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Ultimo aggiornamento
04/09/2018

Guida alle norme per la certificazione, la cessione e la compensazione dei crediti verso la P.A. con indicazioni pratiche

Questo approfondimento riassume tutte le disposizioni che consentono il recupero dei crediti vantati da professionisti ed imprese nei confronti della P.A. tramite la certificazione dei crediti stessi e la loro successiva monetizzazione tramite cessione a terzi o compensazione nel modello F24. Il tutto con le necessarie indicazioni operative e pratiche. AGGIORNAMENTO AGOSTO 2018 (D.L. 12/07/2018, n. 87, convertito con la L. 09/08/2018, n. 96, che ha esteso la possibilità della compensazione dei crediti certificati anche per l’anno 2018, con riferimento ai carichi affidati agli agenti della riscossione entro il 31 dicembre 2017).
A cura di:
  • Dino de Paolis
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Introduzione

A partire dalle norme di riferimento sulla materia, contenute nell’art. 9 del D.L. 185/2008 e nell’art. 28-quater del D.P.R. 602/1973 (introdotto dal D.L. 78/2010), ci sono stati nuovi interventi in tempi successivi, con la L. 183/2011, con il D.L. 16/2012 ed il D.L. 52/2012 (cosiddetti decreti “spending review”), poi con il D.L. 66/2014 che ha esteso l’ambito applicativo e da ultimo con il D.L. 145/2013, con la L. 190/2014 e con la L. 208/2015, i quali hanno previsto anche la possibilità di compensare i crediti nei confronti della P.A. con le cartelle esattoriali.

Il quadro è stato poi completato dall’emanazione dei decreti ministeriali attuativi, e con l’attivazione della piattaforma telematica per le richieste di certificazione dei crediti.

Questo contributo intende riepilogare e fare chiarezza sulla materia, fornendo i riferimenti pratici per tutti i professionisti e le aziende che intendano avvalersi degli strumenti messi a disposizione dalla normativa per recuperare quanto loro dovuto dalle amministrazioni pubbliche.



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Il funzionamento in sintesi

Il sistema si basa essenzialmente su due passaggi:

- la certificazione del credito, che a determinate condizioni le amministrazioni pubbliche sono tenute a rilasciare, con procedure che si è cercato di snellire il più possibile, anche attraverso la possibilità di un intervento d’ufficio sulle amministrazioni inadempienti;

- la successiva monetizzazione del credito certificato, attraverso la sua cessione, l’ottenimento di anticipazioni bancarie o la compensazione con debiti nei confronti di amministrazioni pubbliche, operazioni che si è cercato di rendere il più possibile rapide in diversi modi, anche con la possibilità di acquisire la garanzia diretta del Fondo centrale di garanzia (FCG).



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Normativa di riferimento
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Le norme di rango legislativo

Le disposizioni sulla certificazione dei crediti certi, liquidi ed esigibili vantati nei confronti della pubblica amministrazione sono contenute nell’art. 9, commi 3-bis e 3-ter, del D.L. 185/2008 (convertito in legge dalla L. 2/2009), con le modificazioni, integrazioni e precisazioni introdotte successivamente dalla L. 183/2011 (Legge di stabilità per il 2012), dal D.L. 16/2012 (convertito in legge dalla L. 44/2012), e dal D.L. 52/2012 (convertito in legge dalla L. 94/2012).

In particolare la L. 183/2011 ha trasformato la iniziale facoltà di emettere la certificazione da parte delle pubbliche amministrazioni coinvolte in un obbligo; di contro il D.L. 16/2012 ed il D.L. 52/2012 hanno ampliato l’ambito di applicazione del D.L. 185/2008, inizialmente limitato a regioni ed enti locali, anche alle amministrazioni statali, agli enti pubblici nazionali ed agli enti del servizio sanitario nazionale, ed introdotto la possibilità di nominare un commissario ad acta se le amministrazioni cui viene richiesta la certificazione non si attivano nei tempi stabiliti dalla legge. Infine il D.L. 66/2014 ha esteso il meccanismo alle altre P.A. contemplate dall’art. 1, comma 2, del D. Leg.vo 165/2001.

Vi è poi il D.P.R. 602/1973, che all’art. 28-quater (introdotto dal D.L. 78/2010 e poi modificato dal D.L. 52/2012) prevede la possibilità di compensare i crediti con altre somme dovute alle amministrazioni pubbliche, previa acquisizione della certificazione di ai citati commi 3-bis e 3-ter dell’art. 9 del D.L. 185/2008.

Ancora, l’art. 12, comma 7-bis, del D.L. 145/2013 ha previsto la possibilità della compensazione dei crediti, nell’anno 2014, con le cartelle esattoriali dei soggetti titolari di crediti certificati derivanti da somministrazione, forniture, appalti e servizi, anche professionali, qualora la somma iscritta a ruolo sia inferiore o pari al credito vantato. Infine, l’art. 1, comma 19, della L. 190/2014 (Legge di stabilità 2015), l’art. 1, comma 129 della L. 208/2015 (Legge di stabilità 2016), l’art. 9-quater, del D.L. 24/04/2017, n. 50 (convertito con la L. 21/06/2017, n. 96) e l’art. 12-bis del D.L. 12/07/2018, n. 87 (convertito con la L. 09/08/2018, n. 96), hanno previsto la possibilità di estendere la suddetta compensazione anche per gli anni successivi (si vedano più avanti i provvedimenti di attuazione).


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Le disposizioni di attuazione

Alle disposizioni del D.L. 185/2008 (nella loro versione originaria e dunque limitata alle regioni ed agli enti locali, in capo alle quali sussisteva una semplice facoltà, e non un obbligo, di emettere la certificazione), è stata data inizialmente attuazione dal D. Min. Economia e Fin. 19/05/2009, che ora è da ritenere superato alla luce dei nuovi decreti ministeriali di seguito descritti. Restano peraltro valide le certificazioni emesse in base al precedente D.M. 19/05/2009, come previsto dall’art. 13, comma 2, della L. 183/2011.

Le nuove disposizioni attuative di riferimento sono le seguenti:

- il D. Min. Economia e Fin. 22/05/2012 (pubblicato sulla G.U. 143/2012) successivamente modificato dal D.M. 24/09/2012 (pubblicato sulla G.U. 256/2012), che regola la certificazione dei crediti vantati nei confronti di amministrazioni statali ed enti pubblici nazionali;

- il D. Min. Economia e Fin. 25/06/2012 (pubblicato sulla G.U. 152/2015) successivamente modificato dal D.M. 19/10/2012 (pubblicato sulla G.U. 259/2012), che regola la certificazione dei crediti vantati nei confronti di regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario nazionale.

Si segnalano altresì la Circ. Min. Economia e Fin. 27/11/2012, n. 35 e la Circ. Min. Economia e Fin. 27/11/2012, n. 36, recanti chiarimenti applicativi.

Due ulteriori decreti, in data 25/06/2012 (pubblicato sulla G.U. 152/2012) e 19/10/2012 (pubblicato sulla G.U. 259/2012) recano il primo le modalità con le quali i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti delle Regioni, degli Enti locali e degli Enti del Servizio Sanitario Nazionale per somministrazione, forniture e appalti, possono essere compensati con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo ed il secondo l’estensione di dette modalità anche ai medesimi crediti maturati nei confronti dello Stato e degli enti pubblici nazionali.

Infine, in attuazione delle menzionate disposizioni del D.L. 145/2013, della L. 190/2014, della L. 208/2015 e del D.L. 24/04/2017, n. 50 sono stati emanati i seguenti decreti:

- il D. Min. Economia e Fin. 24/09/2014 (pubblicato sulla G.U. 236/2014) il quale estende la possibilità per le imprese e i professionisti titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili maturati nei confronti della Pubblica Amministrazione per somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali, di compensare detti crediti anche con cartelle esattoriali notificate entro il 31/03/2014;

- il D. Min. Economia e Fin. 13/07/2015 (pubblicato sulla G.U. 176/2015) che prolunga detta possibilità anche per il 2015, con riferimento alle cartelle esattoriali notificate entro il 31/12/2014;

- il D. Min. Economia e Fin. 27/06/2016 (pubblicato sulla G.U. 161/2016) che prolunga detta possibilità anche per il 2016, con riferimento alle cartelle esattoriali notificate entro il 31/12/2015;

- il D. Min. Economia e Fin. 09/08/2017 (pubblicato sulla G.U. 194/2017) che prolunga detta possibilità anche per il 2017, con riferimento alle cartelle esattoriali notificate entro il 31/12/2016;

- il D.L. 12/07/2018, n. 87 (convertito con la L. 09/08/2018, n. 96), il cui art. 12-bis stabilisce che le disposizioni di cui all’articolo 12, comma 7-bis, del D.L. 145/2013, si applicano, con le modalità previste dal D. Min. Economia e Fin. 24/09/2014, anche per l’anno 2018, con riferimento ai carichi affidati agli agenti della riscossione entro il 31 dicembre 2017.


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Estinzione dei debiti tramite titoli di Stato

Va segnalato anche un altro decreto ministeriale, sempre in data 22/05/2012 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 143 del 21/06/2012 ed in vigore dal 06/07/2012) che, in attuazione dell’art. 35, comma 1, lettera b) del D.L. 1/2012 (convertito in legge dalla L. 27/2012), al fine di accelerare il pagamento dei crediti commerciali nei confronti delle amministrazioni pubbliche, consente di estinguere i crediti maturati al 31/12/2011 per servizi e forniture nei confronti di amministrazioni statali anche mediante assegnazione di titoli di Stato, su richiesta del soggetto creditore da inviare entro il 27/07/2012 e comunque entro il limite massimo di risorse finanziarie assegnate a questa misura, pari a 2 mld di euro.



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Regole generali
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Ambito di applicazione

I soggetti debitori nei confronti dei quali è possibile richiedere la certificazione del credito sono:

- regioni ed enti locali (comuni, città metropolitane, comunità montane, comunità isolane, unioni di comuni e consorzi fra i suddetti enti, CCIAA, ecc.);

- enti del servizio sanitario nazionale (aziende sanitarie locali, aziende ospedaliere, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici, anche se trasformati in fondazioni, aziende ospedaliere universitarie integrate con il servizio sanitario nazionale, istituti zooprofilattici di cui al D. Leg.vo 270/1993);

- amministrazioni statali (Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministeri, Agenzie – come le agenzie fiscali e cioè Agenzia delle entrate, Agenzia delle dogane, Agenzia del territorio e Agenzia del demanio, ecc.);

- enti pubblici nazionali (INPS, INAIL, ISTAT, ecc.);

- tutte le altre P.A. contemplate dall’art. 1, comma 2, del D. Leg.vo 165/2001 (aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, università, istituti autonomi case popolari, enti pubblici non economici regionali e locali, Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni e agenzie di cui al D. Leg.vo 300/1999).

Quanto invece ai creditori che possono accedere alla certificazione del credito, la norma non fa alcuna distinzione, parlando genericamente di “creditore”, e lasciando quindi intendere, a nostro parere, che possa trattarsi di professionisti, imprese e società di qualsiasi genere. Quanto invece al titolo da cui il credito deve scaturire, il comma 3-bis dell’art. 9 del D.L. 185/2008 parla di “somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti”, da cui devono scaturire “crediti certi, liquidi ed esigibili”.


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Tempistiche per la certificazione - Commissariamento dell’ente inadempiente

I citati commi 3-bis e 3-ter, del D.L. 185/2008, dispongono che pubbliche amministrazioni, a seguito di apposita richiesta dell’interessato ed entro 30 giorni dalla stessa N1, sono tenute a rilasciare una certificazione ove si attesti che il credito è certo, liquido ed esigibile, certificazione che il creditore potrà poi utilizzare per la cessione del proprio credito.

Con riferimento alla parte riguardante regioni ed enti locali, la certificazione non può essere rilasciata (e qualora venga rilasciata è nulla):

- dagli enti locali commissariati, se non per i crediti sorti prima del commissariamento stesso e non rientranti nella gestione commissariale;

- dagli enti del servizio sanitario nazionale delle regioni sottoposte ai piani di rientro dai deficit sanitari (oppure a programmi operativi di prosecuzione degli stessi), qualora nell’ambito dei suddetti piani o programmi siano state previste operazioni di gestione del debito (fatte salve le certificazioni rilasciate in attuazione di tali operazioni).

Qualora l’ente destinatario della richiesta non adempia entro il termine sopra detto, il creditore potrà presentare una nuova istanza finalizzata alla nomina di un commissario ad acta con oneri a carico dell’ente inadempiente, da effettuarsi a cura delle amministrazioni indicate nel comma 3-bis dell’art. 9 del D.L. 185/2008.


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Cosa fare del credito certificato

Una volta ottenuta la certificazione, l’interessato potrà cedere il proprio credito a banche o altri intermediari finanziari:

- “pro-soluto”: il cedente (l’impresa, il professionista, o comunque il soggetto che vanta il credito nei confronti della pubblica amministrazione) è tenuto a garantire unicamente l’esistenza del credito, e non risponde dunque in alcun modo dell’effettivo adempimento da parte del debitore, restando in tal modo liberato da qualsiasi obbligazione;

- “pro-solvendo”: il cedente è tenuto a garantire non solo l’esistenza del credito ma anche l’effettivo adempimento da parte del debitore, e dunque non resta liberato da ogni obbligo di pagare il debito fino a che non vi abbia provveduto per intero il debitore ceduto;

La cessione deve essere effettuata nel rispetto delle disposizioni di cui all’art. 117 del Codice dei contratti pubblici di cui al D. Leg.vo 163/2006 e con l’applicazione anche degli artt. 5, comma 1, e 7, comma 1, della L. 52/1991 (si veda più avanti il paragrafo dedicato).

A tale proposito va anche segnalato che il comma 3-quater dell’art. 9 del D.L. 185/2008 (introdotto dal D.L. 52/2012) consente di utilizzare ai fini della cessione del credito anche i certificati di pagamento delle rate di acconto emessi dal RUP ai sensi dell’art. 141, comma 2, del Regolamento di attuazione del Codice dei contratti pubblici, di cui al D.P.R. 207/2010.

In alternativa l’interessato può:

- attendere il pagamento che la P.A. è tenuta ad effettuare entro la data indicata nella certificazione del credito; oppure, se intende ottenere immediata liquidità:

- chiedere la compensazione all’Agenzia delle entrate o all’Agente della riscossione dell’intero o parte del debito certificato indicando gli estremi della certificazione nel modello F24, nel rispetto delle modalità.

Nei paragrafi successivi sono ulteriormente dettagliate le indicazioni a proposito della cessione e della compensazione del credito.



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Modalità per ottenere la certificazione dei crediti

Occorre fare riferimento ai due decreti attuativi, emanati in data 22/05/2012 e 25/06/2012 (e successive modifiche) e relativi, rispettivamente, alla certificazione dei crediti vantati nei confronti delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali e nei confronti di regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario nazionale. I due decreti sono praticamente “gemelli”, dunque quanto di seguito esposto vale per tutte le casistiche, a meno che non sia riportato diversamente (e deve essere considerato esteso a tutte le P.A. di cui all’art. 1, comma 2, del D. Leg.vo 165/2001, dato quanto previsto dall’art. 39 del D.L. 66/2014).

Per la certificazione dei crediti sono previste due procedure:

- una procedura semplificata, mediante piattaforma elettronica;

- una procedura ordinaria, da utilizzare nelle more della predisposizione della piattaforma elettronica necessaria per l’utilizzo della procedura semplificata.

Il decreto disciplina altresì le forme semplificate di cessione e di notificazione del credito ceduto.


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Indicazioni comuni sia alla procedura ordinaria che a quella semplificata

I decreti in oggetto definiscono modalità per il rilascio della certificazione che si applicano sia alle richieste con modalità ordinaria che a quelle con la modalità semplificata. In particolare:

- la certificazione non può essere rilasciata qualora risultino procedimenti giurisdizionali pendenti per la medesima ragione di credito N2;

- prima di rilasciare la certificazione, qualora il credito sia di importo superiore alla soglia prevista, l’ente debitore deve preliminarmente procedere alla verifica ai sensi dell’art. 48-bis del D.P.R. 602/1973 dell’eventuale inadempimento, da parte del soggetto creditore, ad obblighi di versamento derivanti dalla notifica di una o più cartelle di pagamento. In tal caso la certificazione viene comunque emessa al lordo delle somme ancora dovute, il cui importo viene indicato nella certificazione;

- nel caso invece di esposizione debitoria da parte del richiedente nei confronti della stessa amministrazione, il credito verrà certificato al netto della compensazione tra debiti e crediti del creditore istante N3.

Ulteriori indicazioni possono essere desunte dal modello 2, che l’ente debitore deve utilizzare per il rilascio della certificazione. In particolare, l’ente debitore deve indicare, evidentemente a beneficio del successivo cessionario del credito, la data del pagamento, che dovrà essere inferiore a 12 mesi decorrenti dalla presentazione dell’istanza.

Resta fermo che la certificazione del credito non pregiudica il diritto del creditore agli interessi, ai sensi delle pattuizioni contrattuali o delle disposizioni normative vigenti.

Si segnala infine che qualsiasi pagamento da effettuare in favore di soggetti cui sia stata rilasciata la certificazione può essere effettuato soltanto previa restituzione della certificazione stessa.


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Procedura ordinaria di certificazione

NOTA BENE - La procedura ordinaria è da ritenersi superata a seguito della messa a disposizione della piattaforma elettronica per la procedura semplificata (vedi paragrafo successivo). Si lascia comunque il testo per completezza di documentazione

I soggetti titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili possono presentare istanza cartacea di certificazione del credito, utilizzando il modello di cui all’Allegato 1 ai decreti in oggetto (gli Allegati ai due decreti sono identici).

L’amministrazione ricevente è tenuta, entro 30 giorni se trattasi di regioni, enti locali o enti del servizio sanitario nazionale ed entro 60 giorni se trattasi di amministrazioni statali o enti pubblici nazionali decorrenti dalla ricezione dell’istanza e tramite l’utilizzo del modello di cui all’Allegato 2 ai decreti in oggetto:

- a rilasciare la certificazione che il credito non è prescritto ed è certo, liquido ed esigibile;

- a rilevare l’eventuale insussistenza, anche parziale, del credito stesso N4.

Qualora entro il suddetto termine l’amministrazione ricevente non si attivi in un senso o nell’altro, il richiedente può altresì richiedere la nomina di un commissario ad acta, presentando una nuova istanza da inoltrare ai competenti uffici evidenziati nel comma 3-bis dell’art. 9 del D.L. 185/2008, tramite il modello di cui all’Allegato 1-bis ai decreti in oggetto ed evidenziando il numero identificativo dell’istanza di certificazione presentata all’ente debitore. Il soggetto preposto provvede alla nomina decorsi ulteriori 10 giorni, utilizzando il modulo di cui all’Allegato 3 ai decreti in oggetto, e comunque previa verifica che nel frattempo la richiesta certificazione non sia stata rilasciata.

Il commissario ad acta può svolgere presso gli uffici dell’amministrazione debitrice tutti gli atti necessari e funzionali al rilascio della documentazione, compreso l’accesso ai documenti e la loro estrazione, e provvede al rilascio della certificazione entro 50 giorni successivi alla nomina, dandone contestuale comunicazione all’ente debitore.



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Procedura semplificata di certificazione tramite piattaforma elettronica

È stata messa a disposizione, a cura del Ministero dell’Economia e delle Finanze per il tramite della Consip S.p.A., una piattaforma elettronica che consente lo svolgimento della procedura di certificazione in maniera del tutto analoga alla procedura ordinaria. La piattaforma ha caratteristiche tecniche tali da assicurare l’identificazione univoca di tutti i soggetti coinvolti nella certificazione telematica (e nella eventuale cessione dei crediti certificati), secondo standard di sicurezza e di certezza adeguati ed in linea con la normativa vigente in materia.

La piattaforma è disponibile all’indirizzo

e mette a disposizione degli utenti informazioni utili, guide, videotutorial, glossario e FAQ.

Le amministrazioni interessate devono richiedere l’abilitazione all’utilizzo della piattaforma stessa. I soggetti titolari di crediti dovranno a loro volta presentare l’istanza tramite il modello generato dalla piattaforma elettronica (conforme a quello di cui all’Allegato 1 ai decreti in oggetto); a seguito dell’istanza l’ente debitore utilizzerà la piattaforma elettronica per rilasciare la certificazione o per certificare l’insussistenza del debito, utilizzando il modello generato dalla piattaforma elettronica (conforme a quello di cui all’Allegato 2 ai decreti in oggetto).

Per la nomina del commissario ad acta modalità e tempi sono perfettamente analoghi a quelli previsti per la certificazione con la procedura ordinaria, cui si rimanda per maggiori dettagli, fatta eccezione per il modulo che il richiedente deve utilizzare, che sarà in questo caso quello messo a disposizione dal sistema, peraltro in conformità a quello di cui all’Allegato 1-bis ai decreti in oggetto, e per quello che dovrà essere utilizzato per la nomina del commissario, che sarà anche in questo caso quello messo a disposizione dal sistema, conforme però a quello di cui all’Allegato 3 ai decreti in oggetto,

Modalità e tempi per il rilascio della certificazione sono dunque gli stessi previsti per la procedura ordinaria, anche in caso di nomina del commissario ad acta.



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Cessione del credito
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Norme generali

La cessione del credito è un contratto con il quale il soggetto titolare del credito trasmette il proprio diritto ad un altro soggetto, che subentra nel rapporto obbligatorio divenendo a sua volta titolare del credito, ed è ordinariamente disciplinata dalle norme del Codice civile. La cessione può avvenire nelle due modalità alternative “pro-soluto “ e “pro- solvendo “, che sono già state descritte in precedenza.

Ai sensi del comma 3-bis dell’art. 9 del D.L. 185/2008, la cessione del credito deve peraltro avvenire nel rispetto dell’art. 117 del Codice dei contratti pubblici di cui al D. Leg.vo 163/2006, concernente la cessione dei crediti derivanti dai contratti di appalto, e con l’applicazione, ferma restando l’efficacia liberatoria dei pagamenti eseguiti dal debitore ceduto, degli artt. 5, comma 1, e 7, comma 1, della L. 52/1991 (Disciplina della cessione dei crediti di impresa). Detta legge, in deroga alle norme del Codice civile, disciplina la cessione del credito nei casi in cui:

- il cedente è un imprenditore;

- i crediti ceduti sorgono da contratti stipulati dal cedente nell’esercizio dell’impresa;

- il cessionario è una banca o un intermediario finanziario disciplinato dal testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al D. Leg.vo 385/1993, il cui oggetto sociale preveda l’esercizio dell’attività di acquisto di crediti d’impresa.

A sua volta l’art. 117 del D. Leg.vo 163/2006 prevede l’estensione della L. 52/1991 anche ai crediti vantati verso le stazioni appaltanti e derivanti da contratti di lavori, servizi e forniture, ivi compresi i concorsi e gli incarichi di progettazione, disciplinati dal medesimo D. Leg.vo 163/2006. Detto art. 117 prevede inoltre disposizioni specifiche per la cessione dei crediti vantati nei confronti delle stazioni appaltanti che siano anche amministrazioni pubbliche. In particolare:

- per poter essere opponibili alle stazioni appaltanti che siano anche amministrazioni pubbliche, le cessioni devono essere stipulate mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata, ed essere notificate alle amministrazioni medesime;

- le cessioni di crediti derivanti da contratti di appalto, concessione e concorso di progettazione sono altresì efficaci ed opponibili alle stazioni appaltanti che siano anche amministrazioni pubbliche qualora queste non ne notifichino il rifiuto, entro il termine perentorio di 45 giorni dalla notifica dell’avvenuta cessione, sia al creditore cedente che al cessionario;

- le stazioni appaltanti che siano anche amministrazioni pubbliche possono anche accettare preventivamente, con clausola da inserire quindi nei contratti, la cessione da parte dell’esecutore di tutti o parte dei crediti che devono venire a maturazione;

- in ogni caso le stazioni appaltanti che siano anche amministrazioni pubbliche possono opporre al cessionario subentrante tutte le eccezioni opponibili al creditore cedente in base al contratto.

Inoltre, ai sensi dell’art. 5, comma 1, della L. 52/1991, qualora il cessionario abbia pagato in tutto o in parte il corrispettivo della cessione ed il pagamento abbia data certa, la cessione è opponibile:

- agli altri aventi causa del cedente, il cui titolo di acquisto non sia stato reso efficace verso i terzi anteriormente alla data del pagamento;

- al creditore del cedente che abbia pignorato il credito dopo la data del pagamento;

- al fallimento del cedente dichiarato dopo la data del pagamento, salvo quanto disposto dall’art. 7, comma 1.

A sua volta, l’art. 7, comma 1, della L. 52/1991, stabilisce che l’efficacia della cessione verso i terzi non è opponibile al fallimento del cedente, se il curatore prova che il cessionario conosceva lo stato di insolvenza del cedente quando ha eseguito il pagamento e sempre che il pagamento del cessionario al cedente sia stato eseguito nell’anno precedente alla sentenza dichiarativa di fallimento e prima della scadenza del credito ceduto.


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Norme specifiche relative ai crediti certificati

I decreti ministeriali concernenti le modalità per l’ottenimento della certificazione del credito stabiliscono che l’ente debitore accetta preventivamente la cessione del credito in favore di banche o altri intermediari finanziari abilitati ai sensi della legislazione vigente. Ne consegue anche che la cessione del credito potrà essere effettuata anche se il contratto dal quale il credito deriva esclude espressamente tale possibilità.

Inoltre è prevista una importante semplificazione procedurale nel caso in cui per la certificazione del credito venga utilizzata la procedura mediante piattaforma elettronica disciplinata dai decreti ministeriali sopra commentati (per la quale, si ricorda, occorre attendere che venga predisposta e attivata la suddetta piattaforma).

In pratica le cessioni dei crediti certificati in modalità elettronica sono comunicate alle amministrazioni interessate attraverso la medesima piattaforma; la comunicazione in tal modo effettuata sostituisce:

- la stipula della cessione attraverso atto pubblico o scrittura privata autentificata;

- la notifica sotto altre forme all’amministrazione debitrice;

- la possibilità di rifiuto alla cessione opponibile da parte dell’amministrazione: in altri termini, la pubblica amministrazione non può esercitare la propria facoltà di opporsi alla cessione del credito, se il credito stesso è stato certificato in modalità elettronica e notificato tramite la piattaforma.

NOTA BENE - L’ art. 38-bis del D.L. 66/2014 ha stabilito che la cessione dei crediti è esente da imposte, tasse e diritti di qualsiasi tipo, fatta salva l’IVA.


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Garanzia diretta da parte dello Stato

L’art. 37 del D.L. 66/2014 ha introdotto strumenti volti a favorire la cessione dei crediti di parte corrente certificati da parte di pubbliche amministrazioni diverse dallo Stato. Tali crediti devono essere certi, liquidi ed esigibili e riguardare somministrazioni, forniture ed appalti e prestazioni professionali, maturati al 31/12/2013 e certificati, alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

Per tali debiti è prevista la concessione della garanzia dello Stato a partire dal momento dell’effettuazione di operazioni di cessione ovvero di ridefinizione con banche o intermediari finanziari. La Cassa depositi e prestiti e le istituzioni finanziarie dell’UE e internazionali possono acquisire dalle banche e dagli intermediari finanziari, i crediti assistiti dalla garanzia dello Stato, anche al fine di effettuare operazioni di ridefinizione dei termini e delle condizioni di pagamento dei relativi debiti.



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Compensazione dei crediti con altre somme dovute alle pubbliche amministrazioni

L’art. 28-quater del D.P.R. 602/1073 (introdotto dal D.L. 78/2010 e modificato dal D.L. 52/2012) ha introdotto la possibilità di compensare, previa acquisizione della certificazione di cui all’art. 9 del D.L. 185/2008 sopra descritta, i crediti vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo.


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Ambito di applicazione

Oggetto della compensazione possono essere, a seguito delle ultime modifiche apportate alla norma, i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, vantati nei confronti dello Stato, degli enti pubblici nazionali, delle regioni, degli enti locali e degli enti del servizio sanitario nazionale per somministrazioni, forniture ed appalti.

L’art. 39 del D.L. 66/2014 ha esteso la possibilità della compensazione ai crediti vantati nei confronti di tutte le pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del D. Leg.vo 165/2001.

Gli enti pubblici interessati sono quindi gli stessi oggetto delle norme sulla certificazione e dei relativi decreti di attuazione. Il citato art. 28-quater prevede un decreto ministeriale attuativo, emanato con il D.M. 25/06/2012. Il decreto in questione era relativo solo a regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario nazionale, ed è stato quindi necessario emanare il successivo D.M. 19/10/2012 per estendere il meccanismo allo Stato ed agli enti pubblici nazionali.

Le tipologie di debiti che possono essere oggetto di compensazione sono tutte le somme notificate entro il 31/12/2016 N5 per:

- tributi erariali, regionali e locali;

- contributi assistenziali e previdenziali;

- premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali;

- altre entrate spettanti alla stessa amministrazione che ha rilasciato la certificazione.

La compensazione è applicabile anche a oneri accessori, aggi ed altre spese a favore dell’agente della riscossione.


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Modalità pratiche per la compensazione

In primo luogo, come più volte ribadito, vi è necessità di acquisire la certificazione di cui all’art. 9 del D.L. 185/2008 ed ai relativi decreti attuativi, per esercitare la compensazione.

Si descrive qui di seguito in estrema sintesi il procedimento per la compensazione, rinviando per maggiori dettagli alla lettura dell’art. 4 del D.M. 25/06/2012:

- il creditore, acquisita la certificazione, la presenta all’agente di riscossione (i.e. Equitalia), indicando le posizioni debitorie che intende estinguere;

- l’agente di riscossione invia, entro 3 giorni ed a mezzo di posta elettronica certificata (PEC), richiesta all’ente debitore per verificare la veridicità della certificazione;

- l’ente debitore risponde entro i successivi 10 giorni;

- in caso di esito positivo, il debito si compensa con il credito e l’agente di riscossione comunica all’ente entro 5 giorni, sempre tramite PEC l’avvenuta compensazione, che viene annotata sulla certificazione;

- l’ente debitore è tenuto al pagamento all’agente della riscossione dell’importo compensato entro 12 mesi dalla certificazione (si tratta in pratica, visto quanto detto all’inizio, di una cessione “pro-soluto”);

- in caso di mancato pagamento è prevista la relativa riduzione delle somme dovute dallo Stato all’ente debitore.




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