#fuoridallagiungla

Regioni.it, il periodico telematico della Conferenza delle Regioni, nel numero 2664 di martedì 17 febbraio 2015 ci informa che il Ministro della Funzione pubblica ha lanciato il nuovo hashtag #fuoridallagiungla, riferito al groviglio di procedimenti burocratici da aggredire.
L’iniziativa è stata avviata in coincidenza con la scadenza, prevista per il 16 febbraio 2015, del termine entro il quale tutte le Regioni avrebbero dovuto adottare i modelli unici per semplificare le procedure edilizie; termine che – a detta del comunicato – molte Regioni avrebbero largamente anticipato.
Ancora una volta c’è da chiedersi se ci fanno (furbetti) o ci sono (incompetenti). Il mix è decisamente demoniaco.
Per fortuna lo spot propagandistico “La casa è tua. Fai come ti pare” ha fatto indignare una parte significativa del mondo professionale, che la ha bollata come pubblicità ingannevole.
Spero che anche quest’altra uscita propagandistica susciti una adeguata indignazione, a partire dal fatto che, come incredibilmente evidenziato nel medesimo comunicato, si è ben lontani dall’adozione dei moduli unici da parte di tutte le Regioni.
Già più volte ho avuto occasione di evidenziare come i moduli unici, adottati in Conferenza unificata e ufficializzati con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, contengono una quantità indecorosa di errori ed omissioni.
Se ora ci mettiamo a confrontare il modello base con gli adattamenti dei modelli già prodotti dalle Regioni, vedremo che alla fine avremo 21 modelli (uno per ognuna delle 5 Regioni a statuto speciale + 2 Province autonome + 14 Regioni a statuto ordinario), moltiplicati per ciascuna delle tipologie di procedimento, che non riguardano solo permesso di costruire, Scia e Cila, ma anche tutti gli altri modelli unici annunciati dalla Agenda di semplificazione 2015-2017 (Dia sostitutiva, agibilità, ecc.).
Alla faccia della semplificazione. Se ci capiterà di lavorare in due Regioni diverse, anche contermini, saremo chiamati ad asseverare cose simili ma distinte e diversamente interpretate.
Io ho cominciato a fare questi confronti perché mi sono intestardito a voler controllare il contenuto di ogni quadratino inserito nei moduli, e il significato di ogni crocetta che potremmo apporre.
Dopo sei mesi dedicati a comporre una guida alla compilazione delle relazioni asseverate (che spero l’Editore possa mettere a vostra disposizione quanto prima), ho avuto conferma che oltre la metà delle asseverazioni richieste riguardano tutele di interessi pubblici che dovrebbero essere definite con l’adozione dello strumento urbanistico (con validità, quindi, di natura generale) e non surrogate nel procedimento edilizio (con validità, quindi, limitata al singolo caso).
Per il resto, riferito alla attestazione dei parametri di legalità del progetto, non sarei tanto tranquillo nella compilazione dei moduli, e non sarei tanto sorpreso se, alla fine, qualcuno di voi mi facesse notare che comunque ho dimenticato qualcosa.
Serve ancora altro per cominciare ad indignarci sul serio?

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