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Piano Casa Regione Marche: nuova legge regionale

BR 26-27 prodotti non contenitori

Ampliati tutti i parametri della precedente L.R. 22/2009 e prevista la proroga fino al 30/06/2012.

Con la Legge Regionale 21/12/2010, n. 19, recante "Modifiche alla Legge regionale 8 ottobre 2009, n. 22'Interventi della Regione per il riavvio delle attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l'occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di edilizia sostenibile'”, pubblicata sul Bollettino Ufficiale 30/12/2010, n. 114, la Regione Marche ha profondamente modificato e ridefinito la disciplina del Piano Casa applicabile nella Regione

La scelta di rimettere mano in maniera così profonda alla precedente normativa è stata evidentmente dettata dal fatto che questa non aveva prodotto gli auspicati effetti di rilancio del settore edilizio, e con esso dell'intera economia regionale. Vengono dunque ampliate le possibilità di intervento che la legge mette a disposizione, oltre ad essere prorogati i termini applicativi.

Interventi di ampliamento

In primo luogo il nuovo comma 1 dell'art. 1 elimina il limite precedentemente in vigore di 200 mc per l'ampliamento degli edifici residenziali. E' infatti ora consentito l'ampliamento degli edifici residenziali nei limiti del 20% della volumetria esistente
per edificio o per ogni singola unità immobiliare. L'ampliamento non può comunque comportare un aumento superiore ad una unità immobiliare rispetto a quelle esistenti, mentre resta in vigore il precedente limite massimo di 200 mc unicamente per le unità abitative residenziali ubicate in zona agricola.

Ampliate anche le possibilità di intervento relative ad edifici a destinazione non residenziale ubicati in zone omogenee a destinazione industriale, artigianale, direzionale, commerciale e agricola. In questi casi infatti l'ampliamento non deve essere più, come precedentemente prescritto, motivato da specifiche esigenze produttive. Inoltre sono stati eliminati i limiti di 400 mq per l'ampliamento realizzabile su queste tipologie di edifici, nonché quello di 100 mq per gli interventi realizzati tramite incremento delle altezze, in deroga agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi.

Prevista infine la possibilità che gli ampliamenti vengano realizzati anche in assenza di modifica della sagoma dell'edificio esistente.

Recupero dei sottotetti

Di grande rilevanza l'inserimento nella L.R. 22/2009 del nuovo articolo 1-bis, che prevede la possibilità di realizzare gli interventi di ampliamento mediante recupero a fini abitativi del piano sottotetto (quello compreso tra il solaio piano di copertura dell'ultimo piano e le falde del tetto), a condizione che venga assicurata per ogni singola unità immobiliare l'altezza media non inferiore a 2, 40 metri per gli spazi ad uso abitativo, riducibile a 2,20 metri per gli spazi accessori e di servizio.

Nell'ambito degli interventi sopra descritti, che possono essere realizzati anche nei centri storici (zone omogenee A) a patto che non venga realizzata alcuna modificazione delle altezze di colmo e di gronda, nonché delle linee di pendenza delle falde, é possibile, nel rispetto dei caratteri formali e strutturali dell'edificio, aprire finestre, realizzare abbaini ed installare lucernai al fine di reperire la superficie minima di aeroilluminazione.

Interventi di demolizione e ricostruzione

Il nuovo articolo 2 della L.R. 22/2009 prevede la possibilità di realizzare la demolizione anche integrale e la ricostruzione degli edifici residenziali (con esclusione di quelli ubicati in zona agricola e presenti nella cartografia IGM 1892/1895) che necessitano di essere rinnovati e adeguati sotto il profilo della qualità architettonica con eventuale ampliamento della volumetria esistente da demolire.
I limiti dell'ampliamento che può essere conseguito attraverso gli interventi descritti sono previsti come segue:

  • 30% della volumetria esistente da demolire se si ottiene un aumento del 15% dell'efficienza energetica dell'edificio rispetto ai parametri fissati dal D. Leg.vo 192/2005 e dal D.P.R. 59/2009;
  • 40% della volumetria esistente da demolire se viene raggiunto il punteggio 2 della versione sintetica del Protocollo Itaca Marche.

Ai sensi del comma 4 dell'art. 2 gli interventi di demolizione e ricostruzione possono essere realizzati anche sugli edifici non residenziali che necessitano di essere rinnovati ed adeguati sotto il profilo della qualità
architettonica o della sicurezza antisismica. In questi casi si applicano i medesimi limiti sopra descritti per gli eventuali ampliamenti realizzati, salvo il caso degli edifici ubicati nelle zone omogenee a destinazione industriale, artigianale, direzionale, commerciale e agricola, per i quali i limiti sono invece i seguenti:

  • 30% della superficie utile lorda da demolire se si ottiene un aumento del 15% dell'efficienza energetica dell'edificio rispetto ai parametri fissati dal D. Leg.vo 192/2005 e dal D.P.R. 59/2009;
  • 40% della superficie utile lorda da demolire se viene raggiunto il punteggio 2 della versione sintetica del Protocollo Itaca Marche.

Ambito di applicazione

Quanto infine all'ambito di applicazione del nuovo Piano Casa della Regione Marche, è in primo luogo previsto che gli ampliamenti previsti dalla legge possono essere realizzati in aggiunta agli incrementi volumetrici eventualmente previsti dagli strumenti urbanistici generali comunali, e non ancora utilizzati dagli aventi diritto. Prevista inoltre la possibilità di derogare tutti i parametri urbanistico-edilizi previsti dalla L.R. 13/1990, fatta eccezione per l'altezza massima degli edifici in relazione alla loro destinazione d'uso e per le distanze che debbono essere osservate dagli allevamenti di tipo industriale.

Prevista infine la proroga fino al 30/06/2012 del termine entro il quale devono essere presentate le domande o gli strumenti urbanistici di iniziativa privata riguardanti gli interventi di cui alla L.R. 22/2009, al Comune territorialmente competente, a pena di decadenza dal relativo diritto.

Vai al Dossier «Piano per l'edilizia privata (PIANO CASA)»

  • Interventi della Regione per il riavvio delle attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l'occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di edilizia sostenibile.
  • Misure urgenti e straordinarie volte al rilancio dell'economia e alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.
  • Norme per il governo del territorio e la pianificazione e per il rilancio dell'economia attraverso la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.
  • Misure urgenti per il rilancio economico, per la riqualificazione del patrimonio esistente, per la prevenzione del rischio sismico e per la semplificazione amministrativa.
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