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Ultimo aggiornamento
03/11/2017

Sostegno e valorizzazione di piccoli comuni e comunità montane

Pubblicata nella G.U. 02/11/2017, n. 256 la legge che adotta misure per la valorizzazione e lo sviluppo dei piccoli comuni e loro centri storici. Sintesi delle tematiche più importanti: recupero e riqualificazione dei centri storici; promozione di alberghi diffusi; misure per il contrasto all'abbandono di immobili; acquisizione di case cantoniere e realizzazione di circuiti e itinerari turistico-culturali; pianificazione paesaggistica; sviluppo della rete in banda ultra larga e programmi di e-government.
A cura di:
  • Redazione Legislazione Tecnica

Pubblicata in G.U. la L. 06/10/2017, n. 158, recante “Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni, nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici dei medesimi comuni". Si propone una breve sintesi dei principali contenuti della Legge.

OBIETTIVI DEL PROVVEDIMENTO - Il provvedimento introduce misure finalizzate a contrastare i principali problemi di queste zone (spopolamento, basso tasso di natalità, saldo migratorio negativo, invecchiamento della popolazione, diradamento e un indebolimento dei servizi pubblici, digital divide, cioè scarsa dotazione di reti informatiche e di connessioni a banda larga e ultralarga), che penalizzano questa parte del Paese e rischiano di aprire un’ulteriore frattura rispetto alle aree urbane maggiormente dotate, valorizzando nel contempo le peculiarità ed i molti punti di forza di aree nelle quali spesso si riscontra un’elevata qualità della vita ed una forte coesione sociale e che racchiudono una parte molto importante del nostro patrimonio paesaggistico, storico e artistico e ospitano tante eccellenze del sistema produttivo.

FONDO PER LO SVILUPPO STRUTTURALE - L’articolo 3 disciplina l’istituzione di un Fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli comuni. Il fondo è finalizzato al finanziamento di investimenti per l’ambiente e i beni culturali, la mitigazione del rischio idrogeologico, la salvaguardia e la riqualificazione dei centri storici e la messa in sicurezza delle infrastrutture stradali e degli istituti scolastici, l’insediamento di nuove attività produttive, lo sviluppo economico e sociale. Questi sono i settori che la Legge indica per la progettualità delle comunità locali, mettendo a disposizione 100 milioni di euro, dal 2017 al 2023, con una dotazione di 10 milioni il primo anno e di 15 milioni per gli anni successivi.
Ai fini dell’utilizzo di queste risorse viene predisposto un Piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli comuni e un elenco di interventi prioritari:

  • qualificazione e manutenzione del territorio;
  • messa in sicurezza e riqualificazione delle infrastrutture stradali e degli edifici pubblici, con particolare riferimento alle scuole ed agli edifici con funzioni socioassistenziali;
  • accrescimento dell’efficienza energetica del patrimonio edilizio pubblico e realizzazione di impianti di produzione e distribuzione di energia da fonti rinnovabili;
  • acquisizione e riqualificazione di terreni ed edifici in stato di abbandono;
  • acquisizione di case cantoniere e dei sedimi ferroviari dismessi; recupero dei centri storici, dei beni culturali, storici, artistici e librari e dei pascoli montani.

RECUPERO E RIQUALIFICAZIONE DEI CENTRI STORICI - Si prevede la possibilità, per i piccoli comuni, di individuare, all’interno del perimetro dei centri storici, zone di particolare pregio, dal punto di vista della tutela dei beni architettonici e culturali, nelle quali realizzare interventi integrati pubblici e privati finalizzati alla riqualificazione urbana, nel rispetto delle tipologie costruttive e delle strutture originarie, attraverso gli strumenti previsti dalla vigente normativa statale e regionale in materia. Per la realizzazione degli interventi i comuni possono anche avvalersi del Fondo per lo sviluppo strutturale di cui si è accennato.

PROMOZIONE DI ALBERGHI DIFFUSI - Si prevede inoltre la possibilità per i comuni di realizzare alberghi diffusi, avvalendosi delle risorse del Fondo per lo sviluppo strutturale. La definizione di albergo diffuso è demandata alle regioni e alle province autonome.

MISURE PER IL CONTRASTO ALL’ABBANDONO DI IMMOBILI - Si consente ai piccoli comuni, anche avvalendosi delle risorse del Fondo per lo sviluppo strutturale, di adottare misure volte all’acquisizione e alla riqualificazione di immobili al fine di contrastare l’abbandono di terreni e di edifici in stato di abbandono o di degrado.

ACQUISIZIONE DI CASE CANTONIERE E REALIZZAZIONE DI CIRCUITI E ITINERARI TURISTICO-CULTURALI - Sono inserite tra le finalità del piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli comuni, anche l’acquisizione di case cantoniere e di stazioni ferroviarie non più utilizzate, al fine di potenziare l’offerta turistica nel rispetto dei principi della sostenibilità.
Si prevede in particolare che i piccoli comuni, anche in forma associata, possano acquisire stazioni ferroviarie disabilitate o case cantoniere dell’ANAS, al valore economico definito dai competenti uffici dell’Agenzia del territorio, oppure stipulare intese finalizzate al recupero di tali beni.
Detti beni potranno essere destinati a presìdi di protezione civile e salvaguardia del territorio, anche attraverso la concessione in comodato, a favore di organizzazioni di volontariato.

PIANIFICAZIONE PAESAGGISTICA - Si dispone che ai piccoli comuni si applicano le disposizioni di cui all’art. 135, comma 4, lettera d), del D. Leg.vo 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio). Tale articolo 135 prevede che lo Stato e le regioni assicurano che tutto il territorio sia adeguatamente conosciuto, salvaguardato, pianificato e gestito in ragione dei differenti valori espressi dai diversi contesti che lo costituiscono. A tale fine le regioni devono sottoporre a specifica normativa d’uso il territorio mediante piani paesaggistici. Tali piani, con riferimento al territorio considerato, ne riconoscono gli aspetti e i caratteri peculiari, nonché le caratteristiche paesaggistiche, e ne delimitano i relativi ambiti.

SVILUPPO DELLA RETE IN BANDA ULTRA LARGA E PROGRAMMI DI E-GOVERNMENT - Si prevede che le aree dei piccoli comuni per le quali non vi è interesse da parte degli operatori a realizzare reti per la connessione veloce e ultraveloce, possano essere destinatarie delle risorse previste - in attuazione della Strategia per la banda ultralarga del 2015 - per le aree a fallimento di mercato (cd. “aree bianche” rientranti nei cluster C e D). Si tratta delle aree per le quali la Delib. CIPE 65/2015 ha previsto uno stanziamento pari a 2,2 miliardi di euro a valere sulle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2014-2020, per interventi di immediata attivazione.
Inoltre, i progetti informatici riguardanti i piccoli comuni conformi ai requisiti prescritti dalla legislazione nazionale e dell’Unione europea, hanno la precedenza nell’accesso ai finanziamenti pubblici previsti dalla normativa vigente per la realizzazione dei programmi di e-government. In tale ambito sono definiti come prioritari i collegamenti informatici nei centri multifunzionali per la fornitura di una pluralità di servizi da parte dei comuni, compresi quelli realizzati attraverso l’utilizzo di sistemi di telecomunicazione a banda larga e senza fili.
 

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