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La Segnalazione certificata di inizio attività (Scia)

BR 26-27 prodotti non contenitori

Le nuove norme sulla libertà d'impresa contenute nella manovra ed i loro riflessi sull'attività edilizia.

E' stato recentemente approvato in Senato il DDL di conversione del decreto-legge 78-2010 recante la manovra di finanza pubblica. Poiché il testo verrà con ogni probabilità approvato senza ulteriori rettifiche anche dalla Camera, e va quindi considerato definitivo, riteniamo opportuno iniziare ad anticipare i principali contenuti, a partire dalle norme sulla cosiddetta «Scia», che sta suscitando pareri discordanti.

Il comma 4-bis dell'art. 49 del testo approvato dal Senato sostituisce integralmente l'articolo 19 della L. 241/1990, originariamente rubricato «Dichiarazione di inizio attività», con l'intento di perseguire l'ampiamente annunciato obiettivo di liberalizzazione e semplificazione amministrativa dell'attività d'impresa.
A tal fine il nuovo articolo 19 istituisce una «Segnalazione certificata di inizio attività» (SCIA) [200] che sostituisce ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l'esercizio di attività imprenditoriale, commerciale o artigianale.

Ai sensi del comma 2 del nuovo articolo 19, l'attività oggetto della segnalazione può essere iniziata dalla data della presentazione della segnalazione all'amministrazione competente.

Le condizioni da rispettare

L'applicazione della nuova disciplina è subordinata alle seguenti condizioni:

  • che il rilascio dipenda esclusivamente dall'accertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per il rilascio degli atti stessi, con la sola esclusione degli atti imposti dalla normativa comunitaria;
  • che non si tratti di casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali o di atti rilasciati dalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza, all'immigrazione, all'asilo, alla cittadinanza, all'amministrazione della giustizia, all'amministrazione delle finanze, nonché di quelli imposti dalla normativa comunitaria;
  • che non si versi nelle attività economiche a prevalente carattere finanziario, ivi comprese quelle regolate dal testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia e dal testo unico in materia di intermediazione finanziaria.

La documentazione a corredo

Tutti gli stati, le qualità personali e i fatti previsti negli articoli 46 e 47 del D.P.R. 445/2000 potranno essere oggetto di dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell'atto di notorietà ai sensi del medesimo decreto, ed inoltre occorrerà produrre, ove necessarie, attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati, eventualmente corredate dai necessari elaborati tecnici, relative alla sussistenza dei requisiti e dei presupposti richiesti da leggi e regolamenti, e che potranno sostituire anche l'acquisizione di pareri di organi o enti appositi.
Lo spazio operativo dell'amministrazione competente, disciplinato dal comma 3 del nuovo art. 19 della L. 241/1990, è solo quello di adottare, in caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti ed entro il termine di 60 giorni dal ricevimento della Scia, motivati provvedimenti di divieto alla prosecuzione dell'attività, con l'ordine di rimozione di possibili effetti dannosi. L'amministrazione ha altresì facoltà di concedere all'interessato una possibilità di porre rimedio, fissando un termine non inferiore a 30 giorni entro il quale provvedere a conformare l'attività ed i suoi effetti alla normativa vigente.

La Scia e la Dia disciplinata dal D.P.R. 380/2001

Poiché il comma 4-ter dell'art. 49 della Manovra afferma che le espressioni «Segnalazione certificata di inizio di attività» e «Scia» sostituiscono, rispettivamente, le espressioni «Dichiarazione di inizio di attività» e «Dia», ovunque ricorrano, ed inoltre il medesimo comma prevede l'abrogazione della normativa statale o regionale difforme, andrebbe chiarito se ciò valga anche per le discipline speciali, quale quella relativa alla denuncia d'inizio di attività edilizia, disciplinata dagli articoli 22 e 23 del D.P.R. 380/2001, come forse un po' frettolosamente annunciato da qualche commentatore.

È parere di chi scrive che le nuove disposizioni sopra descritte non coinvolgono l'attività edilizia propriamente detta, che continua ad essere disciplinata dagli articoli 22 e 23 del citato D.P.R. 380/2001. A sostegno di questa tesi, oltre al dato letterale (la Dia disciplinata dal D.P.R. 380/2001 è una «Denuncia di inizio di attività» e non una «Dichiarazione di inizio di attività»), il fatto che la norma faccia riferimento all'esercizio di attività imprenditoriale ed attenga alla tutela della concorrenza e della libertà d'impresa, e non invece al governo del territorio.

È pur vero in ogni caso che un chiarimento ufficiale in proposito è stato sollecitato anche dalle Commissioni parlamentari nel corso dell'esame del disegno di legge.

Vai al Dossier «La Manovra finanziaria per il 2010»

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