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Ultimo aggiornamento
18/06/2018

Criteri ambientali minimi negli appalti pubblici

Il piano d’azione nazionale per il GPP (PAN-GPP); Criteri ambientali minimi negli appalti di servizi e forniture; Obbligatorietà dei criteri ambientali minimi; Applicazione all’intero valore dell’appalto; Criteri ambientali minimi nell’offerta economicamente più vantaggiosa; Documentazione progettuale; CAM in vigore per le varie categorie di servizi e forniture; Struttura dei decreti di approvazione dei CAM; Elenco completo dei CAM in vigore, risposte a FAQ e chiarimenti vari.
A cura di:
  • Alfonso Mancini
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IL PIANO D’AZIONE NAZIONALE PER IL GPP (PAN-GPP)

Con il D.M. 11/04/2008 (pubblicato sulla G.U. n. 107 del 08/05/2008) ha preso il via - secondo quanto previsto dal comma 1126 dell’art. 1 della L. 296/2006 (Legge finanziaria 2007) - il “Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione” (cosiddetto “PAN-GPP” o anche “Piano per il green public procurement”).

Il Piano - successivamente aggiornato con il D.M. 10/04/2013 (pubblicato sulla G.U. n. 103 del 03/05/2013) - si propone di massimizzare la diffusione degli “appalti verdi” presso gli enti pubblici. A tale scopo identifica le categorie di beni, servizi e lavori di intervento prioritarie per gli impatti ambientali e i volumi di spesa, sui quali definire “criteri ambientali minimi” (CAM) per l’affidamento di servizi e forniture.

I criteri ambientali minimi sono adottati con decreti ministeriali per le varie tipologie di servizi e forniture.



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CRITERI AMBIENTALI MINIMI NEGLI APPALTI DI SERVIZI E FORNITURE
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Obbligatorietà dei criteri ambientali minimi

L’articolo 18 della L. 28/12/2015, n. 221 ha poi disciplinato l’applicazione dei criteri ambientali minimi negli appalti pubblici di forniture e negli affidamenti di servizi, introducendo in fase iniziale l’art. 68-bis del D. Leg.vo 163/2006, ora sostituito - a seguito della riforma dei contratti pubblici - dall’art. 34 del D. Leg.vo 50/2016 (“nuovo Codice appalti”), a sua volta ulteriormente modificato dal D. Leg.vo 56/2017 (c.d. “correttivo”).

A seguito delle suddette modifiche introdotte dal “correttivo”, l’art. 34 del D. Leg.vo 50/2016 dispone:

- che le pubbliche amministrazioni devono inserire, nella documentazione progettuale e di gara, almeno le specifiche tecniche e le clausole contrattuali contenute nei criteri ambientali minimi adottati con decreto del Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare;

- che i criteri ambientali minimi definiti dai summenzionati decreti ministeriali, ed in particolare i criteri premianti, devono essere tenuti in considerazione anche ai fini della stesura dei documenti di gara per l’applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (rispetto alla norma previgente è stato precisato che sono tenuti in considerazione in particolare i criteri premianti). Ciò vuol dire che la stazione appaltante può scegliere la modalità con cui adempiere a tale dettato normativo. Per esempio, può inserire nella documentazione di gara uno o più dei criteri premianti presenti nel documento CAM, oppure prevederne di simili nel contenuto ma non esattamente uguali nel testo, fermo restando che la stazione appaltante può elaborarne di nuovi e/o più stringenti;

- che i criteri per la selezione dei candidati non sono invece obbligatori, anche se, soprattutto in caso di gare per lavori, sono fortemente consigliati per i risvolti positivi che può avere la gestione ambientale dell’impresa o la corretta gestione del personale

- che nel caso di contratti relativi alle categorie di appalto riferite agli interventi di ristrutturazione, inclusi quelli comportanti demolizione e ricostruzione, i criteri ambientali minimi devono essere tenuti in considerazione, per quanto possibile, in funzione della tipologia di intervento e della localizzazione delle opere da realizzare;

- che gli obblighi di cui ai punti precedenti devono essere applicati negli affidamenti di qualunque importo.

A sua volta, l’art. 71 del D. Leg.vo 50/2016 dispone che i bandi di gara contengono i criteri ambientali minimi di cui all’articolo 34.


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Applicazione all’intero valore dell’appalto

Nella vigente formulazione, introdotta dal “correttivo”, dell’art. 34 del D. Leg.vo 50/2016, è stata soppressa la parte della disposizione che prevedeva, in determinati casi e a determinate condizioni, quote minime di utilizzo dei criteri ambientali minimi nella documentazione progettuale e di gara, nelle specifiche tecniche e nelle clausole contrattuali (50% del valore a base d’asta per categorie di appalto non connesse agli usi finali di energia e oggetto dei criteri ambientali minimi, diminuibile anche a quote inferiori per talune categorie, e 100% del valore a base d’asta relativamente a categorie di appalto con le quali si può conseguire l’efficienza energetica negli usi finali).

La vecchia formulazione dell’art. 34 del D. Leg.vo 50/2016, comma 3, oltre a prevedere tali quote minime di utilizzo differenziate per categorie di appalto, prevedeva altresì la possibilità di aumentare progressivamente la percentuale del 50% del valore a base d’asta.

In attuazione di tale disposizione ora soppressa era stato emanato il D.M. 24/05/2016 che disciplinava, appunto, l’incremento progressivo della percentuale del valore a base d’asta a cui riferire l’obbligo per le stazioni appaltanti di inserire nella documentazione di gara le specifiche tecniche e le clausole contrattuali dei criteri ambientali minimi per determinate categorie di affidamenti. Con la nuova formulazione in commento, il D.M. 24/05/2016 può ritenersi superato, così come le scadenze temporali dallo stesso introdotte.

La nuova formulazione normativa è in altri termini finalizzata ad applicare gli obblighi connessi alle specifiche tecniche, alle clausole contrattuali e ai criteri premianti all’intero valore dei contratti, evitando applicazioni a parti dei contratti medesimi. Secondo quanto riportato nella relazione illustrativa al “correttivo”, la formulazione previgente della norma generava infatti confusione e interpretazioni differenti, soprattutto nel settore degli appalti di servizi, ma anche nel caso di appalti di forniture, specie laddove le stazioni appaltanti sono tenute ad approvvigionarsi da convenzioni effettuate da centrali di committenza e non possono tecnicamente suddividere l’appalto prevedendo prodotti con caratteristiche diverse.

Ai sensi dell’articolo 213 del D. Leg.vo 50/2016, comma 9, come modificato dal D. Leg.vo 56/2017, l’applicazione dei Criteri ambientali minimi sarà monitorata a cura dell’Osservatorio nazionale sui contratti pubblici dell’ANAC.


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Criteri ambientali minimi nell’offerta economicamente più vantaggiosa

Anche nella Determ. ANAC 21/09/2016, n. 1005 (Linee Guida n. 2, di attuazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Offerta economicamente più vantaggiosa”), è specificato che “i criteri di valutazione definiti dalla stazione appaltante tengono anche conto dei criteri ambientali minimi (CAM) adottati con decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare; a tal fine, i criteri di valutazione prevedono l’attribuzione di specifici punteggi qualora vengano proposte condizioni superiori a quelle minime previste dai CAM con riferimento alle specifiche di base e alle clausole contrattuali/condizioni di esecuzione o siano proposte le condizioni previste, nell’ambito dei predetti CAM, dalle specifiche tecniche premianti”.

L’art. 95 del D. Leg.vo 50/2016, comma 6, prevede che i criteri di valutazione del miglior rapporto qualità/prezzo devono essere oggettivi e connessi all’oggetto dell’appalto, ciò al fine di assicurare il rispetto dei principi di trasparenza, non discriminazione e parità di trattamento. Sono considerati connessi all’oggetto dell’appalto quei criteri che:

- riguardano lavori, forniture o servizi da fornire nell’ambito dell’affidamento sotto qualsiasi aspetto e in qualsiasi fase del ciclo di vita (compresi fattori coinvolti nel processo specifico di produzione, fornitura o scambio o in un processo specifico per una fase successiva del ciclo di vita, anche se non sono parte del loro contenuto sostanziale);

- attengono alle caratteristiche dei lavori, dei beni o dei servizi ritenute più rilevanti dalla stazione appaltante ai fini della soddisfazione delle proprie esigenze e della valorizzazione degli ulteriori profili indicati dal Codice.

Sempre all’art. 95 del D. Leg.vo 50/2016, comma 6, vengono indicati, a titolo esemplificativo, i seguenti criteri:

- qualità (pregio tecnico, caratteristiche estetiche e funzionali, accessibilità, certificazioni e attestazioni in materia di sicurezza e salute dei lavoratori, caratteristiche sociali, ambientali, contenimento dei consumi energetici, caratteristiche innovative, commercializzazione e relative condizioni);

- possesso di un marchio di qualità ecologica dell’Unione europea (Ecolabel UE) in relazione ai beni o servizi oggetto del contratto, in misura pari o superiore al 30% del valore delle forniture o prestazioni oggetto del contratto;

- costo di utilizzazione e manutenzione, “avuto anche riguardo ai consumi di energia e delle risorse naturali, alle emissioni inquinanti e ai costi complessivi, inclusi quelli esterni e di mitigazione degli impatti dei cambiamenti climatici, riferiti all’intero ciclo di vita dell’opera, bene o servizio, con l’obiettivo strategico di un uso più efficiente delle risorse e di un’economia circolare che promuova ambiente e occupazione”;

- compensazione delle emissioni di gas ad effetto serra associate alle attività dell’azienda calcolate secondo i metodi stabiliti in base alla raccomandazione n. 2013/179/UE della Commissione del 09/04/2013, relativa all’uso di metodologie comuni per misurare e comunicare le prestazioni ambientali nel corso del ciclo di vita dei prodotti e delle organizzazioni;

- organizzazione, qualifiche ed esperienza del personale effettivamente utilizzato nell’appalto, qualora la qualità del personale incaricato possa avere un’influenza significativa sul livello dell’esecuzione dell’appalto;

- servizio successivo alla vendita e assistenza tecnica;

- condizioni di consegna o di esecuzione del servizio.


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Documentazione progettuale

La stazione appaltante deve mettere a gara il progetto esecutivo o, in caso di lavori, deve avere un progetto esecutivo già conforme ai CAM.

L’appaltatore deve eseguire quanto previsto dal progetto esecutivo esistente e a suo carico può rimanere l’esecuzione di disegni di dettaglio come i particolari costruttivi.

In caso di lavori, facendo ad esempio riferimento alle verifiche di cui al criterio 2.5.3 del D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 11/10/2017, la definizione di “un piano per il controllo dell’erosione e della sedimentazione per le attività di cantiere” o di “un piano per la gestione dei rifiuti da cantiere e per il controllo della qualità dell’aria e dell’inquinamento acustico durante le attività di cantiere”, attengono alla fase di progettazione e devono costituire parte integrante del progetto approvato e messo a gara. Se questi documenti non sono inseriti nella documentazione di gara ma vengono redatti successivamente costituiscono una variante al progetto.

Allo stesso modo, per il criterio 2.5.5 del medesimo D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 11/10/2017 dovrebbero essere individuati in fase di progetto i luoghi per la gestione e il ricollocamento delle terre di scavo, lasciando all’impresa l’eventuale possibilità di scelta tra più alternative. Se non fosse possibile assolvere alle prescrizioni del decreto per assenza di cantieri riceventi, sarebbe compito della stazione appaltante dimostrarlo e giustificarlo e non dell’impresa.

Il computo metrico estimativo e l’elenco prezzi unitari dovrebbero comprendere tutte le voci di spesa previste dal progetto approvato e messo a base di gara. Se così non è, la stazione appaltante non può ribaltare i maggiori oneri derivanti dagli adempimenti di norma, non solo in merito ai CAM, direttamente sull’impresa senza fare alcuna verifica economica. A questo fine la stazione appaltante deve svolgere una adeguata analisi dei prezzi anteriormente alla pubblicazione di un bando di gara per lavori e non può scaricare sugli offerenti costi non previsti nel progetto esecutivo.



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CAM IN VIGORE per le varie categorie di servizi e forniture
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Struttura dei decreti di approvazione dei CAM

I documenti di CAM, ognuno nella sua specificità, presentano una struttura di base simile.

Nella Premessa, si riporta la normativa ambientale ed eventualmente sociale di riferimento, suggerimenti proposti alle stazioni appaltanti per l’analisi dei fabbisogni, ulteriori indicazioni relative all’espletamento della relativa gara d’appalto e, laddove non è prevista la definizione di un documento di accompagnamento tecnico, l’approccio seguito per la definizione dei CAM.

L’Oggetto dell’appalto evidenzia la sostenibilità ambientale e, ove presente, la sostenibilità sociale, in modo da segnalare la presenza di requisiti ambientali ed eventualmente sociali nella procedura di gara. Le stazioni appaltanti dovrebbero indicare sempre nell’oggetto dell’appalto il decreto ministeriale di approvazione dei criteri ambientali utilizzati.

I criteri ambientali minimi propriamente detti sono definiti per alcune o tutte le fasi di definizione della procedura di gara in particolare per:

- Selezione dei candidati: sono requisiti di qualificazione soggettiva atti a provare la capacità tecnica del candidato ad eseguire l’appalto in modo da recare i minori danni possibili all’ambiente.

- Specifiche tecniche: così come definite dall’art. 68 del D. Leg.vo 50/2016, “definiscono le caratteristiche previste per lavori, servizi o forniture. Tali caratteristiche possono inoltre riferirsi allo specifico processo o metodo di produzione o prestazione dei lavori, delle forniture o dei servizi richiesti, o a uno specifico processo per un’altra fase del loro ciclo di vita anche se questi fattori non sono parte del loro contenuto sostanziale, purché siano collegati all’oggetto dell’appalto e proporzionati al suo valore e ai suoi obiettivi”.

- Criteri premianti: ovvero requisiti volti a selezionare prodotti/servizi con prestazioni ambientali migliori di quelle garantite dalle specifiche tecniche, ai quali attribuire un punteggio tecnico ai fini dell’aggiudicazione secondo l’offerta al miglior rapporto qualità-prezzo.

- Clausole contrattuali: forniscono indicazioni per dare esecuzione all’affidamento o alla fornitura nel modo migliore dal punto di vista ambientale.

Ciascun criterio ambientale riporta inoltre, nella sezione Verifiche, i mezzi di prova per dimostrarne la conformità.


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Elenco completo dei CAM in vigore, risposte a FAQ e chiarimenti vari

Di seguito l’elenco dei decreti ministeriali vigenti con i quali sono stati adottati i CAM per le varie categorie di servizi e forniture. Sono consultabili in aggiunta anche le risposte a FAQ ed i chiarimenti vari resi disponibili dal Ministero dell’ambiente (agg. 12/06/2018).


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Apparecchiature informatiche

Forniture di attrezzature elettriche ed elettroniche d’ufficio.

D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 13/12/2013, Allegato 2 (G.U. 17/01/2014, n. 13) che ha sostituito l’Allegato 4 del D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 22/02/2011 (G.U. 19/03/2011, n. 64).


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Arredi per interni

Fornitura e servizi di noleggio di arredi per interni.

D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 11/01/2017 R, Allegato 1 (G.U. 28/01/2017, n. 23), che ha sostituito l’Allegato 2 del D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 22/02/2011 (G.U. 19/03/2011, n. 64).

Si precisa che gli arredi che siano anche dispositivi medici in base al Reg. (UE) 2017/745 relativo ai dispositivi medici, sono al momento esclusi dall’applicazione dei CAM per gli arredi per interni adottato con D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 11/01/2017 R.

- Risposte a FAQ e chiarimenti vari (aggiornamento 17/04/2018) Visualizza PDF


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Arredo urbano

Acquisto di articoli per l’arredo urbano.

D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 05/02/2015, Allegato 1 (G.U. 02/03/2015, n. 50).

- Risposte a FAQ e chiarimenti vari Visualizza PDF


2435044 4768388
Ausili per l’incontinenza

Fornitura di ausili per l’incontinenza.

D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 24/12/2015 R, Allegato 2 (G.U. 21/01/2016, n. 16).

- Risposte a FAQ e chiarimenti vari Visualizza PDF


2435044 4768389
Calzature da lavoro

Fornitura di calzature da lavoro non dpi e dpi, articoli e accessori di pelle.


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Carta

Acquisto di carta per copia e carta grafica.

D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 04/04/2013, Allegato 1 (G.U. 03/05/2013, n. 102) che ha sostituito l’Allegato 2 del D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 12/10/2009 (G.U. 09/11/2009, n. 269).


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Cartucce e toner per stampanti

Forniture di cartucce toner e cartucce a getto di inchiostro e servizi integrati di ritiro e fornitura di cartucce toner e a getto di inchiostro.

D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 13/02/2014 R, Allegato 2 (G.U. 11/03/2014, n. 58).


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Edilizia e progettazione

Servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici.

D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 11/10/2017 (G.U. 06/11/2017, n. 259), che ha sostituito l’Allegato 2 del D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 11/01/2017 R (G.U. 28/01/2017, n. 23).

- Risposte a FAQ e chiarimenti vari (aggiornamento 12/06/2018) Visualizza PDF


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Energia

Servizi energetici per gli edifici, di illuminazione e forza motrice e di riscaldamento/raffrescamento.

D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 07/03/2012, Allegato 1 (G.U. Suppl. Ord. 28/03/2012, n. 57).


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Illuminazione pubblica – acquisizione impianti

Acquisizione di sorgenti luminose per illuminazione pubblica e di apparecchi per illuminazione pubblica e affidamento servizi di progettazione di impianti per illuminazione pubblica.

D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 27/09/2017 (G.U. Suppl. Ord. 18/10/2017, n. 49).

- Risposte a FAQ e chiarimenti vari Visualizza PDF


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Illuminazione pubblica – gestione impianti

Affidamento del servizio di gestione degli impianti di illuminazione pubblica.

D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 28/03/2018 (G.U. 28/04/2018, n. 98).


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Pulizia

Servizi di pulizia e fornitura di prodotti per l’igiene.

D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 24/05/2012 R (G.U. 20/06/2012, n. 142).

- Relazione di accompagnamento (Documento di background sui criteri ambientali minimi della categoria servizi di pulizia e prodotti per l’igiene del PAN GPP) Visualizza PDF

- Risposte a FAQ e chiarimenti vari Visualizza PDF


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Rifiuti urbani

Servizi di gestione dei rifiuti urbani.

D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 13/02/2014 R, Allegato 1 (G.U. 11/03/2014, n. 58).


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Ristorazione

Servizi di ristorazione collettiva e fornitura di derrate alimentari.

D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 25/07/2011, Allegato 1 (G.U. 21/09/2011, n. 220).

- Relazione di accompagnamento (Documento di background sui criteri ambientali minimi per l’affidamento del servizio di ristorazione collettiva e fornitura di derrate alimentari) Visualizza PDF

- Risposte a FAQ e chiarimenti vari Visualizza PDF


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Sanificazione strutture sanitarie

Affidamento del servizio di sanificazione per le strutture sanitarie e per la fornitura di prodotti detergenti.

- Risposte a FAQ e chiarimenti vari Visualizza PDF


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Serramenti

Acquisto di serramenti esterni.

D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 25/07/2011, Allegato 2 (G.U. 21/09/2011, n. 220).


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Tessili

Fornitura di prodotti tessili.

D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 11/01/2017 R, Allegato 3 (G.U. 28/01/2017, n. 23) che ha sostituito l’Allegato 1 del D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 22/02/2011 (G.U.


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Veicoli

Acquisizione di veicoli adibiti al trasporto su strada.

D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 08/05/2012 (G.U. 05/06/2012, n. 129), come modificato dal D. Min. Ambiente e Tutela Territorio e Mare 30/11/2012 (G.U. 13/12/2012, n. 290).

- Risposte a FAQ e chiarimenti vari Visualizza PDF


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Verde pubblico

Servizi di gestione del verde pubblico, acquisto di ammendanti, piante ornamentali e impianti di irrigazione.

D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 13/12/2013, Allegato 1 (G.U. 17/01/2014, n. 13) che ha sostituito l’Allegato 1 del D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 12/10/2009 (G.U. 09/11/2009, n. 269).


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Alla luce del regime attualmente vigente - come emerge dalle norme del D. Leg.vo 50/2016 e del D.M. 02/12/2016 - questo approfondimento illustra, con l’ausilio di schemi e tabelle riepilogative, caratteristiche e contenuti di bandi di gara e avvisi, nonché le modalità con cui gli stessi devono essere pubblicati. Sono pertanto approfonditi funzioni, utilizzo e contenuti degli avvisi di preinformazione, dei bandi di gara, degli avvisi di postinformazione (o anche avvisi relativi agli appalti aggiudicati), e dettagliate le relative modalità di pubblicazione, sia a livello europeo che nazionale. Il tutto, con riferimento alle procedure nei settori ordinari e con esclusione anche dei servizi sociali e degli altri servizi specifici di cui all'art. 142 del D. Leg.vo 50/2016.
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