"Valorizzazione d'onore" per gli immobili dismessi dalla Difesa

Sul Supplemento ordinario n. 12 alla G.U. n. 34 dell’11 febbraio 2014 è stato pubblicato il decreto legislativo n. 7 del 28 gennaio 2014, in materia di riordino delle Forze Armate, che all’articolo 9 modifica i provvedimenti per la dismissione del patrimonio immobiliare della Difesa, prevedendo la possibilità di concedere in uso gratuito, per un periodo massimo di 10 anni, gli immobili militari da dismettere, per poi procedere (decorsi i termini della concessione, non rinnovabile) ad alienare il bene riconoscendo il diritto di prelazione al concessionario.
La concessione può essere attribuita a «chiunque presenti formale domanda al Ministero della difesa nella quale dimostri di essere in possesso di idonei requisiti economici e imprenditoriali per la loro valorizzazione, nonché di un piano di utilizzo».
La concessione a fronte di un piano di utilizzo fa supporre che tale piano preveda dei rendimenti, di natura commerciale o imprenditoriale, e quindi l'immobile venga utilizzato per realizzare una attività di impresa. In tal caso la concessione gratuita decennale diviene - di fatto – una sovvenzione ad una impresa; sovvenzione che, in quanto tale, potrebbe incidere sulla concorrenza nel libero mercato e, quindi, configurarsi quale "aiuto di Stato".
Se la concessione gratuita decennale costituisce aiuto di Stato, il procedimento deve essere assoggettato alle relative regole, a partire dalla notifica del provvedimento (o dei provvedimenti) alla Commissione europea, rispettando i tetti di contribuzione ammissibile riferita all’importo dell’investimento.
In soldoni, oltre ad avere un iter sicuramente più lungo dei due mesi stabiliti per la pubblicazione dei decreti ministeriali che dovrebbero avviare la procedura (che dovrebbe iniziare con la domanda degli investitori e concludersi con l’atto di concessione), non è detto che la concessione possa essere a titolo gratuito.
Possibile che nessuno, fra coloro che hanno pensato, predisposto e licenziato il provvedimento (di natura legislativa), se ne sia accorto? Viene spontanea la solita domanda cattiva: ma sapevano di cosa si parlava?

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