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Criteri per la demolizione di opere abusive (DDL S.580-B)

A cura di:
Redazione Legislazione Tecnica

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Approvato dal Senato in data 17/05/2017 il testo del disegno di legge che reca disposizioni in materia di criteri per l'esecuzione di procedure di demolizione di manufatti abusivi. Il DDL torna alla Camera per l’approvazione definitiva.

Il disegno di legge S.580-B - approvato con modificazioni dal Senato il 17/05/2017 dopo la precedente approvazione della Camera il 16/05/2016, e che torna pertanto all’esame della Camera per l’approvazione definitiva - detta disposizioni volte a razionalizzare le procedure di esecuzione delle demolizioni di manufatti abusivi.
Il DDL risulta, nella formulazione approvata dal Senato, composto di quattro articoli, dei quali segue una breve sintesi.

CRITERI DI PRIORITÀ PER LA DEMOLIZIONE  L’articolo 1 modifica il D. Leg.vo 20/02/2006, n. 106, relativo alla riorganizzazione degli uffici del Pubblico Ministero, per attribuire al Procuratore della Repubblica il compito di determinare i criteri di priorità per l’esecuzione:
- degli ordini di demolizione delle opere abusive, in presenza della condanna definitiva del giudice penale per i reati di abusivismo edilizio (art. 31, comma 9, del Testo unico dell’edilizia di cui al D.P.R. 380/2001) quando la demolizione non è stata ancora eseguita;
- degli ordini di rimessione in pristino dello stato dei luoghi, in presenza di condanna definitiva del giudice penale per l’esecuzione di opere su beni paesaggistici in assenza o in difformità all’autorizzazione (art. 181, comma 2, del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al D. Leg.vo 42/2004).
L’individuazione di alcuni criteri di priorità costituisce una prassi operativa già in uso presso alcune Procure della Repubblica.
Nella determinazione dei criteri di priorità, il PM dovrà dare adeguata considerazione:
1. agli immobili di rilevante impatto ambientale o costruiti su area demaniale o su area soggetta a vincolo ambientale e paesaggistico, sismico, idrogeologico, archeologico o storico artistico;
2. agli immobili che per qualunque motivo rappresentano un pericolo per la pubblica o privata incolumità, nell’ambito del necessario coordinamento con le autorità amministrative preposte;
3. agli immobili nella disponibilità di soggetti condannati per reati di associazione mafiosa o di soggetti colpiti da misure prevenzione.
Nell’ambito di ciascuna delle tipologie di immobili, la priorità deve essere attribuita di regola agli immobili in corso di costruzione o comunque non ancora ultimati alla data della sentenza di condanna di primo grado e agli immobili non stabilmente abitati.

PROCEDURE AMMINISTRATIVE PER LE DEMOLIZIONI - L’articolo 2 modifica l’articolo 41 del D.P.R. 380/2001 relativo alle procedure di demolizione attivate dalle autorità amministrative.
La disposizione conferma che annualmente, entro dicembre, il responsabile dell’Ufficio comunale deve trasmettere al Prefetto, ma anche alle altre amministrazioni statali e regionali preposte alla tutela, l’elenco delle opere non sanabili. Nel precisare che deve trattarsi delle opere per le quali il responsabile dell’abuso non ha provveduto alla demolizione e al ripristino, la norma aggiunge che deve essere anche scaduto il termine di 270 giorni entro il quale il comune è tenuto a concludere la demolizione. Il nuovo art. 41 conferma poi la normativa vigente per quanto riguarda gli adempimenti prefettizi e le modalità della demolizione; la norma estende, peraltro, la possibilità prevista per il prefetto di avvalersi di imprese private o di strutture operative del Ministero della difesa per eseguire la demolizione, anche ai casi in cui sia il comune a procedere alla demolizione.

FONDO PER LE DEMOLIZIONI DI OPERE ABUSIVE - L’articolo 3 istituisce presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un fondo di rotazione, con una dotazione complessiva (per il quinquennio 2016-2020) di 40 milioni di euro, finalizzato all’erogazione di finanziamenti ai comuni per l’integrazione delle risorse necessarie per le opere di demolizione.
Con decreto del Ministro delle infrastrutture e trasporti, di concerto con i Ministri dell’ambiente, dei beni culturali e dell’economia, sentita la Conferenza unificata, sono definiti i criteri, le condizioni e le modalità operative per la gestione e l’utilizzo delle risorse del Fondo, ivi compreso il tasso d’interesse per l’erogazione dei finanziamenti. L’erogazione dei finanziamenti è subordinata alla presentazione di richieste adeguatamente corredate della documentazione contabile e amministrativa relativa alle demolizioni da eseguire ovvero delle risultanze delle attività di accertamento tecnico e di predisposizione degli atti finalizzati all’acquisizione dei manufatti abusivi al patrimonio da parte dei comuni e delle regioni. In ogni caso le somme dovranno essere restituite dall’amministrazione richiedente sulla base di un piano di ammortamento decennale a rate annuali costanti comprensive di quota capitale e quota interessi.
Si segnala che l’ambito soggettivo del fondo da costituirsi sembra essere analogo a quello del Fondo per la demolizione delle opere abusive istituito presso la Cassa depositi e prestiti (art. 32, comma 12, del D.L. 269/20039.

BANCA DATI NAZIONALE ABUSIVISMO EDILIZIO - L’articolo 4, infine, prevede l’istituzione presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti della Banca dati nazionale sull’abusivismo edilizio, al fine di garantire la trasparenza, l’efficacia e l’efficienza dell’azione amministrativa di repressione dell’abusivismo edilizio da parte degli enti competenti, nonché dell’azione giudiziaria di determinazione dei criteri nell’esecuzione delle demolizioni. Di tale banca dati possono avvalersi le amministrazioni statali, regionali e comunali, nonché gli uffici giudiziari competenti.
Tutte le autorità e gli uffici competenti sono tenuti a condividere e trasmettere le informazioni sugli illeciti alla banca dati. Il tardivo inserimento dei dati nella banca dati è sanzionato con una pena pecuniaria pari a 1.000 euro per il dirigente o funzionario inadempiente.

  • Disposizioni in materia di riorganizzazione dell'ufficio del pubblico ministero, a norma dell'articolo 1, comma 1, lettera d), della legge 25 luglio 2005, n. 150.
  • Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. (Testo A).
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