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Piano Casa Regione Campania: nuova legge regionale

BR 26-27 prodotti non contenitori

Prorogati i termini e allargate le maglie per ampliamenti e demolizioni e ricostruzioni. Più ampia la definizione di edificio residenziale.

Sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania n. 2 del 10/01/2011, è stata pubblicata la L.R. 05/01/2011, n. 1, recante "Modifiche alla legge regionale 28 dicembre 2009, n. 19 (Misure urgenti per il rilancio economico, per la riqualificazione del patrimonio esistente, per la prevenzione del rischio sismico e per la semplificazione amministrativa) e alla legge regionale 22 dicembre 2004, n. 16 (Norme sul Governo del territorio)", con la quale la Regione ha rivisto la propria legge sul Piano Casa, dato lo scarso successo riscosso dalla prima versione a causa dei numerosi vincoli che hanno reso difficile l'accesso agli interventi.

Ambito di applicazione ed esclusioni
Quanto in primo luogo all'ambito di applicazione, la nuova legge ha modificato le modalità per stabilire il carattere residenziale o meno degli edifici al fine di stabilire l'applicabilità degli interventi. Per "edifici residenziali" si intendono infatti ora quelli con destinazione d'uso residenziale prevalente, e la prevalenza dell'uso residenziale è determinata nella misura minima del 55% (il precedente limite era il 70%) del volume esistente dell'intero edificio; la prevalenza dell'uso residenziale fuori dall'ambito delle zone agricole e produttive è invece determinata nella misura minima del 70% dell'utilizzo dell'intero edificio.
Inoltre ora per "volumetria esistente" si intende la volumetria lorda già edificata o in corso di edificazione, o ultimata ma non ancora dotata di certificato di agibilità, o anche edificabile ai sensi della normativa vigente. Evidente l'intento di ampliare le possibilità di intervento che la legge mette a disposizione.
Nel nuovo testo è inoltre venuto meno l'obbligo di eliminazione delle barriere architettoniche, che originariamente rappresentava una condizione necessaria per l'approvazione degli interventi
Si segnala infine che è stato prorogato il termine perentorio per la presentazione delle istanze finalizzate ad ottenere i titoli abilitativi, denuncia inizio attività o permesso a costruire, richiesti dalla vigente normativa nazionale e regionale per la realizzazione degli interventi di cui alla L.R. 19/2009, ora stabilito con il decorso di 18 mesi dalla entrata in vigore della legge di modifica della L.R. 19/2009, e cioé il 11/07/2012.
Per quanto riguarda infine i casi di esclusione, la nuova legge ha previsto in riferimento ai centri storici (zone omogenee A), che l'esclusione dalla possibilità di intervenire prevista dall'art. 3, comma 1, lettera b), della L.R. 19/2009, non riguarda gli edifici realizzati o ristrutturati negli ultimi 50 anni, qualora peraltro non rientrino in altri casi di esclusione previsti dalla disciplina in esame.

Interventi straordinari di ampliamento
Profondamente rivista la disciplina degli interventi in esame, che ora possono essere realizzati, comunque entro il medesimo limite del 20% della volumetria esistente già previsto dalla originaria versione della L.R. 19/2009, su:

  • edifici residenziali uni-bifamiliari;
  • edifici di volumetria non superiore ai 1.500mc (il precedente limite era 1.000mc);
  • edifici residenziali composti da non più di tre piani fuori terra (il precedente limite era 2 piani fuori terra), oltre all'eventuale piano sottotetto.

E' infine ora consentito, su edifici non residenziali regolarmente assentiti, destinati ad attività produttive, commerciali, turistico-ricettive e di servizi, e fermi restando i casi di esclusione previsti dalla legge in esame, la realizzazione di opere interne finalizzate all'utilizzo di volumi esistenti nell'ambito dell'attività autorizzata, per la riqualificazione e l'adeguamento delle strutture esistenti, anche attraverso il cambio di destinazione d'uso, in deroga agli strumenti urbanistici vigenti. Detti interventi possono attuarsi all'interno di unità immobiliari aventi una superficie non superiore a 500mq e non devono in alcun modo incidere sulla sagoma e sui prospetti dell'edificio, né costituire unità immobiliari successivamente frazionabili.

Interventi straordinari di demolizione e ricostruzione
Rivista anche la disciplina di questi interventi, i quali, pur rimanendo invariato il limite di aumento di cubatura ammissibile pari al 35% della volumetria esistente, sono ora consentiti all'interno dell'area nella quale l'edificio esistente è ubicato, di proprietà del soggetto richiedente, e non più quindi all'interno della stessa unità catastale e delle pertinenze esterne asservite al fabbricato.
Inoltre è ora previsto dal nuovo comma 8 dell'art. 5 che negli interventi straordinari di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti a parità di volume, di cui al comma 1 del medesimo articolo, possono essere mantenute le distanze già esistenti da edifici fronteggianti, qualora inferiori a quelle prescritte per le nuove edificazioni dalla normativa vigente.

Interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio privato
L'art. 6 della L.R. 19/2009, in precedenza rubricato "Prima casa", è stato completamente sostituito, e prevede ora che, ad istanza del proprietario dell'immobile, previo accordo con l'amministrazione comunale, sia incentivata la realizzazione di interventi di riqualificazione urbana destinati ad edilizia residenziale caratterizzata da elevati livelli di sostenibilità ambientale ed energetica, secondo quanto previsto da uno specifico bando rivolto ai comuni emanato dall'assessorato competente.

Vai al Dossier «Piano per l'edilizia privata (PIANO CASA)»

  • Interventi della Regione per il riavvio delle attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l'occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di edilizia sostenibile.
  • Misure urgenti e straordinarie volte al rilancio dell'economia e alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.
  • Norme per il governo del territorio e la pianificazione e per il rilancio dell'economia attraverso la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.
  • Misure urgenti per il rilancio economico, per la riqualificazione del patrimonio esistente, per la prevenzione del rischio sismico e per la semplificazione amministrativa.
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