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Rivalutazione terreni e partecipazioni: nuova proroga nella legge di stabilità 2016

A cura di:
Dino de Paolis

BR 26-27 prodotti non contenitori

Riapertura dei termini per i beni posseduti alla data del 01/01/2016. Termine di versamento dell’imposta sostitutiva (o della prima di tre rate annuali) fissato al 30/06/2016, e perizia giurata entro lo stesso termine. Aliquote dell'imposta sostitutiva raddoppiate come nel 2015.

E' stata pubblicata sul Supplemento ordinario n. 70 alla Gazzetta Ufficiale 30/12/2015, n. 302, la L. 28/12/2015, n. 208, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2016), in vigore dal 01/01/2016.

Si riaprono i termini per la rivalutazione contabile di terreni agricoli ed edificabili e partecipazioni in società non quotate, introdotta dalla legge finanziaria 2002 e successivamente prorogata nel tempo.
Come già accaduto con l’anno precedente (riapertura dei termini contenuta nella Legge di stabilità 2015 - L. 23/12/2014, n. 190, pubblicata sul Supplemento Ordinario n. 99 alla Gazzetta Ufficiale 29/12/2014, n. 300) i contribuenti che intendano usufruire di questa possibilità dovranno corrispondere una imposta sostitutiva, la cui aliquota sarà però pari all'8% per i terreni ed all’8% o 4% per le partecipazioni, a seconda che queste siano o meno da considerarsi “qualificate”[1]. L’aliquota dell’imposta sostitutiva è applicata sul valore dei beni da rivalutare stabilito attraverso una perizia giurata.
In base alle disposizioni contenute nella legge di stabilità 2016 i beni rivalutabili sono quelli posseduti alla data del 01/01/2016, mentre il termine ultimo per la redazione ed il giuramento della perizia è stato fissato al 30/06/2016. L’imposta sostitutiva può essere rateizzata in tre rate annuali di pari importo, a decorrere dal 30/06/2016, con il pagamento, sulle rate successive alla prima, degli interessi nella misura del 3% annuo.
La proroga dovrebbe comprendere anche l'opportunità prevista dal D.L. 70/2011, con la quale si consente ai contribuenti che abbiano già effettuato una precedente rideterminazione del valore dei medesimi beni di detrarre dall’imposta sostitutiva dovuta per la nuova rivalutazione l’importo relativo all’imposta sostitutiva già versata, ovvero chiedere il rimborso, il cui importo non può ovviamente essere superiore all’importo dovuto in base all’ultima rideterminazione del valore effettuata.

Per maggiori dettagli su questa importante opportunità, si rinvia all’articolo “La rivalutazione dei terreni: come calcolarne la convenienza e ridurre i rischi fiscali”.




[1] Come già previsto dal comma 626 dell'articolo unico della Legge di stabilità 2015, anche la legge di stabilità 2016 stabilisce che "Le aliquote delle imposte sostitutive ... sono raddoppiate", rispetto a quelle originariamente previste in misura pari al 4% ed al 2% dalla disposizione contenuta nell'art. 3, commi 7, 8 e 9, della L. 28/12/2001, n. 448.

  • Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2015).
  • Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2014).
  • Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2013).
  • Disposizioni urgenti in materia di adempimenti comunitari e fiscali, di riscossione e di procedure di contabilità.
  • Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2002).
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Commenti

Windof posted on Lun, 23/11/2015 - 13:19

Mi chiedo, con i forti ribassi di mercato o totale assenza di compravendite di aree edificabili, perlomeno dalle mie parti, chi mai potrebbe aderire.
Ho letto l'articolo solo per un altro motivo: c'è la possibilità di avere indietro quanto versato in precedenza?
Io ho pagato l'imposta sostitutiva negli anni precedenti, ma il terreno si è svalutato parecchio e non c'è nessuno interessato a comprarlo per nessun prezzo...

ufficio.lt posted on Lun, 23/11/2015 - 20:55

Buonasera, la risposta alla sua domanda è, ovviamente, no.
Più in generale, contrariamente a quanto potrebbe pensarsi, questa opportunità è molto valida soprattutto per le società immobiliari che, per i motivi più disparati, hanno in bilancio immobili ad un valore molto inferiore a quello di mercato, che possono in questo modo pagare un'aliquota d'imposta tutto sommato ridotta e risparmiare sulla plusvalenza per eventuali future compravendite, che sarebbe molto più "salata".

Cordiali saluti
UT Legislazione Tecnica

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