Autorizzazione paesaggistica e titolo edilizio: sappiamo di cosa si parla ?

Il cd decreto Valore Cultura, recentemente trasformato in legge, ha prorogato la validità dell’autorizzazione paesaggistica a cinque anni, stabilendo che i lavori debbano iniziare entro il periodo di validità e concludersi entro l’anno successivo.
Anche in questo caso, come purtroppo mi succede spesso in questi ultimi tempi, mi chiedo se i tecnici e/o i funzionari che suggeriscono (o scrivono direttamente) le innovazioni normative, sappiano di cosa si parli. Lo dico senza spocchia, ma con grande tristezza, avendo lavorato per oltre 30 anni nella PA, spero con dignità.
L'autorizzazione paesaggistica non consente l'esecuzione delle opere senza il necessario titolo edilizio, la cui validità, sia del permesso di costruire sia delle dichiarazioni varie (Cil,Scia, Dia), con il precedente decreto "fare" è stata prorogata rispetto ai termini di inizio e fine lavori prescritti dal Testo unico edilizia.
Sarebbe stato (banalmente) più semplice disporre che i lavori, la cui compatibilità paesaggistica sia stata riconosciuta tramite l'autorizzazione paesaggistica (titolo autonomo e non endoprocedimentale), debbano iniziare entro cinque anni dal rilascio (avendo, nel frattempo, conseguito il permesso di costruire e/o resa la dovuta dichiarazione) e concludersi entro il termine di validità del titolo edilizio.
Si sarebbero evitati prevedibili contenziosi e sarebbe risultato tutto più coerente. A patto che si sappia di cosa si parla!

>> leggi tutto
Condividi

Commenta

Per commentare è necessario eseguire il log in .
Se non sei ancora registrato, clicca qui