Apprendisti stregoni: un altro coniglio è uscito dal cilindro

In sede di conversione alla Camera (vedi Atti Camera n. 2629 A/R, pag. 48), nel DL cd Sblocca Italia è stato inserito l’articolo 17-bis, che recita:

« ART. 17-bis. – (Regolamento unico edilizio). – 1. Dopo il comma 1-quinquies dell’articolo 4 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, è inserito il seguente:
“1-sexies. Il Governo, le regioni e le autonomie locali, in attuazione del principio di leale collaborazione, concludono in sede di Conferenza unificata accordi ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, o intese ai sensi dell’articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131, per l’adozione di uno schema di regolamento edilizio-tipo, al fine di semplificare e uniformare le norme e gli adempimenti. Ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettere e) e m), della Costituzione, tali accordi costituiscono livello essenziale delle prestazioni, concernenti la tutela della concorrenza e i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Il regolamento edilizio-tipo, che indica i requisiti prestazionali degli edifici, con particolare riguardo alla sicurezza e al risparmio energetico, è adottato dai comuni nei termini fissati dai suddetti accordi, comunque entro i termini previsti dall’articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni” ».

E’ proprio vero che “il lupo perde il pelo ma non il vizio”, come è vero che i nostri governanti e i loro consulenti non sanno di cosa si parli (ma perché il CNAPPC plaude?) e il regolamento unico edilizio, anche qualora fosse varato, risulterà un ulteriore inutile adempimento che catalizzerà attenzioni e energie (forse) senza risolvere nulla (sicuramente).

Dico questo per almeno tre buoni motivi.

1) Tutte le norme contrabbandate per semplificazioni, comprese quelle contenute nello sblocca Italia (che si avvia a passo di carica a diventare uno sbrocca Italia) hanno definitivamente incasinato la disciplina edilizia e ingessato qualsivoglia residua attività.
2) Il regolamento edilizio, ancorché unico nazionale, è un provvedimento di natura regolamentare (appunto!!) che non può sostituire e tantomeno surrogare le norme di rango legislativo, dove si annidano i casini (più volte evidenziati negli articoli sia sul Bollettino sia sui Quaderni di LT).
3) La redazione del regolamento edilizio unico è affidata alla Conferenza unificata Stato, Regioni ed Enti locali: visto il casino che hanno combinato con i modelli unici per l’edilizia (per i quali rimando all’articolo sul BLT di settembre) non si sente assolutamente la necessità di un bis.

E’ assolutamente vitale che in tempi rapidi si pervenga al riordino della disciplina edilizia, con un quadro certo ed efficace di norme che i professionisti possano attuare (e non interpretare) nel loro lavoro.
A questo punto, visto che tutti i colleghi che sento si lamentano (io pure) per la carenza di lavoro, mi chiedo e vi chiedo: cosa aspettiamo ad assumerci le nostre responsabilità e proporre noi un riordino della regolamentazione edilizia, vista la palese incapacità dei nostri governanti (che, è bene ricordare, non abbiamo avuto la possibilità di eleggere, conferendo loro un mandato fiduciario).

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