DIRITTO

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DIRITTO

1. Il ricorso è fondato, alla stregua della motivazione che segue.

2. Col primo motivo, la ricorrente ha dedotto che la cartella di pagamento n, 09220150001889773 si riferisce ad un periodo (Anno di imposta 2012) precedente alla data di apertura (17 maggio 2015) della procedura concorsuale ex d.lgs, n, 270/1999, disposta dal Tribunale di Potenza, sezione fallimentare con Sentenza n, 13/2015, dichiarativa dello stato di insolvenza della stessa ricorrente. In tal senso, successivamente a detta declaratoria di insolvenza, l’interruzione del pagamento di qualsiasi debito sorto antecedentemente alla dichiarazione di insolvenza è vietato al commissario straordinario, in quanto lesivo della par condicio creditorum. In particolare, in virtù del rinvio disposta dall'art. 18 della c.d. “Legge Prodi bis”, troverebbe applicazione, nel caso di specie, l’art. 52, secondo comma della legge fallimentare. Ebbene, l’esecutività della predetta cartella si è verificata in un periodo successivo alla ammissione della ricorrente alla predetta procedura di Amministrazione Straordinaria.

2.1. La censura coglie nel segno. Occorre considerare che, allorquando: “alle gare per l'affidamento di pubblici appalti partecipino imprese interessate dalla procedura di amministrazione straordinaria, si rende necessario il coordinamento delle disposizioni concernenti, in via generale, la partecipazione alle gare predette con quelle relative allo status delle imprese in a.s. L’autorizzazione all'esercizio provvisorio, rilasciata dall'autorità amministrativa sulla base di una valutazione tecnico discrezionale condotta alla stregua di criteri economici, sociali e di affidabilità, che è finalizzata alla conservazione dell'impresa, cons

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