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Ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione: necessita fabbricato preesistente

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L'assimilazione degli interventi di demolizione e successiva ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma alla categoria della ristrutturazione edilizia, con conseguente applicazione della relativa disciplina, non può essere invocata qualora non sussista un preesistente fabbricato, ma residuino in loco solamente alcuni ruderi.

In applicazione del sopra enunciato principio la III sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22241 del 4.6.2008, ha annullato il permesso di costruire illegittimamente rilasciato da un'amministrazione comunale per lavori di ristrutturazione mediante ricostruzione di un fabbricato rurale in zona sottoposta a vincolo ambientale e paesaggistico.
E' stato infatti rilevato che sull'area oggetto dell'intervento non insisteva alcun fabbricato da ristrutturare, ma solo un rudere su uno dei lati della preesistente costruzione, e che pertanto, nella fattispecie, non poteva essere autorizzato un intervento di ricostruzione previa demolizione.
La Corte ha altresì rilevato che l'edificazione su ruderi costituisce sempre una nuova costruzione soggetta ai vincoli gravanti sull'area interessata (nella fattispecie «zona speciale a parco naturale»).

Più nel dettaglio la Corte ha osservato che, anche a seguito della riforma dell'art. 3, comma 1, lettera d), del D.P.R. 380/2001 (Cerca su NOMOTEL - Solo abbonati), la nozione di «interventi di ristrutturazione edilizia» implica necessariamente la preesistenza del manufatto oggetto della ristrutturazione, riferendosi le modificazioni introdotte dalla disposizione citata solo alle modalità con le quali deve procedersi alla ricostruzione, previa demolizione, che non deve necessariamente essere «fedele», essendo sufficiente il rispetto della volumetria e sagoma del fabbricato preesistente.
A tale proposito può giovare la consultazione della sentenza n. 20271 del 21.5.2008 della Corte di Cassazione (Vedi), e della sentenza n. 4842 del 17.9.2007 del Consiglio di Stato (Vedi).
Segnaliamo infine che le più importanti questioni pratiche ed interpretative, ivi compresi gli orientamenti giurisprudenziali, in merito a tale categoria di interventi sono state prese in esame dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, con la circolare n. 4171/2003, alla quale si rimanda per maggiori dettagli (Vedi testo e nota - Solo abbonati).

Fonte: Lexambiente - www.lexambiente.it

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