PIANO TERRITORIALE PAESISTICODELL'ISOLA DI PANTELLERIA - NORME DI ATTUAZIONE

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Titolo: 
PIANO TERRITORIALE PAESISTICO DELL'ISOLA DI PANTELLERIA - NORME DI ATTUAZIONE


TITOLO I - Disposizioni generali


Finalità ed articolazione del piano


Art. 1. - Efficacia e campo di applicazione del Piano

Il Piano territoriale paesistico si applica al territorio del comune di Pantelleria sottoposto a vincolo paesistico ai sensi e per gli effetti della legge 29 giugno 1939, n. 1497, territorio che è stato dichiarato di notevole interesse pubblico con decreto dell'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione del 26 luglio 1976. Tale territorio è soggetto alle disposizioni delle presenti norme.

Le previsioni del P.T.P. per le zone - centro urbano di Pantelleria e immediata zona periferica - escluse dal vincolo ex lege n. 1497/1939 hanno valore soltanto indicativo.

Parimenti valore indicativo hanno le previsioni riferite ai beni archeologici non individuati e notificati ai sensi della legge n. 1089/1939.

Il presente piano ha valore di Piano territoriale paesistico ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 5 della legge 29 giugno 1939, n. 1497 ed al primo comma dell'art. 1-bis della legge 8 agosto 1985, n. 431.

Le previsioni del piano si articolano in:

a) prescrizioni, relative agli ambiti e agli elementi costitutivi del paesaggio individuati e delimitati negli elaborati di piano.

Tali norme sono vincolanti per qualsiasi soggetto, pubblico e privato. Restano comunque salve le disposizioni più restrittive ove previste da leggi statali e regionali;

b) indirizzi, che costituiscono indicazioni per gli strumenti di pianificazione e di programmazione e che costituiscono riferimento sostanziale per le attività dell'Amministrazione dei beni culturali ed ambientali.

Gli strumenti urbanistici dovranno adeguare i loro contenuti progettuali agli obiettivi del P.T.P. allo scopo di renderli coerenti con le finalità di tutela e valorizzazione del paesaggio e dovranno recepire la disciplina del presente Piano, e graduare, in rapporto ad essa, le proprie previsioni e l'attuazione delle relative direttive.

Le autorizzazioni di cui all'art. 7 della legge n. 1497/1939 nonché all'art. 1 della legge n. 431/1985 sono rilasciate in conformità alle prescrizioni del presente Piano e alle leggi in materia.


Art. 2. - Finalità del piano

Il Piano territoriale paesistico persegue i seguenti obiettivi:

a) conservare l'identità storico culturale dell'Isola;

b) tutelare il paesaggio naturale e culturale;

c) migliorare la fruizione del territorio attraverso interventi compatibili con i caratteri e la qualità del paesaggio, che costituiscono risorse uniche, capaci di promuovere un equilibrato e duraturo sviluppo economico.

La tutela in particolare deve provvedere:

a) alla conservazione e difesa del suolo ed al ripristino delle condizioni di equilibrio ambientale, al recupero delle aree degradate, alla riduzione delle condizioni di rischio, alla difesa dall'inquinamento;

b) alla protezione e conservazione delle emergenze geomorfologiche e biologiche rare, esclusive e in via di scomparsa, compresi gli ambienti di particolare interesse biologico naturalistico e le associazioni vegetali alle quali danno ricetto;

c) al ripristino, consolidamento e sviluppo del patrimonio biologico a fini ecologici e di difesa del suolo;

d) alla conservazione dei beni storico-culturali, alla loro appropriata utilizzazione, alla salvaguardia e al ripristino dell'equilibrio formale e funzionale dei luoghi circostanti;

e) alla conservazione del paesaggio agrario e dei suoi elementi tradizionali;

f) alla conservazione dei caratteri ambientali, paesaggistici e urbanistici dei centri urbani in rapporto alla morfologia dei luoghi e ai modi e alle forme dell'edilizia tradizionale;

g) alla fruizione ecocompatibile delle risorse ambientali e paesistiche locali al fine di consentire l'equilibrato sviluppo della comunità locale.

Art. 3. - Struttura e contenuti del Piano

Il P.T.P. studia l'isola di Pantelleria secondo sottosistemi tematici, ne analizza le componenti fondamentali e ne individua gli elementi fisici, biologici e antropici che lo caratterizzano.

Il Piano definisce i regimi normativi, le modalità e le tipologie di intervento compatibili con il mantenimento dei caratteri fondamentali dei luoghi e del paesaggio.

La disciplina di pianificazione paesistica è finalizzata ad un'appropriata utilizzazione, alla salvaguardia e al recupero del paesaggio ed è in relazione alla sensibilità e alla criticità paesistico-ambientale degli ambiti territoriali e alla qualità, rarità e vulnerabilità degli elementi costitutivi del paesaggio.

Il Piano articola la sua disciplina con riferimento agli ambiti territoriali e agli elementi costitutivi del paesaggio. Per ciascun ambito territoriale oltre alle norme generali definite al titolo II valgono le norme relative agli elementi costitutivi del paesaggio definite al titolo III.

a) Ambiti territoriali

Finalità della suddivisione in ambiti territoriali è l'articolazione della normativa di tutela.

Gli ambiti sono costruiti in rapporto ai caratteri degli elementi fisici, biologici ed antropici, individuati nelle analisi specialistiche, alla loro rilevanza e alla loro sensibilità e criticità paesistico-ambientale.

Il Piano individua nelle tavole 17 e 19 gli ambiti del paesaggio.

b) Elementi costitutivi del paesaggio

Gli elementi costitutivi del paesaggio sono riferiti a beni puntuali, lineari e areali individuati in conseguenza dei loro caratteri distintivi nelle carte tematiche; essi definiscono la struttura del paesaggio, in base a quanto previsto dalla legge n. 1497/1939 e dalla legge n. 431/1985 e con riguardo alla specificità del territorio di Pantelleria.

Gli elementi costitutivi del paesaggio definiscono le sue caratteristiche qualitative essenziali ed intrinseche evidenziandone l'interesse culturale per ragioni ambientali, paesistiche, naturalistiche, geologiche, geomorfologiche, biologiche, archeologiche, storico-testimoniali, storico-architettoniche e storico-urbanistiche.

Gli elementi costitutivi del paesaggio sono distinti in:

- componenti della struttura geologica e geomorfologica;

- componenti biologico-ambientali;

- componenti del patrimonio storico-culturale.

Art. 4. - Elaborati del Piano

Il presente Piano territoriale paesistico si compone dei seguenti elaborati, facenti tutti parte integrante e sostanziale del Piano stesso:

a) relazione generale;

b) tavole grafiche:

A1 forma del rilievo;

A2 morfologia di base;

A3 morfologia di sintesi;

A4 carta clivometrica;

A5 carta dei terrazzamenti;

A6 sistema della viabilità e dell'edificato;

A7 carta del paesaggio costruito;

A8 carta delle forme di insediamento;

A9 aspetti strutturali e percettivi del paesaggio;

c) carte riconoscitive dei beni culturali articolati per tematismi:

1) carta geolitologica;

2) carta idrogeologica;

3) carta geomorfologica;

4) carta fisionomica e strutturale della vegetazione naturale;

5) carta della naturalità e delle emergenze botaniche;

6) carta delle zoocenosi;

7) carta dell'uso del suolo agricolo;

8) carta del paesaggio vegetale;

9) carta della trasformazione e crescita del sistema insediativo;

10) carta della trasformazione e crescita dei centri urbani;

11) carta delle attrezzature e dei servizi;

12) carta dei beni storico-archeologici;

13) carta dei beni storico architettonici;

14) carta dei vincoli;

15) carta dei progetti e delle opere pubbliche in itinere;

16) matrice ambiti/elementi;

17) carta della sensibilità del paesaggio;

18) matrice delle modalità di tutela e trasformazione;

19) carta della conservazione e della trasformabilità del paesaggio;

d) norme di attuazione

e) schede tematiche riconoscitive e dichiarative dei beni culturali tematici

S1. schede delle emergenze geologiche;

S2. schede delle emergenze botaniche;

S3. schede delle emergenze faunistiche;

S4. schede dei beni storico-archeologici;

S5. schede dei beni storico-architettonici;

S6. schede delle aggregazioni di Dammusi;

S7. schede delle tipologie costruttive con esempi significativi di alcuni Dammusi;

S8. schede dei Dammusi;

S9. demani;

S10. schede degli ambiti.


TITOLO II - Modalità dei regimi di tutela e di trasformazione


Capo I - Categorie programmatiche e ambiti territoriali


Art. 5. - Classificazione delle attività

Le funzioni di tutela del P.T.P. si attuano con riferimento alle seguenti attività e in relazione alla loro compatibilità con le risorse e i beni presenti negli ambiti.

1) Attività forestali

Attività tese alla conservazione, miglioramento e gestione dei popolamenti vegetali e in genere volte alla difesa del suolo, anche sotto l'aspetto idrogeologico e alla tutela e al miglioramento delle caratteristiche ambientali e del paesaggio.

2) Attività agropastorali

Attività attinente alla produzione agricola e all'allevamento tradizionale, con relativi servizi e abitazioni, volta alla conservazione e al recupero dei paesaggi coltivati e alla valorizzazione delle potenzialità agricole e al miglioramento dei pascoli e dei prati-pascoli.

3) Attività estrattiva

Attività relativa alla coltivazione e all'escavazione di materiali lapidei ed altri materiali utilizzabili per le necessità locali.

4) Attività industriali e artigianali

Attività artigianali, commerciali e industriali non collocate e/o non collocabili nel contesto urbano-abitativo.

5) Attività turistico-alberghiere

Residenze e servizi relativi ad attività turistico-alberghiera e a strutture ricettive (villaggi turistici, alberghi, campeggi,...).

6) Attività agroturistiche

Attività di ricezione ed ospitalità esercitate dagli agricoltori così come previsto della legge n. 730/1985, legge regionale n. 25/1994 e legge regionale n. 71/1978.

Attività tese a sostenere e favorire lo sviluppo dell'agricoltura e ad agevolare la permanenza dei produttori agricoli, promuovendo nelle campagne forme idonee di turismo finalizzate a meglio utilizzare il patrimonio rurale, a favorire la conservazione e la tutela dell'ambiente, a valorizzare i prodotti tipici, a tutelare e promuovere le tradizioni e le iniziative culturali del mondo rurale.

7) Attività residenziale e residenziale-turistica:

Attività volta a riqualificare le condizioni dell'abitare e a soddisfare le necessità residenziali:

- residenze permanenti e i relativi servizi, attrezzature e infrastrutture ad essa connessi e le attività artigianali, commerciali e produttive di interesse prevalentemente locale;

- residenza-turistica e i relativi servizi e infrastrutture (strutture ricettive residenziali, case unifamiliari)

8) Attrezzature:

Attività finalizzata alla realizzazione di servizi di livello urbano (attrezzature sportive, verde pubblico, attrezzature culturali e per il tempo libero, servizi ed attrezzature balneari, servizi cimiteriali, etc.).

9) Infrastrutture ed impianti:

Attività attinente la viabilità, le infrastrutture e gli impianti tecnologici.

10) Attività culturale-scientifica:

Attività finalizzate alla fruizione per scopi scientifico-culturali dei valori ambientali, paesistici e storico-culturali.

11) Attività didattico-ricreativa:

Attività volte alla fruizione per scopi ricreativi, didattico-culturali in genere e per il tempo libero, escursionismo (itinerari a piedi, a cavallo, in montain-bike), balneazione non implicanti alcuna modificazione ambientale.

Art. 6. - Regimi normativi. Categorie programmatiche di tutela e trasformazione.

La disciplina del P.T.P. è articolata con riferimento alle categorie omogenee programmatiche di tutela paesistica che disciplinano la conservazione, il mantenimento, il ripristino, la modificazione, la trasformazione e il recupero negli ambiti territoriali in relazione agli elementi costitutivi del paesaggio.

a) Tutela integrale (TI)

Tale categoria si applica, con riferimento all'isola di Pantelleria, agli elementi costitutivi del paesaggio, inerenti a sistemi naturali o seminaturali, che hanno elevata sensibilità e che si trovano in condizioni di elevata criticità naturalistica-ambientale-paesistica e sono caratterizzati dalla presenza di emergenze geomorfologiche ed ecobiologiche.

Obiettivo è garantire la tutela dei valori emergenti, siano essi espressione di uno stato di sostanziale equilibrio dell'ecosistema ovvero di processi evolutivi naturali in atto.

Comprende gli interventi volti alla conservazione delle emergenze e dei processi naturali e biocenotici.

b) Tutela orientata (TO)

Tutela orientata alla conservazione e ad una migliore fruizione ed utilizzazione nei sistemi subnaturali o seminaturali.

Tale categoria si applica negli ambiti o agli elementi del paesaggio, inerenti a sistemi subnaturali o seminaturali, che hanno elevata sensibilità e criticità ed elevato valore geologico, biologico, storico-culturale.

Obiettivo è conservare la situazione in atto e assicurare una migliore fruizione e utilizzazione del paesaggio.

Comprende gli interventi volti prioritariamente alla conservazione delle risorse paesistiche, del patrimonio storico-culturale, con le eventuali attività di manutenzione e di controllo dei tipi e dei livelli di fruizione strettamente connessi alla conservazione.

c) Mantenimento (MA)

Mantenimento dei valori paesistici attuali in sistemi umani di valore etnoantropologico.

Tale categoria si applica negli ambiti o agli elementi del paesaggio, inerenti sistemi umani ad utilizzazione tradizionale, che hanno elevata sensibilità paesistica e media o bassa criticità in cui la situazione esistente non può subire compromissioni per la modifica di singoli elementi o per interventi limitati.

Obiettivo è conservare la situazione in atto, assicurando una migliore fruizione e una più razionale utilizzazione delle risorse in modo da non alterare i rapporti quantitativi e qualitativi tra l'insediamento esistente e l'ambiente naturale e agricolo.

Comprende gli interventi volti prioritariamente alla manutenzione del paesaggio, delle risorse naturalistiche e agricole e del patrimonio storico culturale con eventuali interventi di recupero leggero e diffuso, di riuso, di rifunzionalizzazione e di modificazione fisica strettamente finalizzata al mantenimento dei valori esistenti;

ulteriormente distinguibili in:

MA1 interventi che non alterano l'integrità dell'attuale assetto territoriale e non compromettono le qualità complessive del paesaggio.

MA2 interventi volti a mantenere i caratteri del paesaggio esistente ma anche ad accrescerne il ruolo e il significato.

d) Ripristino (RI)

Ripristino dei paesaggi umanizzati, dei valori ambientali tradizionali degradati.

Tale categoria si applica negli ambiti o agli elementi del paesaggio, inerenti "sistemi umani ad utilizzazione tradizionale", che hanno media sensibilità paesistica e alta criticità, dove sono presenti processi di degrado delle colture agricole e di rinaturalizzazione e di vincoli fisico-morfologici e dove l'insediamento è caratterizzato da discontinuità del tessuto e da eterogeneità di forme.

Obiettivo è ridurre le condizioni di criticità.

Comprende interventi volti al consolidamento delle condizioni agricole o naturali, a mantenere i caratteri agricoli dell'insediamento, a mantenere l'equilibrio dei versanti, al controllo e alla prevenzione del rischio e dei processi di abbandono.

e) Modificazione (MO)

Tale categoria si applica negli ambiti o agli elementi del paesaggio, inerenti "sistemi umani ad utilizzazione tradizionale", che hanno media sensibilità e criticità; ambiti in cui l'ambiente presenta una modesta vulnerabilità sotto il profilo geomorfologico, in cui non si manifesta l'esigenza di specifiche azioni di tutela.

Obiettivo è la realizzazione di un assetto più soddisfacente sotto il profilo urbanistico ambientale, di un graduale recupero di ecosistemi troppo semplificati e fragili nelle loro componenti.

f) Trasformazione (TR)

Tale categoria si applica negli ambiti o agli elementi del paesaggio, inerenti sistemi umani ad utilizzazione tradizionale o intensiva, che hanno media sensibilità e bassa criticità o bassa sensibilità e medio/bassa criticità, in cui i fattori paesistico-ambientali non sono tanto caratterizzanti da imporre rigide limitazioni di ordine quantitativo o strutturale agli interventi; nelle situazioni compromesse sotto il profilo paesistico ed ambientale o dove l'insediamento presenta aspetti di forte eterogeneità e disorganizzazione tali che nello stesso non sono riconoscibili nè caratteri prevalenti nè uno schema organizzativo cui attenersi.

Obiettivo è conseguire livelli di migliore qualità ambientale e paesistica anche attraverso l'attuazione delle previsioni di sviluppo insediativo definite in sede di pianificazione urbanistica, indirizzandone la realizzazione verso forme idonee a garantire il corretto inserimento nel contesto paesistico e il soddisfacimento dell'esigenze funzionali dell'insediamento.

Comprende gli interventi volti ad introdurre sostanziali innovazioni d'uso e di struttura nello stato dei luoghi per fini economici o sociali anche con modificazioni delle risorse e dei valori esistenti.

g) Recupero ambientale e paesistico (RE)

Recupero del paesaggio in situazione specifiche di degrado paesistico-ambientale.

Tale categoria si applica negli ambiti o agli elementi del paesaggio che hanno bassa sensibilità e alta criticità; ambiti o elementi i cui valori paesistici sono stati alterati o compromessi dalla presenza di detrattori o da usi impropri.

Obiettivo è rimuovere i detrattori o limitarne gli effetti negativi e realizzare un graduale recupero degli ecosistemi, dei valori paesistici, dei beni e dei siti di valore storico culturale.

Comprende gli interventi volti prioritariamente al miglioramento delle condizioni esistenti o alla valorizzazione di risorse male utilizzate o sottoutilizzate, con modificazioni fisiche o funzionali anche radicalmente innovative ma tali da non aumentare sostanzialmente i carichi urbanistici e ambientali e da ridurre o eliminare i conflitti o le improprietà d'uso in atto.

Art. – 7. - Classificazione degli ambiti territoriali paesistici

Ai fini della normativa, gli ambiti territoriali paesistici sono classificati per categorie omogenee programmatiche e rappresentati negli elaborati nn. 17 e 19:

Ambiti territoriali da sottoporre al regime della tutela orientata

- ambiti territoriali del paesaggio naturale;

- ambiti territoriali del paesaggio archeologico;

- ambiti territoriali del paesaggio costiero.

Ambiti territoriali da sottoporre al regime del mantenimento

- ambiti territoriali del paesaggio agrario tradizionale;

- ambiti territoriali del paesaggio costiero urbanizzato;

- ambiti territoriali del paesaggio delle piane agricole.

Ambiti territoriali da sottoporre al regime del ripristino

- ambiti territoriali del paesaggio agricolo interessati da processi di rinaturalizzazione;

- ambiti territoriali del paesaggio agricolo interessati da urbanizzazione;

- ambiti territoriali del paesaggio agricolo interessati da processi di abbandono.

Ambiti territoriali da sottoporre al regime della modificazione

- ambiti territoriali del paesaggio con insediamenti rurali.

Ambiti territoriali da sottoporre al regime della trasformazione

- ambiti territoriali del paesaggio agricolo di diffusione urbana

- ambiti territoriali del paesaggio urbano

Ambiti territoriali da sottoporre al regime del recupero ambientale e paesistico

- ambiti territoriali del paesaggio costiero degradato.

Art. 8. - Ambiti territoriali da sottoporre al regime della tutela

Ambiti territoriali in cui sono presenti sistemi subnaturali e seminaturali; ambiti di rilevante interesse ecologico e paesistico, con sensibilità ambientale e paesistica alta e con elevata criticità; ambiti caratterizzati da elementi di rilevante interesse scientifico, culturale, paesistico con particolare riferimento alle componenti ecologiche paleontologiche e storico-archeologiche.

In questi ambiti gli interventi sono finalizzati a garantire direttamente o tramite adeguate procedure la compatibilità delle trasformazioni e degli usi con la tutela del patrimonio naturale e con la conservazione dei beni storico-culturali e del paesaggio.

Gli interventi sono anche volti a migliorare le condizioni di fruibilità pubblica delle risorse esistenti senza alterare l'integrità delle specifiche caratteristiche idrogeomorfologiche, biologiche e storico-culturali, senza modificare i caratteri che connotano l'assetto e l'immagine propria dell'insediamento.

Tali ambiti sono soggetti al regime della tutela orientata.

a) Ambiti territoriali del paesaggio naturale

1) Questa categoria interessa gli ambiti territoriali classificati come 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16,

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