FATTO e DIRITTO

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FATTO e DIRITTO

1. Con la sentenza indicata in epigrafe il TAR Lombardia ha in parte dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione, ha in parte respinto ed in parte ha accolto il ricorso (e motivi aggiunti ) proposto dalla società Zanetti avverso la comunicazione del 7 dicembre 2006 di cessazione del contratto di concessione di servizio di illuminazione votiva dei cimiteri comunali di Abbiategrasso nonché avverso la delibera C. C. del 21 dicembre 2006 di affidamento diretto della gestione del medesimo servizio alla società multiservizi AMAGA di proprietà comunale.

In particolare il Giudice di primo grado ha statuito:

- il rigetto delle censure tendenti all’annullamento del provvedimento di cessazione del contratto di concessione del servizio;

- l’accoglimento delle censure tendenti all’annullamento del provvedimento di affidamento diretto del servizio alla società AMAGA;

- il rigetto della domanda risarcitoria;

- il proprio difetto di giurisdizione sulla domanda subordinata di indennizzo e sulla sorte del contratto stipulato con la società AMAGA.

2. Avverso detta sentenza hanno proposto appello principale la società Zanetti e separati appelli incidentali l’Amministrazione comunale e la società AMAGA.

2.1. La società Zanetti ha dedotto quanto segue:

- contrariamente a quanto ritenuto dal TAR, il rapporto intercorrete tra la società ricorrente e l’amministrazione comunale era riconducibile alla concessione di lavori e non alla concessione di servizio pubblico con conseguente inapplicabilità dell’art. 113, comma 15 bis, D. L.vo 18 agosto 2000 n. 267 e successive modificazioni, sulla cui base era intervenuta la cessazione del rapporto al 31 dicembre 2006;

- il TAR ha omesso di pronunciarsi sulla doglianza subordinata a di applicabilità del comma 14° del menzionato art.113 che consentiva la prosecuzione della gestione del servizio essendo la maggior parte degli impianti di proprietà del concessionario;

- in ogni caso la cessazione del rapporto non poteva intervenire senza uno specifico procedimento e senza indennizzare il concessionario per gli investimenti non ammortizzati in conseguenza dell’anticipata risoluzione;

- di conseguenza in TAR ha errato nel dichiarare l’infondatezza della domanda risarcitoria per illegittima cessazione del rapporto;

- il TAR, ponendosi in contrasto con la pronuncia Cass. S. U. n.27336/2008, ha errato nel declinare la propria giurisdizione sulla domanda subordinata di indennizzo per cessazione anticipata della concessione in quanto essa presupponeva l’accertamento dei vizi procedimentali prospettati e l’interpretazione degli atti concessori intercorsi a fronte dell’illegittimo rifiuto opposto dall’Amministrazione comunale,.

2.2. L’Amministrazione comunale e la società AMAGA con separati appelli incidentali hanno rilevato quanto segue:

- contrariamente a quanto ritenuto dal TAR, la società Zanetti , in quanto affidataria di altri servizi pubblici locali senza gara, non aveva interesse a ricorrere avverso la delibera di affidamento diretto del servizio alla società AMAGA ai fini dell’indizione della procedura di evidenza pubblica in quanto non avrebbe potuto partecipare alla gara per effetto del divieto di cui all’art.23 bis D.L. n.112/2008, convertito dalla L. n.133/2008;

- il ricorso introduttivo proposto dalla società Zanetti, in quanto non notificata alla società AMAGA, cui invece erano stati notificati solo i motivi aggiunti (da valere anche come ricorso autonomo), doveva essere dichiarato inammissibile dal TAR dal momento che in tal modo non veniva instaurato il prescritto contraddittorio nei confronti di atti propedeutici a quelli oggetto di motivi aggiunti;

- il TAR ha errato nel ritenere illegittimo l’affidamento diretto del servizio alla società AMAGA, rilevando che mancava un controllo diretto del Comune sulla società analogo a quello esercitato sui propri servizi, per non aver valorizzato la disciplina dello statuto della società vigente alla data del 27 febbraio 2008 e ulteriormente aggiornato alla data dell’11 maggio 2009.

- la scelta comunale di affidare direttamente il servizio ad AMAGA era sufficientemente giustificata.

3. In vista della discussione nel merito del ricorso, le parti hanno depositato articolate memorie conclusive.

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