Il nuovo Codice degli appalti e delle concessioni

Il Senato ha approvato il disegno di legge che delega al Governo la redazione del nuovo “Codice degli appalti e delle concessioni” , che sostituirà il vigente Codice dei contratti pubblici, recependo le Direttive europee emanate nel 2014 (il cui recepimento dovrà avvenire entro il 18 febbraio 2016).
Il testo (scaricabile dal sito del Senato all’indirizzo «http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/44998.htm») contiene diverse indicazioni, ma nulla dice in merito alla programmazione delle infrastrutture (opere e servizi) ed al collegamento con le procedure di valutazione e di monitoraggio, finalizzate al controllo della spesa pubblica, che già esistono (decreti legislativi 228 e 229 del 2011) anche se nessuno – compresa l’Autorità di vigilanza - sembra se ne sia mai accorto.
Poiché è proprio nel momento in cui si decide di realizzare un’opera inutile e, possibilmente, eccessivamente onerosa, che si gettano le basi per una non corretta esecuzione degli appalti/concessioni, la dimenticanza appare comunque incomprensibile, ovvero fa pensare male.
La dimenticanza deriva da una mera ignoranza, oppure nasconde qualche altra inconfessabile verità?

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