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Ultimo aggiornamento
22/05/2019

La determinazione della base imponibile IMU/TASI per i fabbricati di categoria D

Determinazione della rendita dei fabbricati gruppo catastale D; Coefficienti individuati annualmente con decreto ministeriale; Ultimo decreto ministeriale (D.M. 06/05/2019) per la determinazione dei coefficienti; Contribuenti che hanno presentato una proposta di rendita catastale dei fabbricati mediante DOCFA; Casi in cui è stata richiesta l’attribuzione della rendita.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica
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Determinazione della rendita dei fabbricati gruppo catastale D

In proposito:

- l’art. 13 del D.L. 201/2011, comma 3 (cosiddetto decreto-legge “Salva Italia”, convertito in legge dalla L. 22/12/2011, n. 214, prescrive che “La base imponibile dell’imposta municipale propria è costituita dal valore dell’immobile determinato ai sensi dell’articolo 5, commi 1, 3, 5 e 6 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e dei commi 4 e 5 del presente articolo”;

- il richiamato comma 3 dell’art. 5 del D. Leg.vo 504/1992 prescrive a sua volta che “Per i fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati, fino all’anno nel quale i medesimi sono iscritti in catasto con attribuzione di rendita, il valore è determinato, alla data di inizio di ciascun anno solare ovvero, se successiva, alla data di acquisizione, secondo i criteri stabiliti nel penultimo periodo del terzo comma, dell’articolo 7 del decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1992, n. 359”;

- infine, il citato art. 7 del D.L. 333/1992, comma 3, penultimo periodo, chiarisce che per le unità immobiliari classificate o classificabili nel gruppo D possedute nell’esercizio d’impresa, il valore è costituito dall’ammontare che risulta dalle scritture contabili, al lordo delle quote di ammortamento, applicando per ciascun anno di formazione dello stesso i coefficienti individuati annualmente con decreto ministeriale.


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Coefficienti individuati annualmente con decreto ministeriale

Alla luce di quanto sopra, occorre determinare il valore di bilancio degli immobili in questione, cui applicare il coefficiente moltiplicativo stabilito annualmente con decreto ministeriale, il quale a sua volta si basa sull’andamento dell’indice ISTAT del costo di costruzione di un capannone industriale.

Per fare ciò occorre riferirsi al costo di acquisto o di costruzione dell’immobile, aumentato delle eventuali spese incrementative del valore, quelle cioè tali da comportare un aumento della consistenza economica del bene. A proposito di tali spese incrementative si ricorda che le stesse concorrono a formare la base imponibile per l’anno successivo rispetto all’esercizio nel quale sono state sostenute.

La valutazione va effettuata, alla data di inizio di ciascun anno solare ovvero, se successiva, alla data di acquisizione, e fino all’anno nel quale i fabbricati sono iscritti in catasto con attribuzione di rendita.


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Ultimo decreto ministeriale (D.M. 06/05/2019) per la determinazione dei coefficienti

Con il D.M. 06/05/2019, il Ministero dell’economia e delle finanze ha provveduto, come ogni anno, alla determinazione dei coefficienti da utilizzare, ai sensi dell’art. 5, comma 3, del D. Leg.vo 504/1992, per determinare la base imponibile ai fini dell’IMU e della TASI (precedentemente la stessa modalità veniva utilizzata ai fini dell’ICI) dei fabbricati classificabili nel gruppo catastale D non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e contabilizzati separatamente.

Di seguito la tabella con i coefficienti stabiliti dal D.M. 06/05/2019.


2019

1,02

2000

1,55

2018

1,03

1999

1,57

2017

1,04

1998

1,60

2016

1,04

1997

1,64

2015

1,05

1996

1,69

2014

1,05

1995

1,74

2013

1,05

1994

1,79

2012

1,08

1993

1,83

2011

1,11

1992

1,85

2010

1,13

1991

1,88

2009

1,14

1990

1,97

2008

1,18

1989

2,06

2007

1,22

1988

2,15

2006

1,26

1987

2,33

2005

1,29

1986

2,51

2004

1,37

1985

2,69

2003

1,41

1984

2,87

2002

1,47

1983

3,05

2001

1,50

1982 e precedenti

3,23


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Contribuenti che hanno presentato una proposta di rendita catastale dei fabbricati mediante DOCFA

Si ricorda che tale procedura di valutazione non deve essere applicata dai contribuenti che hanno presentato una proposta di rendita catastale dei fabbricati mediante DOCFA, e che in tal caso il valore indicato può essere utilizzato ai fini dell’imposta sugli immobili fino a quando non verrà attribuita la rendita definitiva.

La rendita proposta diviene definitiva se non rettificata dall’ufficio entro un anno dalla presentazione, a norma dell'art. 1, comma 3, del D.M. 19/04/1994, n. 701.


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Casi in cui è stata richiesta l’attribuzione della rendita

Si ricorda altresì che la Giurisprudenza è costante nel chiarire (l'orientamento prende il via dalla Sentenza a S.U. della Corte di Cassazione 09/02/2011, n. 3160) che quanto sopra vale sino a che la richiesta di attribuzione della rendita non viene formulata, mentre, dal momento in cui fa la richiesta, il proprietario, pur applicando ormai in via precaria il metodo contabile, diventa titolare di una situazione giuridica nuova derivante dall'adesione al sistema generale della rendita catastale, sicché può essere tenuto a pagare una somma maggiore (ove intervenga un accertamento in tali sensi), o avere diritto di pagare una somma minore, potendo, quindi, chiedere il relativo rimborso nei termini di legge.

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