Sicurezza degli impianti (in questo caso a gas)

E' una vera indecenza!
Non capisco se è ignoranza o furbizia, o entrambe le cose.

Mi riferisco al decreto del Ministro dello sviluppo economico del 30 settembre scorso, con il quale sono state approvate le nuove "norme tecniche" per la sicurezza degli impianti a gas e abrogate le precedenti.

Allora dove è l'indecenza??
Parliamo al plurale: le indecenze.

1) Le "norme tecniche", elaborate dagli enti di unificazione, sono di uso facoltativo (legge 317/1986, articolo 1, comma 1, lettera f) e diventano "regole tecniche" ad uso obbligatorio quando approvate con un provvedimento amministrativo (legge 317/1986, articolo 1, comma 1, lettera m). Quindi, con una conclamata ignoranza, il decreto in esame non le definisce in maniera appropriata quali regole tecniche.

2) I decreti ministeriali, di natura regolamentare, diventano efficaci solo a seguito della pubblicazione del loro testo integrale sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Inoltre il DPR 661/1996 prevede espressamente la pubblicazione sulla G.U. delle norme per la sicurezza dell'impiego del gas combustibile, armonizzate in sede comunitaria. Il decreto non riporta le norme approvate (e trasformate in regole), ma solo i titoli, creando non solo problemi di legittimità ma anche di corretta informazione, rivolta sia agli operatori del settore (progettisti, installatori, manutentori) sia ai cittadini quali consumatori finali. La corretta informazione non può coincidere con l'invito - di fatto - all'acquisto delle pubblicazioni dell'UNI !!

3) Continua il regime di provvisorietà della disciplina della sicurezza degli impianti interni degli edifici, in quanto il DM 37/2008 rimane di provvisoria applicazione e in attesa del riordino della materia (articolo 35 della legge 133/2008); prescrizione che rimane elusa nonostante i richiami della Corte costituzionale (sentenza 21/2010).

Tutto questo dovrebbe interessare a noi professionisti?

La risposta dovrebbe essere un SI corale, non solo per gli aspetti pratici (della buona tecnica da adottare nella progettazione e in cantiere) ma soprattutto con riferimento alle responsabilità che assumiamo quando compiliamo e sottoscriviamo i modelli unici per l'edilizia, visto che se sbagliamo a mettere la crocetta non è un errore ma un reato penale.

Dovrebbe essere nostro obbligo PRETENDERE una normazione tecnica seria (che eviti le bestialità, a partile dall'uso improprio dei termini), aggiornata alle migliori tecniche disponibili tramite il ricorso allo strumento dell'inchiesta pubblica (obbligatoria in base alle norme comunitarie sul settore tecnico), di dominio pubblico per una consapevole applicazione (senza barriere affaristiche).

Un sistema coerente in tal senso è stato già costruito ed aggiornato per le regole tecniche di prevenzione incendi riferite alle diverse tipologie d'uso degli edifici (civili abitazioni, uffici,scuole, ecc.). A quando le regole tecniche per la progettazione, installazione, collaudo ed esercizio delle singole tipologie di impianti interni agli edifici ?

Se vi sembra poco, vi sbagliate.

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