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Sent. TAR. Toscana 12/12/2016, n. 1755

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Appalti e contratti pubblici - Gare - Principio della suddivisione in lotti - Art. 51 del D. Leg.vo 50/2016 - Deroga - Ammissibilità - Condizioni.

L’art. 51 del D. Leg.vo 18/04/2016, n. 50 (Nuovo Codice dei contratti pubblici) ha mantenuto e in parte rafforzato il principio della “suddivisione in lotti”, posto in ess

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SENTENZA

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana (Sezione Terza) ha pronunciato la presente sentenza


Omissis


1 - L’impresa individuale DG, premesso di operare da oltre un ventennio nel settore dello smaltimento dei rifiuti sanitari, impugna il Bando di Gara emesso dalla Regione Toscana quale soggetto aggregatore ex lege n. 89 del 2014 finalizzato alla conclusione di una convenzione quadro per la gestione del servizio raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti sanitari, pericolosi e non, delle Aziende e degli Enti Sanitari del Servizio Sanitario Regionale, avente durata di 6 anni, in uno con il Disciplinare di Gara, il Capitolato Normativo e il Capitolato Tecnico e gli altri atti in epigrafe indicati. Parte ricorrente evidenzia che la suddetta procedura coinvolge tutte le ASL e Aziende Sanitarie regionali, prevede l’aggiudicazione in unico lotto, ha base d’asta di € 49.304.819,38 e valore della convenzione, con proroghe e altre adesioni, stimato in € 75.000.000,00. Parte ricorrente lamenta la violazione di regole concorrenziali, soprattutto in relazione al requisito di partecipazione consistente nella necessità di essere stati aggiudicatari nel triennio di commessa di almeno due milioni e mezzo di euro e in relazione alla necessaria utilizzazione, per i rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo, di contenitori riutilizzabili, e agisce in questa sede giurisdizionale evidenziando la scadenza del termine di partecipazione fissata al 14.12.2016.2 - Nei confronti degli atti impugnati parte ricorrente formula le seguenti censure:

– essa evidenzia la violazione dell’art. 51 del d.lgs. n. 50 del 2016, poiché la stazione appaltante non ha suddiviso l’appalto in lotti, come avrebbe dovuto e come era ben possibile, e non ha motivato tale scelta, come invece imposto dalla norma; trattasi di norma che dà esplicazione a principi comunitari in maniera ancor più intensa rispetto al pregresso art. 2, comma 1-bis, del d.lgs. n. 163 del 2006; d’altra parte l’art. 30 del d.lgs. n. 50 del 2016 esclude la limitazione all’esplicarsi della libera concorrenza;

– essa evidenzia altresì l’illegittimità dell’art. 6 pag. 9 del Capitolato Tecnico dove prevede che per i rifiuti sanitari a rischio infettivo, esclusi i taglienti e pungenti, deve essere fornito esclusivamente contenitore in polietilene e polipropilene riutilizzabile e non clorurato, precludendo la partecipazione alla ricorrente che invece fornisce contenitori monouso in cartone, non riutilizzabili, non essendo in possesso di impianto di sanificazione e sterilizzazione; l’illegittimità deriva dalla violazione dell’art. 8 del DPR n. 254 del 2003, che esprime una preferenza normativa per i contenitori monouso, parlando di solo eventuale riutilizzabilità; l’Amministrazione ha peraltro esplicitato la preferenza per quelli riutilizzabili, escludendo i contenitori in cartone, pur ammessi, perché l’uso di questi ultimi “potrebbe comportare problemi di igiene e sicurezza de

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P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana, Sezione Terza, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epi

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