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La mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali

A cura di:
Redazione Legislazione Tecnica

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In questo articolo è illustrata la procedura di mediazione introdotta dal D. Leg.vo 28/2010 in attuazione dell’art. 60 della L. 69/2009. Normativa di riferimento, oggetto e ambito di applicazione, mediazione facoltativa e obbligatoria, procedimento e requisiti professionali dei mediatori.

Il D. Leg.vo 04/03/2010, n. 28, ha introdotto la procedura della mediazione finalizzata alla semplificazione dei procedimenti civili ed alla riduzione della loro durata. Tale procedura è stata oggetto della sentenza della Corte Costituzionale 06/12/2012, n. 272, nonché di successive modifiche normative, quali, da ultimo, quella prevista dal D.L. 24/04/2017, n. 50, che stabilizza nell’ordinamento l’istituto della mediazione obbligatoria.
Di seguito si illustra sinteticamente la disciplina della mediazione, con particolare riferimento al suo ambito di applicazione, al relativo procedimento ed ai requisiti dei mediatori.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO - Il riferimento normativo principale in tema di mediazione civile è il D. Leg.vo 28/2010, recante “Attuazione dell’articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali”, il quale ha previsto, tra l’altro, che per talune controversie il tentativo di mediazione fosse obbligatorio, ovvero rappresentasse una condizione di procedibilità dell'azione. La Corte costituzionale, con sentenza n. 272/2012, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale per eccesso di delega della disciplina relativa alla c.d. mediazione obbligatoria, di cui all’articolo 5, comma 1, del D. Leg.vo 28/2010.
Successivamente, la sentenza della Consulta è stata superata dal D.L. 21/06/2013, n. 69, convertito con modificazioni dalla L. 09/08/2013, n. 98, che ha reintrodotto le disposizioni sul carattere obbligatorio della mediazione pur affermandone la natura transitoria e sperimentale.
Infine, è intervenuto l’articolo 11-ter del D.L. 50/2017, convertito con modificazioni dalla L. 96/2017, il quale ha eliminato il carattere temporaneo dell’istituto e introdotto un obbligo annuale di relazione sulla sua attuazione da parte del Ministro della giustizia.

OGGETTO E AMBITO DI APPLICAZIONE, MEDIAZIONE FACOLTATIVA E OBBLIGATORIA - Ai sensi dell’articolo 1 del D. Leg.vo 28/2010, la “mediazione” consiste nell’attività svolta da un terzo imparziale chiamato ad assistere le parti al fine di raggiungere un accordo amichevole per la composizione della controversia, mentre per “conciliazione” si intende la composizione della controversia all’esito positivo del procedimento di mediazione.
L’attività di mediazione è affidata ad appositi organismi, enti pubblici o privati, iscritti in un registro tenuto dal Ministero della giustizia.
L’oggetto della mediazione è circoscritto alle controversie civili e commerciali che vertono su diritti disponibili e chiunque può accedere alla mediazione c.d. facoltativa (articolo 2).
Il tentativo di mediazione riveste invece carattere obbligatorio (articolo 5, comma 1-bis), e quindi condizione di procedibilità dell’azione giudiziaria, in relazione alle controversie in materia di: condominio; diritti reali; divisione; successioni ereditarie; patti di famiglia; locazione; comodato; affitto di aziende; risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità; contratti assicurativi, bancari e finanziari. In alternativa al procedimento di mediazione obbligatorio di cui in oggetto, è possibile esperire i procedimenti previsti dal D. Leg.vo 08/10/2007, n. 179, ovvero il procedimento istituito in attuazione dell'articolo 128-bis del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al D. Leg.vo 01/09/1993, n. 385, per le materie ivi regolate.
Si precisa che quando l'esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale, la condizione si considera avverata se il primo incontro dinanzi al mediatore si conclude senza l'accordo. Inoltre, lo svolgimento della mediazione non preclude in ogni caso la concessione dei provvedimenti urgenti e cautelari, né la trascrizione della domanda giudiziale. Il Decreto elenca inoltre i procedimenti ai quali non si applica la disciplina della mediazione obbligatoria (articolo 5, comma 4).

REQUISITI PROFESSIONALI DEI MEDIATORI - I requisiti professionali per la qualifica di mediatore sono definiti nel Decreto del Ministero della giustizia 18/10/2010, n. 180. In particolare, l’articolo 4, comma 3, di tale Decreto prevede che i mediatori devono possedere:
- un titolo di studio non inferiore al diploma di laurea universitaria triennale ovvero, in alternativa, devono essere iscritti a un ordine o collegio professionale;
- una specifica formazione e uno specifico aggiornamento almeno biennale, acquisiti presso gli enti di formazione in base all'articolo 18 dello stesso D.M., nonché la partecipazione, da parte dei mediatori, nel biennio di aggiornamento e in forma di tirocinio assistito, ad almeno venti casi di mediazione svolti presso organismi iscritti;
- determinati requisiti di onorabilità;
- la documentazione idonea a comprovare le conoscenze linguistiche necessarie, per i mediatori che intendono iscriversi negli elenchi dei mediatori esperti nella materia internazionale.
Il D. Leg.vo 28/2010 individua specifici doveri del mediatore, tra i quali il divieto di assumere diritti o obblighi connessi agli affari oggetto della mediazione nonché di percepire compensi direttamente dalle parti (articolo 14). Il DM 180/2010 precisa inoltre le situazioni di incompatibilità e conflitti di interessi relative all’attività dei mediatori (articolo 14-bis).
I consigli degli ordini professionali possono istituire organismi speciali, per le materie riservate alla loro competenza e previa autorizzazione del Ministero della giustizia. Inoltre, i consigli degli ordini degli avvocati possono istituire organismi di mediazione presso ciascun tribunale.

PROCEDIMENTO - Relativamente al procedimento di mediazione, l’art. 3 del D. Leg.vo 28/2010 rinvia al regolamento dell’organismo scelto dalle parti (che deve garantire in ogni caso la riservatezza del procedimento nonché l’imparzialità e idoneità del mediatore al corretto espletamento dell’incarico), stabilisce l’assenza di formalità per gli atti del procedimento e la possibilità che esso si svolga secondo modalità telematiche.
La domanda di mediazione viene presentata depositando un’istanza presso un organismo nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia. L’istanza deve indicare l’organismo, le parti, l’oggetto e le ragioni della pretesa.
La durata massima del procedimento è fissata in 3 mesi, calcolati dalla data di deposito della domanda di mediazione, ovvero dalla scadenza del termine fissato dal giudice per il deposito della stessa (articolo 6).
Ricevuta la domanda, il responsabile dell'organismo designa un mediatore e fissa il primo incontro tra le parti non oltre 30 giorni dal deposito della domanda. Le parti devono partecipare al procedimento con l’assistenza di un avvocato (articolo 8).
Il procedimento di mediazione può concludersi, alternativamente, come segue:
- raggiungimento di un accordo amichevole, il mediatore forma allora il processo verbale, al quale è allegato l’accordo sottoscritto dalle parti;
- mancato raggiungimento dell’accordo, in tal caso, il mediatore formula una proposta di conciliazione, che viene comunicata per iscritto alle parti, le quali hanno 7 giorni di tempo per accettarla o rifiutarla (il silenzio equivale al dissenso).
Se è raggiunto un accordo amichevole o le parti accettano la proposta, si forma il processo verbale; in caso contrario, il mediatore redige verbale di mancato accordo con l’indicazione della proposta, dando eventualmente atto della mancata partecipazione di una delle parti al procedimento di mediazione (articolo 11).
Il verbale dell'accordo che sia stato sottoscritto dalle parti e dagli avvocati o, negli altri casi, il verbale dell'accordo omologato, costituisce titolo esecutivo per l'espropriazione forzata, per l'esecuzione in forma specifica e per l'iscrizione di ipoteca giudiziale (articolo 12).

  • Attuazione dell’articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali.
  • Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo.
  • Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia.
  • Giudizio di legittimità costituzionale degli articoli 5, comma 1, primo, secondo e terzo periodo, e 16, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28 (Attuazione dell'articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali), dell’articolo 2653, primo...
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