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Riforma P.A.: i principali contenuti dello schema di decreto legislativo sulle società partecipate

A cura di:
Maria Francesca Mattei

BR 26-27 prodotti non contenitori

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 20/01/2016, ha approvato in via preliminare i primi 11 schemi di decreti attuativi della L. 124/2015 (Legge Madia). Proponiamo una breve sintesi delle principali novità contenute nel decreto legislativo recante il "Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica".

Lo schema di decreto legislativo in esame, approvato, in via preliminare, nella seduta del Consiglio dei Ministri del 20/01/2016, interviene sulla disciplina delle partecipazioni societarie delle amministrazioni pubbliche con l’obiettivo dichiarato di garantire la semplificazione normativa nonché la promozione del fondamentale principio della concorrenza.

Il termine per l’esercizio della delega legislativa di cui all'art. 18 della L. 124/2015 è di un anno dalla data di entrata in vigore della legge (28/08/2015).

Per l’approvazione definitiva del provvedimento occorre attendere i pareri favorevoli della Conferenza unificata, del Consiglio di Stato nonché i pareri della Commissione Parlamentare per la semplificazione e quelli delle Commissioni parlamentari competenti in materia e per i profili finanziari.

Di seguito sono illustrati i principali contenuti dello schema di decreto.

Ambito di applicazione (art. 1): la costituzione di società da parte di P.A. ex art. 1, comma 2, D. Leg.vo 165/2001, nonché l’acquisto, mantenimento e gestione di partecipazioni da parte di tali amministrazioni, in società a totale o parziale partecipazione pubblica, diretta o indiretta.
Il decreto si applica anche alle società che emettono azioni quotate in mercati regolamentati, alle società che prima del 31/12/2015 hanno emesso strumenti finanziari quotati in mercati regolamentati e alle società partecipate dalle une o dalle altre solo se espressamente previsto. Restano ferme le norme che disciplinano società pubbliche costituite per l’esercizio della gestione di servizi di interesse generale o per il perseguimento di una specifica missione di pubblico interesse. Si segnala che con D.P.C.M. può essere deliberata l’esclusione totale o parziale dell’applicazione delle disposizioni del decreto a singole società a partecipazione pubblica.

Tipi di società in cui è ammessa la partecipazione pubblica (artt. 3 e 4): le società partecipate devono avere ad oggetto la produzione di servizi di interesse generale; la progettazione e realizzazione di un’opera pubblica sulla base di un accordo di programma fra P.A.; la realizzazione e gestione di un’opera o l’organizzazione e gestione di un servizio d’interesse generale in regime di PPP; l'autoproduzione di beni e servizi strumentali all'ente o agli enti pubblici partecipati; servizi di committenza.

Oneri di motivazione analitica (art. 5): l’atto deliberativo di costituzione o di acquisto di partecipazioni in una società pubblica deve essere analiticamente motivato circa la necessità della società per il perseguimento delle proprie attività istituzionali.

Principi sull'organizzazione e la gestione delle società in controllo pubblico (art. 6): le società in controllo pubblico devono adottare specifici programmi di valutazione del rischio di crisi aziendale ed eventuali altri strumenti di governance opzionali.

Gestione delle partecipazioni pubbliche (art. 9): le competenze sono attribuite al Ministero dell’Economia e delle Finanze di concerto con i Ministeri competenti.

Organo amministrativo delle società a controllo pubblico (art. 11): sono previsti per i componenti requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza, da stabilirsi con D.P.C.M., fermo restando il D. Leg.vo 39/2013. L’organo amministrativo è di regola costituito da un amministratore unico, salvo che l’assemblea della società disponga la composizione a 3 o 5 membri.

Società a controllo pubblico titolari di affidamenti diretti di contratti pubblici (art. 16): è vietata la partecipazione di capitali privati, a meno che non sia prevista dalla legge o che non comporti controllo o potere di veto. La P.A. deve esercitare sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi e almeno l’80% delle attività della società devono essere effettuate nello svolgimento dei compiti affidati dall'ente pubblico.

Società a partecipazione mista pubblico-privata (art. 17): il socio privato deve essere selezionato con gara e partecipare in misura non inferiore al 30%.

Gestione del personale (artt. 19 e 26): le società pubbliche stabiliscono criteri per il reclutamento del personale nel rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità (pena la nullità dei contratti) nonché obiettivi specifici in materia di costi del personale. Entro 6 mesi dall'entrata in vigore del decreto deve essere effettuata una ricognizione del personale in servizio, per individuare eventuali eccedenze da trasmettere al Dipartimento della funzione pubblica. Fino al 31/12/2018, le società a controllo pubblico non possono procedere a nuove assunzioni a tempo indeterminato se non attingendo a detto elenco (salve deroghe eccezionali autorizzate dal Dipartimento della funzione pubblica).

Razionalizzazione periodica partecipazioni pubbliche(artt. 20 e 25): è previsto un meccanismo di verifica e monitoraggio periodico dell'assetto complessivo delle società in cui le P.A. detengono partecipazioni, anche mediante un piano di riassetto per la loro razionalizzazione, fusione o soppressione. Inoltre le partecipazioni detenute dalle P.A. all'entrata in vigore del decreto in società, che non soddisfano i requisiti indicati dal provvedimento, devono essere alienate, entro un anno dal termine di approvazione di apposito atto ricognitivo. In mancanza, la partecipazione è liquidata in denaro.

  • Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche.
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