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07/02/2019

Ordinanza di demolizione: presupposti, destinatari e motivazione

Il Consiglio di Stato ha chiarito che l'acquirente di un immobile abusivo può essere destinatario di un'ordinanza di demolizione, la quale deve essere adeguatamente motivata se l'opera è risalente nel tempo ed è stata autorizzata con un titolo edilizio (anche se atipico).

Nel caso di specie, era stata appellata la sentenza di primo grado che aveva respinto il ricorso proposto avverso l’ordinanza di demolizione con la quale il Comune di Rende aveva ordinato la demolizione delle seguenti opere risalenti nel tempo e autorizzate con un titolo edilizio condizionato: tettoia con struttura in tubi innocenti e scatoloni di ferro e copertura con tegole marsigliesi di circa 3,20 mt di larghezza e altezza da m 2,50 a 2,95; apertura con opere di consolidamento e puntellamento di circa 14 cm che collega magazzino ad officina; tettoia di misure perimetrali di circa 22,80 x 8,10 metri con superficie utile di mq 162,45.

La Sent. C. Stato 11/12/2018, n. 6983 ha accolto l’appello e affermato i seguenti principi:
I. il presupposto per l'adozione di un'ordinanza di ripristino non è l'accertamento di responsabilità nella commissione dell'illecito, bensì l'esistenza di una situazione dei luoghi contrastante con quella prevista nella strumentazione urbanistico-edilizia;
II. l’acquirente dell’immobile abusivo o del sedime su cui è stato realizzato succede in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi relativi al bene ceduto facenti capo al precedente proprietario, ivi compresa l’abusiva trasformazione, subendo gli effetti sia del diniego di sanatoria sia dell’ingiunzione di demolizione successivamente impartita, pur essendo l’abuso commesso prima del passaggio di proprietà;
III. quando si abbia una costruzione abusiva risalente nel tempo e vi sia il legittimo affidamento sulla permanenza ed utilizzazione dell'opera ingenerato dal comportamento tenuto dall'amministrazione, o dal rilascio di un titolo edilizio ancorché atipico, allora l'ordine di demolizione necessita di una ponderata motivazione che dia conto della valutazione degli opposti interessi: quello del titolare del bene alla conservazione ed utilizzazione dell'opera con quello dell’amministrazione al ripristino dell’assetto del territorio compromesso dalla permanenza dell’abuso.
 


 

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