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Applicazione pratica del Codice appalti a Ordini e Collegi professionali

A cura di:
Rosalisa Lancia
Dino de Paolis

BR 26-27 prodotti non contenitori

A seguito del Comunicato ANAC 28/06/2017, con cui si è definitivamente chiarito che Ordini e Collegi sono tenuti ad applicare la normativa sugli appalti pubblici di cui al D. Leg.vo 18/04/2016, n. 50, il presente articolo - con l’obiettivo di prestare un primo supporto operativo agli enti esponenziali delle categorie professionali - fornisce una guida pratica per la gestione degli affidamenti in 17 punti. Iscrizione all’Anagrafe delle stazioni appaltanti; programmazione; designazione RUP; indagini di mercato ed elenchi fornitori; scelta procedura e criteri; avvio procedura con delibera consiliare; CIG; selezione e rotazione operatori; inviti, presentazione e valutazione offerte; aggiudicazione e stipula contratto; trasparenza e pubblicazioni.

Gli Ordini ed i Collegi professionali, sia a livello nazionale che a livello territoriale, hanno natura giuridica di enti pubblici non economici e, in quanto tali, sono anche in possesso di tutti i requisiti richiesti dalla disciplina di settore per la loro configurabilità come organismi di diritto pubblico, rientrando conseguentemente nell’ambito di applicazione della normativa in tema di affidamento dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, di cui al D. Leg.vo 18/04/2016, n. 50, ed ai relativi provvedimenti attuativi e di dettaglio. Il chiarimento definitivo sul punto, che pone fine ad incertezze e dubbi interpretativi è stato fornito con il Comunicato ANAC 28/06/2017 in risposta alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri che aveva chiesto chiarimenti in merito all’applicabilità dei soli principi indicati nell’art. 4 del D. Leg.vo 50/2016 ai fini dell’affidamento dei contratti di lavori, servizi e forniture, gli Ordini possano ritenersi tenuti al rispetto.

MOTIVAZIONI DEL PARERE ANAC E PRECEDENTI - L’applicabilità del Codice dei Contratti agli ordini e collegi non è un tema nuovo per il Regolatore e l’orientamento adesso comunicato era stato già espresso in due precedenti documenti (Parere 21/05/2014, AG 18/14, e Deliberazione 06/02/2013, n. 4, dell’allora Autorità di vigilanza sui contratti pubblici). I menzionati documenti si basavano sull’analisi dell’art. 3, comma 26, del precedente Codice dei contratti pubblici di cui al D. Leg.vo 163/2006, ora trasfuso nell’art. 3, comma 1, lettera d), del vigente D. Leg.vo 50/2016, in base al quale è da intendersi “organismo di diritto pubblico” (a sua volta rientrante nel novero delle “amministrazioni aggiudicatrici” e pertanto soggetto all’applicazione della normativa sui contratti pubblici ai sensi dell’art. 1, comma 1, del D. Leg.vo 50/2016), qualsiasi organismo, anche in forma societaria:
1) istituito per soddisfare specificatamente esigenze di interesse generale, aventi carattere non industriale o commerciale;
2) dotato di personalità giuridica;
3) la cui attività sia finanziata in modo maggioritario dallo Stato, dagli enti pubblici territoriali o da altri organismi di diritto pubblico oppure la cui gestione sia soggetta al controllo di questi ultimi oppure il cui organo d’amministrazione, di direzione o di vigilanza sia costituito da membri dei quali più della metà è designata dallo Stato, dagli enti pubblici territoriali o da altri organismi di diritto pubblico.
Considerata l’indubbia riconducibilità di Ordini e Collegi professionali ai requisiti di cui ai punti 1) e 2), l’Autorità, in entrambi i documenti, ha espresso l’opinione che risulti soddisfatto anche uno dei parametri alternativi del requisito n. 3), essenzialmente in virtù del controllo esercitato dall’Autorità pubblica, quale il Ministero di Giustizia, con accenti e modalità diverse a seconda delle leggi istitutive delle varie professioni [1].
Ne deriva come diretta conseguenza che - potendosi qualificare gli Ordini e Collegi professionali come organismi di diritto pubblico - essi sono soggetti all’applicazione della normativa in tema di appalti e contratti pubblici, così come lo possono essere altri enti anche di diritto privato che - avuto riguardo ai diversi parametri di controllo e/o collegamento funzionale - siano comunque “connessi” ai medesimi Ordini o Collegi professionali a fronte delle attività di pubblico interesse perseguite o del controllo su questi esercitato.
Questo orientamento supera in pratica anche quanto espresso dalla Sentenza Corte di Giustizia UE 12/09/2013, n. C-526/11, ed altre analoghe, sulla base delle quali sembrava potersi esc

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  • Codice dei contratti pubblici.
  • Linee Guida n. 4, di attuazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Procedure per l’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato e formazione e gestione degli elenchi di operatori economici”.
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