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Iniziative legislative per la tutela e la promozione del lavoro autonomo

A cura di:
Redazione Legislazione Tecnica

BR 26-27 prodotti non contenitori

Due proposte legislative - una di iniziativa parlamentare e l'altra di iniziativa governativa - prevedono tra l’altro la deducibilità delle spese effettuate per la formazione e l’aggiornamento e la sospensione degli obblighi previdenziali e fiscali in caso di malattia grave.

Sono all’esame in Parlamento due distinte proposte legislative - una di iniziativa parlamentare e l’altra di iniziativa governativa - concernenti misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato.
Entrambi i provvedimenti - di cui verrà brevemente dato cenno nel seguito - partono dalla constatazione che negli ultimi anni le forme autonome di lavoro hanno fortemente subìto le conseguenze della crisi economica, in un contesto nel quale si è inserito anche il progressivo aumento del prelievo contributivo ai fini previdenziali, specie per di chi versa in maniera esclusiva alla Gestione separata INPS (si rammenta peraltro che la Legge di stabilità 2016 - L. 208/2015 - ha momentaneamente rinviato gli aumenti confermando al 27% anche per il 2016 l’aliquota contributiva dovuta dai lavoratori autonomi titolari di partita IVA iscritti alla gestione separata INPS; si veda in proposito l’articolo “La Legge di Stabilità 2016 comma per comma”).
Di entrambi i provvedimenti - che in parte si sovrappongono con misure pressoché analoghe - si riporta una breve sintesi, auspicando che possano essere unificati e concretamente portati avanti nei lavori parlamentari.

DDL DI INIZIATIVA GOVERNATIVA - La proposta legislativa è stata approvata dal Consiglio dei Ministri del 28/01/2016 ed è stata presentata al Senato in data 08/02/2016 (DDL 2233 recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato (collegato alla legge di stabilità 2016)”). Della proposta legislativa non è al momento di redazione di questo articolo (09/02/2016) stato reso noto il testo “ufficiale”, dunque quanto segue fa riferimento al testo fornito agli organi di stampa nei giorni precedenti.
Queste le misure principali:

  • integrale deducibilità delle spese effettuate per la formazione e l’aggiornamento;
  • parificazione dei lavoratori autonomi alle imprese ai fini dell’accesso ai finanziamenti a valere sui fondi strutturali europei;
  • riconoscimento del diritto a percepire l’indennità di maternità indipendentemente dalla effettiva astensione dall’attività lavorativa e previsione che l’indennità per congedo parentale possa essere corrisposta per un periodo massimo di sei mesi entro i primi tre anni di vita del bambino;
  • in caso di malattia grave, sospensione degli obblighi previdenziali e fiscali per un massimo di ventiquattro mesi.

Si segnala inoltre che la seconda parte della bozza provvedimento reca diposizioni in materia di “lavoro agile”, modalità flessibile di svolgimento del rapporto di lavoro subordinato quanto ai luoghi e ai tempi di lavoro, finalizzata a regolare forme innovative di organizzazione.

DDL DI INIZIATIVA PARLAMENTARE - La proposta legislativa è stata assegnata alle Commissioni riunite 10ª (Attività produttive, commercio e turismo) e 11ª (Lavoro pubblico e privato) in sede referente il 14/01/2016 (DDL 3364 recante “Disposizioni per la tutela e la promozione del lavoro autonomo”).
Queste le misure principali:

  • integrale deducibilità delle spese effettuate per la formazione e l’aggiornamento;
  • estensione ai lavoratori autonomi della tutela rispetto al ritardo nei pagamenti già prevista dal D. Leg.vo 231/2002 [1];
  • aggiunta anche dei padri lavoratori autonomi quali destinatari delle norme in tema di congedo parentale ed aumento del periodo a sei mesi anche non consecutivi nei primi tre anni di vita (dagli attuali tre mesi entro il primo anno di vita;
  • in caso di malattia grave, sospensione degli obblighi previdenziali e fiscali per un massimo di venti mesi.
  • attribuzione al lavoratore autonomo dei diritti relativi agli apporti originali ed alle invenzioni del lavoratore sviluppati nell’ambito della propria attività, qualora non sia già prevista la relativa remunerazione nel contratto.
  • promozione della partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici, favorendo anche il pieno accesso alle informazioni e necessario adattando i requisiti richiesti nei bandi;
  • progressiva riduzione (fino al 24%) degli oneri contributivi ai fini previdenziali dell’INPS per chi non è iscritto ad altre forme pensionistiche obbligatorie.



[1] Tale disciplina, che prevede una tutela rinforzata per i ritardi di pagamento nelle “transazioni commerciali”, è peraltro senza alcun dubbio già applicabile anche ai liberi professionisti, si veda in proposito l’articolo “La disciplina sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali a partire dal 2013”.

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