 10/04/2014.
Testo coordinato con le modifiche introdotte da:
- L. 03/05/2019, n. 37
- D. Leg.vo 15/09/2017, n. 137
Scarica il pdf completo
1191328 5560943
[Premessa]



IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Vista la direttiva 2009/71/Euratom del Consiglio, del 25 giugno 2009, che istituisce un quadro comunitario per la sicurezza nucleare degli impianti nucleari;

Vista la direttiva 2011/70/Euratom del Consiglio, del 19 luglio 2011, che istituisce un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi;

Vista la legge 6 agosto 2013, n. 96 - Legge di delegazione europea, ed in particolare l’articolo 1 e l’allegato B;

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
1191328 5560944
Art. 1. - Definizioni

1. Ai fini dell’applicazione della normativa vigente in materia si definisce &l

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
1191328 5560945
Art. 1-bis. - (Princìpi generali)

N6

1. I soggetti produttori di combustibile esaurito o di rifiuti radioattivi e i soggetti titolari di autorizzazioni per attività o impianti connessi alla gestione di combustibile esaurito o di rifiuti radioattivi sono responsabili in via principale della sicurezza della gestione di tali mater

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
1191328 5560946
Art. 2. - Modifiche alla legge 31 dicembre 1962, n. 1860

1. All’

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
1191328 5560947
Art. 3. - Modifiche al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230

1. Il titolo del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230 R, è sostituito dal seguente: “Attuazione delle direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 2006/117/Euratom in materia di radiazioni ionizzanti, 2009/71/Euratom in materia di sicurezza nucleare degli impianti nucleari e 2011/70/Euratom in materia di gestione sicura del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi derivanti da attività civili.”.

2. Al comma 1 -bis dell’articolo 3 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) alla lettera b), dopo le parole: “o disattivazione di un impianto nucleare,” sono inserite le seguenti: “nonché di un impianto di gestione di combustibile esaurito o di rifiuti radioattivi,”;

b) alla lettera c), dopo le parole: “di un impianto nucleare”, sono inserite le seguenti: “o di un’attività o di un impianto connessi alla gestione di combustibile esaurito o di rifiuti radioattivi,”.

3. Dopo la lettera c) del comma 1 -bis dell’articolo 3 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, sono aggiunte le seguenti:

“c-bis) impianto di smaltimento: qualsiasi impianto o struttura il cui scopo principale è lo smaltimento dei rifiuti radioattivi;

c-ter) gestione dei rifiuti radioattivi: tutte le attività attinenti a raccolta, cernita, manipolazione, pretrattamento, trattamento, condizionamento, stoccaggio o smaltimento dei rifiuti radioattivi, escluso il trasporto al di fuori del sito;

c-quater) impianto di gestione dei rifiuti radioattivi: qualsiasi impianto o struttura il cui scopo principale sia la gestione dei rifiuti radioattivi;

c-quinquies) combustibile esaurito: combustibile nucleare irraggiato e successivamente rimosso in modo definitivo dal nocciolo di un reattore; il combustibile esaurito può essere considerato una risorsa

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
1191328 5560948
Art. 4. - Modifiche al decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31

1. All’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31 R, dopo la lettera f) sono aggiunte, in fine, le seguenti:

“f -bis) chiusura: il completamento di tutte le operazioni ad un dato momento dopo la collocazione di combustibile esaurito o di rifiuti radioattivi in un impianto di smaltimento, compresi gli interventi tecnici finali o ogni altro lavoro necessario per rendere l’impianto sicuro a lungo termine;

f -ter) periodo di controllo istituzionale: periodo di tempo in cui, dopo la chiusura di un impianto di smaltimento, continuano ad essere esercitati dei controlli da parte delle Autorità competenti. Tale periodo è funzione del carico radiologico, espresso sia in termini di concentrazione di attività che di tempi di dimezzamento dei radionuclidi principali presenti nel deposito. Per gli impianti di smaltimento superficiali di rifiuti radioattivi di bassa e media attività, tale periodo varia generalmente da 50 anni ad alcune centinaia di anni.”.

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
1191328 5560949
Art. 5. - Classificazione dei rifiuti radioattivi

1. Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Mini

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
1191328 5560950
Art. 6. - Autorità di regolamentazione competente

1. L’autorità di regolamentazione competente in materia di sicurezza nucleare e di radioprotezione è l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN).

2. L’ISIN svolge le funzioni e i compiti di autorità nazionale per la regolamentazione tecnica espletando le istruttorie connesse ai processi autorizzativi, le valutazioni tecniche, il controllo e la vigilanza delle installazioni nucleari non più in esercizio e in disattivazioni, dei reattori di ricerca, degli impianti e delle attività connesse alla gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare esaurito, delle materie nucleari, della protezione fisica passiva delle materie e delle installazioni nucleari, delle attività d’impiego delle sorgenti di radiazioni ionizzanti e di trasporto delle materie radioattive emanando altresì le certificazioni previste dalla normativa vigente in tema di trasporto di materie radioattive stesse. Emana guide tecniche e fornisce supporto ai ministeri competenti nell’elaborazione di atti di rango legislativo nelle materie di competenza. Fornisce supporto tecnico alle autorità di protezione civile nel campo della pianificazione e della risposta alle emergenze radiologiche e nucleari, svolge le attività di controllo della radioattività ambientale previste dalla normativa vigente ed assicura gli adempimenti dello Stato italiano agli obblighi derivanti dagli accordi internazionali sulle salvaguardie. L’ISIN assicura la rappresentanza dello Stato italiano nell’ambito delle attività svolte dalle organizzazioni internazionali e dall’Unione europea nelle materie di competenza e la partecipazione ai processi internazionali e comunitari di valutazione della sicurezza nucleare degli impianti nucleari e delle attività di gestione del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi in altri paesi. “Le informazioni sulla sicurezza nucleare degli impianti nucleari e sulla normativa in materia sono fornite dall'ISIN, senza che sia necessaria la preventiva autorizzazione di altri organismi o enti. Qualora le informazioni abbiano una classifica di segretezza ai sensi della legge 3 agosto 2007, n. 124, si applicano le norme in materia di tutela delle informazioni classificate.”N2

3. Sono organi dell’ISIN il direttore e la Consulta che durano in carica sette anni, non rinnovabili “e il collegio dei revisori”N1.

4. Il direttore dell’ISIN è nominato entro 90 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri da adottarsi su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, acquisiti i pareri favorevoli delle Commissioni parlamentari competenti. In nessun caso la nomina potrà essere effettuata in caso di mancanza del predetto parere espresso, a maggioranza assoluta dei componenti, dalle predette Commissioni, entro trenta giorni dalla richiesta.

Il Direttore:

a) ha la rappresentanza legale dell’ISIN;

b) svolge le funzioni di direzione, coordinamento e controllo della struttura;

c) definisce le linee strategiche e gli obiettivi operativi dell’ISIN;

d) definisce le procedure organizzative interne e le tempistiche di riferimento per l’elaborazione degli atti e dei pareri di spettanza dell’ISIN;

e) emana le tari

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
1191328 5560951
Art. 7. - Programma nazionale

1. Entro il 31 dicembre 2014, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentiti il Ministro della salute, la Conferenza unificata e l’autorità di regolamentazione competente, è definito il programma nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi (“Programma nazionale”), comprendente tutti i tipi

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
1191328 5560952
Art. 8. - Contenuto del programma nazionale

1. Il Programma nazionale comprende tutti gli elementi seguenti:

a) gli obiettivi generali della politica nazionale riguardante la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi;

b) le tappe più significative e chiari limiti temporali per l’attuazione di tali tappe alla luce degli obiettivi primari del programma nazionale;

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
1191328 5560953
Art. 9. - Disposizioni transitorie e finali

1. Fino all’entrata in vigore del regolamento di cui al comma 14 dell’articolo 6 del presente decreto, le funzioni dell’Autorità di regolamentazione competente continuano ad essere svolte dal Dipartimento nucleare, rischio t

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.
1191328 5560954
Art. 10. - Abrogazioni

1. Sono abrogati:

b) l’articolo 21, comma 20 -bis, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201

IL CONTENUTO COMPLETO E' RISERVATO AGLI ABBONATI.

Dalla redazione

  • Ambiente, paesaggio e beni culturali
  • Rifiuti

Rifiuti, non rifiuti e sottoprodotti: definizione, classificazione, normativa di riferimento

RIFIUTI, NON RIFIUTI E SOTTOPRODOTTI (Rifiuti; Non rifiuti (esclusioni dal campo di applicazione della parte IV del D. Leg.vo 152/2006); Sottoprodotti) - CESSAZIONE DELLA QUALITÀ DI RIFIUTO, RECUPERO (Condizioni per la cessazione della qualità di rifiuto; Normativa di riferimento per il recupero di rifiuti) - LE CONDIZIONI PER LA QUALIFICAZIONE COME SOTTOPRODOTTO (Condizioni per la qualifica di sottoprodotto; Dimostrazione dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti) - CRITERI PER LA QUALIFICAZIONE COME SOTTOPRODOTTO DI SPECIFICHE TIPOLOGIE DI SOSTANZE.
A cura di:
  • Alfonso Mancini
  • Edilizia e immobili
  • Ambiente, paesaggio e beni culturali
  • Beni culturali e paesaggio
  • Edilizia privata e titoli abilitativi

Manufatti leggeri, anche prefabbricati, temporanei, contingenti o precari: regime e titolo edilizio per la realizzazione

MANUFATTI LEGGERI E/O PREFABBRICATI (Interventi soggetti alla richiesta di Permesso di costruire; Interventi nell’ambito di strutture ricettive all’aperto; Strutture ricettive all’aperto - Disciplina anteriore al 02/02/2016) - MANUFATTI TEMPORANEI, CONTINGENTI O PRECARI (Distinzione tra manufatti realizzabili liberamente e richiedenti Permesso di costruire; Caratteristiche dalle quali desumere la precarietà e temporaneità del manufatto; Strutture destinate all'esercizio di attività di somministrazione) - TABELLA RIASSUNTIVA - RASSEGNA DI CASI GIURISPRUDENZIALI.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica
  • Rifiuti
  • Tutela ambientale
  • Ambiente, paesaggio e beni culturali

Classificazione dei rifiuti in base all'origine e in base alla pericolosità

Classificazione in base all’origine: rifiuti urbani e rifiuti speciali; classificazione in base al pericolo: rifiuti pericolosi e non pericolosi; caratteristica di pericolo HP 14 “ecotossico”. Norme di riferimento: Allegato D della parte IV del D. Leg.vo 152/2006; Dec. Comm. UE 18/12/2014, n. 955; Regolam. Comm. UE 18/12/2014, n. 1357; Regolamento Cons. UE 08/06/2017, n. 997. Orientamenti UE: Comunicazione Comm. UE 09/04/2018.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica
  • Impatto ambientale - Autorizzazioni e procedure
  • Ambiente, paesaggio e beni culturali
  • Tutela ambientale

L’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)

COSA È L’ AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE (AIA) (Finalità dell’AIA e normativa di riferimento; Autorizzazioni e provvedimenti sostituiti dall’AIA; Rapporti tra AIA e Valutazione di impatto ambientale (VIA); Rapporti tra AIA e altre autorizzazioni non ambientali e/o edilizie) - INTERVENTI SOGGETTI AD AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE (AIA) (Campo di applicazione dell’AIA; Esclusioni; Competenza al rilascio dell’AIA; Tabella completa impianti soggetti ad Autorizzazione integrata ambientale) - DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE (Contenuti della domanda di AIA in sede statale; Modulistica per la domanda di AIA in sede statale; Domanda di AIA in sede regionale o delle Province autonome; La relazione di riferimento per le attività che utilizzano sostanze pericolose; Oneri istruttori e spese per rilievi, accertamenti e sopralluoghi) - PROCEDIMENTO DI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE (Presentazione della domanda e verifica; Pubblicazione dei dati sulla domanda e osservazioni del pubblico; Istruttoria e acquisizione di atti e prescrizioni; Coordinamento autorizzazioni su parti diverse della stessa installazione; Conclusione del procedimento; Accordi tra gestore ed enti pubblici per impianti di preminente interesse nazionale; Direttiva per la conduzione dei procedimenti di AIA) - PROVVEDIMENTO DI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE (Condizioni per il rilascio dell’AIA; Contenuto dell’AIA) - RINNOVO O RIESAME DELL’AIA, MODIFICHE AGLI IMPIANTI (Rinnovo o riesame dell’AIA; Modifiche degli impianti sottoposti ad Autorizzazione integrata ambientale) - SANZIONI (Diffida, sospensione attività e chiusura installazione; Sanzioni penali e amministrative.
A cura di:
  • Alfonso Mancini
  • Studio Groenlandia
  • Rifiuti
  • Ambiente, paesaggio e beni culturali
  • Albo nazionale dei gestori ambientali

Albo gestori ambientali, normativa, categorie, iscrizione, responsabile tecnico, modulistica

L’ALBO GESTORI AMBIENTALI (Scopo e articolazione; Normativa di riferimento; Categorie di iscrizione all’Albo gestori ambientali) - OBBLIGO, ESONERI, REQUISITI, GARANZIE, DURATA, RINNOVO (Obbligo iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali; Esoneri; Requisiti di iscrizione; Garanzie finanziarie; Durata e rinnovo dell’iscrizione; Modulistica) - RESPONSABILE TECNICO IMPRESE ISCRITTE ALL’ALBO GESTORI AMBIENTALI (Figura del responsabile tecnico; Requisiti del responsabile tecnico; Regime transitorio soggetti iscritti al 16/10/2017.
A cura di:
  • Alfonso Mancini
  • Rifiuti
  • Albo nazionale dei gestori ambientali
  • Ambiente, paesaggio e beni culturali

Regime transitorio responsabili tecnici imprese iscritte Albo gestori ambientali

  • Trasporti
  • Tutela ambientale
  • Ambiente, paesaggio e beni culturali
  • Energia e risparmio energetico

Adozione nuovi PUMS secondo le linee guida di cui al D.M. 04/08/2017

  • Tutela ambientale
  • Ambiente, paesaggio e beni culturali
  • Prevenzione Incendi

Progetti speciali di prevenzione dei danni in Sardegna

  • Pubblica Amministrazione
  • Tutela ambientale
  • Appalti e contratti pubblici
  • Ambiente, paesaggio e beni culturali

Aumento progressivo dell'applicazione dei criteri ambientali minimi negli appalti pubblici di servizi e forniture