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Ultimo aggiornamento
23/08/2017

Valorizzazione beni non utilizzati nel Mezzogiorno tramite concessione

Procedura individuata dal D.L. 91/2017 per rafforzare le opportunità occupazionali e di reddito dei giovani nel Mezzogiorno tramite concessione e valorizzazione di beni non utilizzati. Priorità a riuso di immobili dismessi senza consumo di ulteriore suolo non edificato e ad elevati standard di qualità architettonica e paesaggistica. Aggiornamento al 13/08/2017.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica

L’art. 3 del D.L. 20/06/2017, n. 91, convertito con modificazioni dalla Legge n. 123 del 03/08/2017, individua la procedura per la valorizzazione di terreni abbandonati o incolti e di beni immobili in stato di abbandono che si trovano nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

La norma in oggetto è finalizzata alla concessione di beni non utilizzati per la loro valorizzazione e per migliorare le opportunità di occupazione e di reddito dei giovani del Mezzogiorno.
Di seguito si illustrano le condizioni e modalità di concessione dei beni oggetto del Decreto, le quali sono diverse a seconda se il bene è pubblico o privato.

BENI ABBANDONATI O INCOLTI
Si considerano abbandonati o incolti ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del D.L. 91/2017.
a) i terreni agricoli sui quali non sia stata esercitata l’attività agricola minima da almeno dieci anni, in base ai principi e definizioni del regolamento n. 1307/2013/UE;
b) i terreni oggetto di rimboschimento artificiale o in cui sono insediate formazioni arbustive ed arboree (tranne quelli considerati “boschi”) nei quali non siano stati attuati interventi di sfollo o diradamento negli ultimi quindici anni;
c) le aree edificate ad uso industriale, artigianale, commerciale, turistico-ricettivo e le relative unità immobiliari, in stato di abbandono da almeno quindici anni o nelle quali non risultino più operative aziende o società da almeno quindici anni.
Spetta ai comuni delle regioni interessate, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione del Decreto in oggetto (i.e. entro il 13/02/2018), individuare i beni immobili sopra definiti, con particolare riguardo ai terreni agricoli, e pubblicarne l’elenco (da aggiornare con cadenza annuale) sul proprio sito internet istituzionale entro trenta giorni dalla scadenza del suddetto termine per l’individuazione degli immobili (i.e. entro il 15/03/2018).

ASSEGNAZIONE DI BENI PUBBLICI
I beni individuati possono essere dati in concessione per un periodo massimo di nove anni, rinnovabile una sola volta, a soggetti che abbiano un’età compresa tra i 18 ed i 40 anni e presentino un progetto volto all’utilizzo ed alla valorizzazione del bene.
Il comune pubblica i bandi sul proprio sito istituzionale ed il termine per la presentazione delle domande non può essere inferiore a centoventi giorni dalla pubblicazione del bando.
I criteri di valutazione della graduatoria predisposta dal comune assicurano priorità ai progetti di riuso di immobili dismessi senza consumo di ulteriore suolo non edificato ed a quelli con elevati standard di qualità architettonica e paesaggistica.
Per i terreni di cui al comma 2, lettere a) e b), sono ammessi a valutazione anche i progetti che prevedano i cambi di destinazione d'uso o consumo di suolo non edificato, purché siano conformi alle procedure di legge sugli strumenti urbanistici.
Entro sessanta giorni dall’approvazione della graduatoria, è effettuata la formale assegnazione del bene immobile, tramite la quale:

  • l’immobile viene consegnato al beneficiario, con l’immissione in uso;
  • il beneficiario assume la detenzione del bene con facoltà di goderne e di trasformarlo materialmente in conformità al progetto;
  • il beneficiario assume l’obbligo di eseguire le attività descritte nel progetto presentato.

Il beneficiario è tenuto a corrispondere al comune un canone d’uso indicizzato determinato dal comune sulla base della perizia tecnica di stima del bene.

AFFITTO DI BENI PRIVATI
Se i beni immobili sopra definiti sono beni immobili privati, i soggetti di età compresa tra i 18 ed i 40 anni manifestano al comune l’interesse ad utilizzare i beni presentando un progetto di valorizzazione che indichi, tramite certificato redatto da notaio:

  • i dati di identificazione catastale;
  • il proprietario del fondo risultante dai registri immobiliari;
  • i soggetti che abbiano eventualmente acquisito diritti sul bene in virtù di atti trascritti;
  • l’inesistenza di trascrizioni o iscrizioni pregiudizievoli nei registri immobiliari negli ultimi venti anni, nonché la conformità alle norme in materia urbanistica per le aree edificate di cui all’articolo 3, comma 2, lettera c) del Decreto in oggetto.

Se il comune valuta positivamente il progetto, lo pubblica sul proprio sito istituzionale e ne informa (tramite raccomandata AR o PEC) l’avente diritto, al quale vengono comunicate anche le condizioni economiche, determinate con una apposita perizia tecnica di stima del bene e la proposta irrevocabile del contratto di affitto.
Entro centottanta giorni dalla suddetta comunicazione ed in caso di consenso dell’avente diritto, il comune, su istanza del presentatore del progetto, adotta gli atti idonei a consentire l’esecuzione del progetto per il periodo previsto dal contratto di affitto, che viene trascritto nei registri immobiliari.
La mancata manifestazione del consenso dell'avente diritto nelle forme previste determina la nullità del progetto e del contratto di affitto.
Il beneficiario è tenuto a versare il canone all’avente diritto e ha un diritto di prelazione sul bene nel caso di trasferimento dello stesso nei cinque anni successivi alla restituzione per scadenza del periodo contrattuale.

ATTUAZIONE DEL PROGETTO
Una volta ottenuto il bene in concessione, il beneficiario può costituire società agricole, di cui al D. Leg.vo 99/2004, società artigiane, di cui alla L. 443/1985, nelle quali l’assegnatario abbia la maggioranza del capitale ed il potere di amministrare e rappresentare la società; sono ammesse anche le imprese familiari di cui all’articolo 230-bis del codice civile.
Il beneficiario non ha però diritto di cedere a terzi, in tutto o in parte, il terreno e i diritti conseguiti con l’assegnazione, né di costituirvi diritti a favore di terzi o alienare, affittare, concedere in comodato o effettuare qualunque atto di trasferimento a terzi dell’azienda organizzata per l’esecuzione delle attività descritte nel progetto.
Se il progetto prevede lo svolgimento di attività terziarie di carattere no profit o artigianali o turistico-ricettive, il comune adotta le connesse modificazioni in variante degli strumenti urbanistici.
Il comune trasmette alle regioni l’elenco dei beni censiti ed assegnati entro novanta giorni dalla scadenza del termine di sei mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione (i.e. entro il 14/05/2018).
 

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