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Distanze legali nelle costruzioni - Distanza di 10 metri tra pareti finestrate - Recupero sottotetti in Lombardia

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Con una recente importante e complessa pronuncia in data 30.09.2007 il Tar Lombardia, sezione di Brescia, si è espresso in merito alla illegittimità delle disposizioni regolamentari derogatorie della distanza di 10 metri tra pareti finestrate prevista dall'art. 9 del D.M. 1444/1968, alla validità di detta disposizione anche in caso di sopraelevazione ed ai limiti della potestà normativa delle Regioni in materia.

Nella concreta fattispecie presa in esame è stato respinto il ricorso avverso il riscontro negativo da parte del Comune su una istanza per il recupero, con sopraelevazione di 1 metro, del sottotetto esistente di un fabbricato di civile abitazione, ai sensi dell'art. 64, comma 2, della L.R. Lombardia n. 12/2005, che qualifica il recupero dei sottotetti come ristrutturazione edilizia e lo ammette anche in deroga ai limiti e alle prescrizioni degli strumenti di pianificazione comunale vigenti ed adottati.
In particolare il ricorrente riteneva che la citata disposizione di cui all'art. 64, comma 2, della L.R. Lombardia n. 12/2005 prevalesse sulla disposizione regolamentare di cui all'art. 9 del D.M. 1444/1968, che impone il distacco minimo di 10 metri tra pareti finestrate per le nuove costruzioni ricadenti in tutte le zone territoriali omogenee diverse dalla Zona A.

In proposito il Tar, in conformità ad una giurisprudenza costante, ha ritenuto che il citato D.M., emanato in virtù dell’art. 41-quinquies della L. 1150/1942 introdotto a sua volta dall’art. 17 della L. 765/1967 (cosiddetta «legge Ponte»), è suscettibile di integrare con efficacia precettiva il regime delle distanze dalle costruzioni di cui all’art. 872 del Codice Civile. Di conseguenza la regola della distanza di 10 metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti vincola anche i Comuni in sede di formazione e di revisione degli strumenti urbanistici, ed ogni previsione regolamentare in contrasto con l’anzidetto limite minimo è illegittima e va disapplicata, essendo consentita alle amministrazioni locali solo la fissazione di distanze superiori.
Dunque il Giudice è tenuto ad applicare tale disposizione anche in presenza di norme contrastanti incluse negli strumenti urbanistici locali, dovendosi essa ritenere automaticamente inserita nel P.R.G. al posto della norma illegittima.

Inoltre la Corte ha ribadito che la norma di cui all'art. 9 del D.M. 1444/1968 si applica anche alle sopraelevazioni, che ai fini del rispetto delle distanze fra edifici rientrano nella nozione di nuova costruzione, la quale comprende qualsiasi modifica della volumetria di un fabbricato preesistente che comporti l'aumento della sagoma d'ingombro in guisa da incidere direttamente sulla situazione di distanza tra edifici ed indipendentemente dalla sua utilizzabilità ai fini abitativi (cfr. Corte di Cassazione, sez. II civile – 12/1/2005 n. 400; 5/7/2000 n. 8954; 24/5/2000 n. 6809).

Infine, in merito alla potestà legislativa concorrente in materia di governo del territorio attribuita dall'art. 117 della Costituzione alle Regioni, il Tar richiama la significativa pronuncia della Corte costituzionale 16/6/2005 n. 232 sui rapporti tra potestà statale e potestà regionale in materia. Secondo la Corte Costituzionale, con riferimento alla disciplina delle distanze tra fabbricati l’attribuzione alle Regioni di competenza concorrente in materia di governo del territorio interferisce con l’ordinamento civile di spettanza esclusiva dello Stato, e in tale contesto le Regioni devono esercitare le loro funzioni nel rispetto dei principi della legislazione statale.

Infine, sull'art. 64, comma 2, della L.R. Lombardia n. 12/2005, che ammette il recupero dei sottotetti anche in deroga ai limiti e alle prescrizioni degli strumenti di pianificazione comunale vigenti, il Tar ritiene che la derogabilità non opera nei casi in cui lo strumento urbanistico riproduce disposizioni normative di rango superiore, a carattere inderogabile, qual è appunto il D.M. 1444/1968 nella parte in cui disciplina le distanze tra fabbricati, trattandosi di materia inerente all’ordinamento civile e rientrante, come tale, nella competenza legislativa esclusiva dello Stato” (cfr. T.A.R. Lombardia Milano, sez. II – 26/4/2007 n. 1991).

Il testo della sentenza è consultabile nel box Fonti Collegate.

  • Urbanistica - Distanze tra le costruzioni - Distanza di 10 metri tra pareti finestrate - Disposizioni regolamentari derogatorie - Condizioni di legittimità.
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Formato: 2014